In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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L’allenatore inascoltato e l’ala sinistra stronza

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Posted 24 luglio 2008 by Jvan Sica in Shilton

Come la risolvo questa merdona di partita contro questi tedeschi di merda. Anche quel coglione di Francis doveva fare le signorina con quel cazzo di tendine d’Achille. Si lamenta troppo quello. Vedi Shilton, lo abbiamo rimpinzato di antidolorifici e sta dove deve stare, e non si azzardasse a fare stronzate in porta. Quell’altro bastardo di Woodcock, che se non era per me giocava ancora sui campi di fango in periferia, se n’è scappato al Colonia, da questi tedeschi figli di troia, che poi sono tutti i uguali i tedeschi, i soliti stronzi. Non mi nominate nemmeno quell’ubriacone di Bowles, gli ho detto vai in panchina, se serve dare ritmo ti butto dentro. Se n’è andato in tribuna quel figlio di puttana, l’anno prossimo lo mando all’Hull City a scavare carbone coi denti. Chi mi resta, Birtles, ma è troppo fighetto per quei bestioni tedeschi, che dentro restano tutti dei nazisti stronzi e razzisti.
È iniziata la partita, cazzo avvisatemi.
Guarda tu questo bastardo di Kaltz, la fascia se la mangia, ma che cazzo ci può fare quel mezzasega di Gray.
– “Gray attacca lo spazio, non farti aggredire!”. Quello lì se lo mangia Gray, lo sbatte dove
vuole.
– “Vai Mills, vai, tira, tira!”. Mills è tanto un bravo ragazzo però è un coglione, è un
imbranato, nel calcio non si può essere imbranati. Guarda Magath, quello sì che sa cosa si fa sul campo, come si fanno tackle.
– “Bowyer porca troia, fatti sentire anche tu”. Che cazzone Bowyer, se non gli dai la carica si
addormenta per il campo. No, ma qui ne prendiamo almeno tre, come cazzo li vuoi fermare Memering, Milewski, poi c’è quel carrarmato di Hrubesch che entra fresco e poi c’è quel figlio di troia dell’inglese, non mi viene voglia nemmeno di nominarlo, con quei cazzo di capelli che sembra una mignotta.
– “Attaccalo, attaccalo duro Lloyd a quello!”. Solo Lloyd può fermarlo, ma deve svegliarsi
anche lui. Ma qua sembrano dormire tutti, qua ne prendiamo cinque.
Ah, eccolo, qua il signorino, Mister Robertson, come va? Dopo una ventina di minuti è ancora a letto, ma fa bene. Cosa le porto per colazione thé alla menta e biscotti al burro. O preferisce una bella fetta di torta.
– “Robertson, brutto stronzo, svegliati che giochiamo la Coppa dei Campioni”. Che stronzo.
Ma dove cazzo va adesso.
– “Robertson, non farti cambiare vaffanculo dietro. Ma dove cazzo va?” Mi fa veramente
girare le palle questo. No, ma io lo cambio, metto quel contadino di Gunn per rompere un po’ di tibie. Ma dove cazzo và?
– “Robertson torna dietro, che cazzo dribbli? Ma lo vedi che quello è Kaltz, ma che cazzo vuoi fare?” Ma che cazzo vuole fare?
No Birtles no, non ridargli la palla, cerca di farti fare fallo. Quel Nogly è un trattore, non scambiare, tienila, tienila.
– “Tienila!”Macchè l’ha ripassato a quel cazzone. Ma perché si deve incaponire, abbassa la
testa e parte sparato, ma dove va?
– “Dove vai?” Niente ormai è partito. Adesso vedi che Buljan gli toglie facile la palla e avvia il contropiede, noi siamo scoperti che anche quel cieco di O’Neill si è sganciato e quell’inglese schifoso ci fotte.
– “Gunn, riscaldati che quello stronzo di Robertson lo caccio”
– “Robertson, per l’ultima volta dove cazzo v… goooooooooooal!”
Glielo avevo detto attaccalo, che sto Kaltz non è poi così rapido.
– “Ah Gunn siediti!”


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One Comment


  1.  

    Un nick un destino. In qualità di kalz (senza la t) sentitamente ringrazio. Anche a nome dei miei compagni di classe che così mi chiamavano in onore del grande Manfred Kaltz (con la t) 🙂





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