Le amichevoli utili

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Le amichevoli servono a capire se giocatori giovani o discreti possono servire in una squadra con un numero definito di titolari fissi. Questo è il senso delle amichevoli per Lippi, che grazie ad esse, nel biennio mondiale ha capito che Grosso sulla sinistra reggeva bene l’urto delle ali complicate, che Materazzi si sedeva in panchina con la cattiveria e la concentrazione del titolare, che Zaccardo sulla destra spingeva il giusto, che Barzagli vicino a Cannavaro faceva la sua figura, che De Rossi era diventato un centrocampista totale e che Perrotta e Totti insieme, con i loro movimenti incrociati, erano temuti dagli altri tecnici, i quali tenevano bloccati i due mediani per impedire i tagli interni e i triangoli stretti dei due romanisti.
In questo senso, guardare con attenzione all’amichevole di domani con la Grecia è quello che anche gli addetti ai lavori devono fare. Le prospettive sembrano interessanti e i motivi sono molti. In porta si decide se De Sanctis ha ancora la freschezza mentale di reggere un ruolo di terzo piano, se vuole fare ancora la comparsa silenziosa in un film dove tutti cercano di arraffare battute. In difesa, Bonera dovrà far capire al Ct, che lo stima molto per le sue caratteristiche zaccardiane (con Zaccardo ormai bruciato dal cattivo campionato al Wolfsburg), se regge fisicamente una partita di combattimento. Come terzini, Lippi ama calciatori forti e resistenti, l’agilità e la destrezza non sono le sue prime scelte. Nel secondo tempo farà la stessa prova con Maggio, all’esordio in Nazionale, per capire se da difensore può essere una garanzia.
A centrocampo testerà di nuovo la personalità di Montolivo, inserendolo in un centrocampo di ramazza con il regista occulto Camoranesi a tessere le fila sulla destra. Se Montolivo domani sera riuscirà a dare la stessa armonia di gioco dell’italo-argentino sulla parte sinistra del campo, allora Lippi punterà sul fiorentino. Altrimenti si aspetterà l’Aquilani perfettamente recuperato.
In attacco una prova frizzante di Rossi confermerà nel Ct le idee che nutre su di lui: ottimo giocatore contro le squadre bloccate in difesa e perfetto quando è il momento di subentrare in corsa. Non è e non può essere il Totti del 2006, per questo spera che la catena Montolivo-Giuseppe Rossi possa imporsi come novità per un nuovo tipo di assetto tattico che privilegi l’impostazione di gioco sulle fasce per successivi tagli al centro e conversioni ad imbuto.

Anche nel resto del mondo le partite succulenti non mancano. Una da non perdere è Francia-Uruguay al Saint Denis, dove i milanisti potranno notare le qualità di Cardaccio (un cagnaccio di grande spessore) e i napoletani ammirare un Gargano ancora più voglioso. L’attacco “siciliano” Martinez-Cavani per Tabarez potrebbe essere la scelta del secondo tempo. Per i francesi, Domenech cercherà di farsi piacere ancora una volta Mexes (magari solo per un tempo) e a centrocampo si testerà la giovanile morbidezza del duo Nasri-Gourcuff. A Brasilia, c’è Brasile-Portogallo, nella sfida più danzata e meno sudata possibile e ad Amsterdam Olanda-Svezia, partita, immagino, piena di goal e sciocchezze. Maradona esordirà da selezionatore e prevedo una squadra trasformata, che punta tutto sulla velocità dei suoi atleti.

E poi ci sono le sfide che la storia e la cronaca rendono speciali: Austria-Turchia, che richiama alla mente lo scontro tra Solimano il Magnifico e Ferdinando D’Asburgo alle porte di Vienna nel 1532. In effetti la campagna militare non ha niente di campale, ci furono solo scaramucce, tanto che anche il famoso “Pasquino” scrisse che l’imperatore aveva ottenuto la sua presunta vittoria “senza aver tolta al turco una bandiera”. Le sfide tra le Repubbliche ex-jugoslave Montenegro-Macedonia e Slovenia-Bosnia Erzegovina sono sempre piene di rancore e rimpianto, Nuova Zelanda-Fiji, nella quale i maori fijani cercheranno di vendere cara la pelle come sempre, Colombia-Nigeria, nazioni tra le quali si è sviluppata negli anni una strada sui cui binari corre senza sosta la droga da smerciare in Europa Occidentale, la sfida tra le Regioni ad amministrazione speciale della Repubblica Popolare Cinese, Macao-Hong Kong, Tanzania-Mozambico, che confinano e spesso hanno “litigato” per lo sfruttamento del lago Nyasa, Emirati Arabi Uniti-Iran, che ancora oggi si contendono le isole Tunb e l’isola di Abu Musa, che l’Iran di fatto comunque occupa fin dall’età pahlavide, Lussemburgo-Belgio, con il Granducato che divenne indipendente dalla corona belga di Leopoldo I di Sassonia-Coburgo solo nel 1839, quando cedette più di metà del suo territorio al Belgio, guadagnando però totale autonomia e tornando ad avere come proprio sovrano Guglielmo I, Estonia-Lituania (che si giocherà il 22), ex repubbliche sovietiche sempre a braccetto nel loro gramo vivere negli anni del Socialismo reale. E infine, come ciliegina sulla torta storica, non si può non dare uno sguardo a Germania-Inghilterra, le grandi nemiche del ‘900.

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