In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Un giorno in pausa

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Posted 26 agosto 2008 by Jvan Sica in calcio

Quasi quasi oggi mi rifriggo un po’ di internet. Veleggio a piena forza sul mio sito preferito: www.storianazionaledicalcio.it.

E’ troppo spassoso passare il tempo con Zoff, Piola, Bulgarelli, ma anche con dioscuri oscuri, molto meno incliti, vedi William Negri, Ciccio Cordova, Castano. Bello tutto azzurro, come piace a me. Vediamo… una sezione quadriennale e basta. 1974 – 1977… il mio periodo più dolce, oggi è veramente una giornata speciale.

1974… allora mi lancerei subito sui tabelloni di Italia Bulgaria 0 – 0, le partite stupidotte, quelle trattate da sorelle sceme e ritardate, sono quelle che vado subito a palombare fino al fondo. Wow si apre….. che goduria l’attesa di notizie nuove. Amichevole a Genova, periodo di Natale. Mio papà nel ’74 era incinto di 21 anni, secondo me l’ha vista con le basettone sporgenti ed il baffo d’ordinanza post-sessantottino. Un tal Martini terzino sinistro. Ah, sì quello della Lazio scudettata che sculettava arroganza e maschiezza. Santarini libero. Il Santarini di : “Tela do io la erre moscia” di Oronzo Canà. Non lo sapevo che si era sporcato anche in azzurro. Damiani ala destra, era il festival dell’uvulare spinto. Re Cecconi che sostituisce Causio. Barone per paggio, ottima scelta. Che lupo quel Bernardini. Boninsegna – Chiarugi coppia di sfondatori. Anch’io adoro Bonimba, ho tifo e colera del Napoli, ma il Bonimba in strombazzata volante contro il Torino mi fa paura solo a vederlo. Quel Di Biase di Chiarugi, chissà quante frammischiate in area di rigore. Da far venire l’onfalite. Antognoni seconda partita. Il calcio di collo destro di Antognoni è una delle cose più goniometriche che esistono. C’era un odore di purezza quando colpiva i pentagoni optical. Da vertigine. Loro non hanno niente di conosciuto. Soliti ferrovieri del CSKA Sofia che randellavano i garretti dovechessia. L’arbitro Gonnella, strano italiano tra italiani. Non capisco…. misteri del 29 Dicembre.

1975…. URSS – Italia 1- 0. Dove c’è sovietico c’è casa. Mosca 8/6/1975, sai che leccornia l’arietta del disgelo sui baffoni di Benetti, eccolo di nuovo il ri – addensamento di sostanze microrganiche nella mia calotta. E Romeo il carrozziere rispunta. Che sballo di squadra. Sembra un ottovolante tattico. Bernardini e le droghe leggere, ottima fusion. Rocca terzino sinistro col due, Savoldi con agilità da panzer austroungarico arrugginito, ala destra, G. Morini ala sinistra, non ce n’erano più, è logico. Chinaglione, cinghialone da nove slabbrato per canotta due taglie inferiore. Risposta esatta. Loro: Onishenho e Blochin, midollo della Dinamo Kiev vincitrice della Coppa Coppe a Maggio. Due atleti da regime. Superuomini intelligenti e con due sfere nello scroto da rabbrividire. Segna il due, Konkov, secondo me su calcio d’angolo con capocciata iridescente, oppure su punizione da guercio. Dove la va la va.

1976…. 7/4/1976 Italia – Portogallo 3 – 1. Ho una foto di mia madre del ’76. Aveva una gonna giropassera. Ma era cortissima davvero. Non sembrava lei quando vidi quella foto. “Mamma”, le dissi subito saporoso “ma eri onicofaga?” Come fai a dire a tua madre che nel ‘76 vestiva con delle gonne vertiginose, se un secondo prima ti ha ripreso perché parli con la bocca piena. A sto punto è meglio un bel passaggio a livello su una frase insensata. Tardelli terzino, là è nato. Ah, anche Tardelli e come lo adoravo. Da piccolino volevo essere Tardelli. Poi sono diventato io. Mutazione genetica del cazzo. Rocca. Poverino. Si spataccò un ginocchio proprio in nazionale. Ogni volta che lo vedevo allenare l’Under 19 era sempre incazzato. Pensava alla gioventù, lo si vedeva dalle pupille contratte. Si ricordava di quando correva duro per i campi e magari in quel momento non poteva, altrimenti si sfibrava subito un tendine. Rocca è stato per me sempre un uomo infelice. Pecci-Antognoni. Che centrocampo. Giancarlo voleva la palla ed Eraldo la passava a Causio, sghignazzando per il poco humor. I gemelloni davanti. Due sarcofaghi dalla forza di quattro megattere. Pulici somiglia a papà, non è che voglio parlare per forza della mia famiglia però davvero ci somiglia. Ha la stessa aria da operaio FIAT che pensa alla busta paga, lo stesso scalpo a macchie marroncine e la stessa mascellona da pescatore del Mar Ligure. E siccome somiglio molto a papà, penso proprio che somiglierò a Pulici da cinquantenne. Antognoni, Graziani, Pulici, triangolo scaleno. Fraguito, ehehe che nome micragnoso. Conosco di là solo Jordao. Da me si dice “tien a ‘iord” quando sei un debosciato impenitente. E’ per tal ragione che questa mezzapunta lusitana mi ha sempre infrollito l’attenzione.

