In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Lo sport in Tv – 3. Sportitalia

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Posted 6 febbraio 2009 by Jvan Sica in Sky Sport


Una televisione che cerca di differenziarsi per stile è invece Sportitalia. L’impatto d’immagine cercato è: freschezza competente. Le curve di ascolto e la capacità di attirare investimenti pubblicitari dicono che il risultato è ampiamente raggiunto. Sportitalia si muove in diagonale rispetto a Rai Sport e Sky Sport. Della prima non ha gli eventi più importanti ma ne sfrutta l’intasamento del palinsesto generalista fornendo notizie e informazioni accessorie all’evento ma che fanno audience prima e dopo di questo. Di Sky Sport non può reggere la forza d’urto della sua completezza nella cronaca live, ma riesce a rimbalzare tra gli eventi sportivi con ottime dosi di commento e, grazie ad un tempismo perfetto, fagocitando gli interessi di chi vuole capirne un po’ di più. La reattività mentale della redazione si vede ad esempio nella scelta dei focus giornalistici: prima di tutto la serie B, di cui non si hanno più i diritti per le prime immagini o per la cronaca live ma di cui si ha ormai il monopolio dei contenuti grazie a Speciale serie B. In secondo luogo la NBA, con il programma fiume NBA Tv dall’una di notte in poi e la partita della notte replicata il pomeriggio successivo. Con l’NBA, Sportitalia ha realizzato il suo vero capolavoro. Anche non mandando in onda le miglior partite della stagione, diffuse da Sky Sport, ha costruito intorno a NBA Tv una presenza costante e autorevole riguardo al mondo del basket americano, innalzando molto in alto la bandiera Dan Peterson ma affiancandolo anche con una programmazione precisa, dettagliata e con poche cadute d’interesse. Quello che ha caratterizzato Sportitalia nei primi anni di esistenza sono le rubriche monotematiche sulle singole discipline, che adesso sta lentamente lasciando in disparte preferendo notiziari generalisti accompagnati da quelli che trattano solo di calcio. Credo che in questo momento sia una scelta giusta; il non settorializzare la programmazione spezzettando troppo il pubblico è in questa fase di maturità aziendale, dopo lo start up iniziale a base di grosse novità, una scelta oculata. Buona anche la scelta di cavalcare le onde che si è per primi portati in Italia: calcio olandese, calcio sudamericano a 360°, calcio portoghese, l’Europa del volley, il ciclismo preparativo ai grandi giri. Un’altro ottimo spunto di Sportitalia è scegliersi e creare voci di commento autorevoli e diverse dal già visto: Dan Peterson per il basket, Alfredo Pedullà per il calcio, Luca Tramontin (che è qualcosa più della semplice voce) per il rugby danno un plus al semplice “parliamone”. Benzi poi con il Wrestling da solo riempie mezzora. Troppi complimenti, annoto i difetti. Per me Sportitalia ha già una buona posizione nell’immaginario dello spettatore che cerca notizie e approfondimenti (soprattutto grazie a Sportitalia 24), è arrivato il momento di scendere più in profondità in due modi: ottenere almeno un grande evento mainstream da commentare in diretta (io punterei tutto sul Giro d’Italia, potendo costruire eventi paralleli nelle diverse località toccate attraverso un buon marketing operativo) e mettere in campo nuovi programmi che guardino dove né la Rai né soprattutto Sky Sport tendono. Un esempio è un programma culturale che parla di sport, alla “Sciagurato Egidio” per intenderci. Sky, chiudendo il programma e dando più spazio a programmi quali Fantascudetto Tv e altri, ha chiaramente suggerito la sua strada, Sportitalia potrebbe prenderne il testimone e fidelizzare una buona fetta di pubblico che nello sport ci vede anche altro al di là della faccenda spicciola e del divertimento puro.


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One Comment


  1.  

    Da qualche mese vedo Sportitalia e devo dire che mi ha fatto una buona impressione. Oltre a quello che hai detto tu, che condivido, soprattutto i conduttori in studio mi hanno colpito favorevolmente. Facce nuove, non retorici né tromboneschi, essenziali e preparati. Speriamo che non si guastino con il tempo.





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