Matteoli e il tepore del tredicenne

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Qualche anno fa, la Coppa Uefa era goduria vera. Vedevi la Juve in giallo contro l’Anorthosis Famagosta e quel porcellino da latte di Casiraghi sbizzarrirsi, oppure il Napoli di Maradona in un partita di tocchi delicati contro il Bordeaux di un declinante ma sempre ammaliante Tigana (nel goal annullato a Maradona c’è la sua caduta fisica e simbolica di fronte alla frenesia diegana, proprio lui che era stato frenesia pura) o ancora l’Inter contro l’Aston Villa e un campo da gioco da scenario post-bellico.

Ma una gara che mi ricordo con la grazia del 13enne, vista tra i fumi di un Circolo di cacciatori, mentre fuori la bruma di un fine novembre profondo scuriva i pensieri (ci vuole un po’ di melodramma) è questo Malines-Cagliari, capace allora come adesso di darmi un tepore particolare.

Mi ricordo soprattutto un cervello al servizio di piedi parlanti, una chioma anni ’70 che dava al volto un’aria da cucciolo infreddolito e una corporatura da ragioniere del catasto pronto per la pensione. Mi ricordo di Matteoli.

2 commenti su “Matteoli e il tepore del tredicenne”

  1. Bel post! Mi ha fatto venire in mente i miei tepori calcistici da tredicenne. Il guaio è che si risale alla tv in bianco e nero e alla voce di Carosio… meglio che mi metta a lavorare.

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