1976…. già è quasi finito il viaggio. Che cacchio! Per chiudere in bellezza sfottiamo un po’ il ricordo dell’albione maligna. Italia – Inghilterra 2 – 0. Questa partita l’ho vista alle quattro di notte nel ’92. Avevo dodici anni ed una leggera intolleranza all’uovo sbattuto. Tutta una notte in bianco mi fece degustare la meraviglia di questo incontro. Zoff da tutore dell’ordine in area copriva di traversine le zazzere squamose degli attaccanti inglesi. Cuccureddu, strepeva sulla sinistra, impaurendo Brooking con il tenore che in lui si nasconde. Tardelli, terzino destro di spinta, senza lode od infamia. Benetti, eccolo qui ancora mastodontico laocoonte della metà dei campi del mondo. In quel cerchio era una tigna perfetta, a quel mollaccione di Hughes gli scorporò un anno di vita. Poi mi vieni a dire come fa a non essere un onirico pensiero notturno. Gentile, stopper. Il solito stiletto d’acciaio. Mai un dubbio, mai un’esitazione. Un paralipomeni di Morini, in edizione cartonata. Facchetti, da parecchie partite libero. Harrison Ford slanciato nella nostra area di rigore che bacia il pallone con la fronte e schiaffeggia con il sinistro. Causio. L’MVP di quella partita. Una partita di una bellezza stordente fece il barone. Il goal di Bettega fu così. Palla di Benetti per Antognoni, alzata di capo e visione del sorpasso a sinistra di Causio dietro le spalle di Keegan, pallone smoccolato dal destro antognoniano tendente verso il baffetto. Prima dell’impatto vi è una danza caraibica in piena regola. Causio con due finte d’anca si frappone tra il pallone e Clement, spinge la pallottola con il tacco a superare a sinistra il terzinaccio, ma il pallone gli gonfia le mutandine a pois, accensione della freccia per il sorpasso a destra, immissione della seconda, terza e quarta marcia nell’avvicinamento al fondo, passaggio dosatissimo e girevole sulla giostra betteghiana. Scornazzata ragionevole del biancone. Palla a sinistra, portiere dall’altra. Causio come nella piazza di Lecce, un’azione folle e terrificante.

Capello, ragioniere in età. Graziani, bisonte dopo l’accoppiamento. Antognoni, vestale arrapante e negazionista. Bettega, un figo della madonna. A mia zia Annunziata piaceva Bettega. Mia zia si è sposta con Carmelo che fa il camionista, slitta sul Brennero due volte a settimana. Quando è lontano mia zia ricogita Roberto e quell’aria da poeta di corte. Basta adesso nazionale, è meglio vedere se c’è qualcosa da fare prima della lezione. Un’ultima cosa e poi attacco. Vorrei essere almeno Cuccureddu. In un prossimo cammino.


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4 Comments


  1.  
    Anonymous

    Bel blog!
    http://controcontrocampo.blogspot.com
    visitalo non te ne pentirai!




  2.  
    Anonymous

    contattami al più presto se puoi

    sto facendo una tesi su letteratura e sport

    matteoinno@supereva.it

    a presto

    matteo




  3.  
    Anonymous

    Ciao!Sono Beniamina…Dopo diverso tempo sono andata a controllare i miei articoli su Sudafrica10.wordpress.com…
    Non scrivo per quel blog da diverso tempo…
    per cui non mi sono più curata di riguardare i miei articoli…
    Oggi per caso ho notato che c’era un commento al mio post su George Best, risalente a maggio…
    Scusami,ma l’ho visto solo adesso…
    è per questo che ti rispondo dopo molto tempo…
    Condivido appieno la tua passione per il calcio e le emozioni da esso trasmesse…
    Apprezzo molto il tuo blog…dal quale traspare il vero aspetto del calcio…quello della passione vera..che niente ha a che fare col tifo violento di cui si parla molto in questi giorni…
    Attualmente scrivo per il blog di Bianconerionline…(http://www.bianconerionline.com/)
    Ho anche curato un blog tutto mio su Euro 2008…(http://euroitaly2008.splinder.com/)
    Ho scritto anche qualche recensione su libri di sport per http://www.bottegascriptamanent.it
    Il mio sogno è diventare giornalista sportiva…ma sembra proprio che rimarrà solo un’utopia…
    Per cui continuo a scrivere online per il piacere di scrivere e con la speranza che magari qualche grande giornalista mi noti…

    A presto
    Beniamina




  4.  

    non mi vergogno di dirti che il calcio non lo seguo molto,però leggendo il tuo post ho capito come possano essere apprezzate tante piccole queste cose di questo sport.
    Se vuoi parliamone!





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