Gli atleti di Zeus ai Mondiali di ciclismo di Mendrisio

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Stare al Sud è un spasso, più o meno. Ogni tanto però mi rode quando sono troppo lontano dai posti dove dovrei essere per destino. Uno di questi oggi è Mendrisio, oltre che per i Mondiali di ciclismo, soprattutto per la mostra “Gli atleti di Zeus – Lo sport nell’antichità” una raccolta di centocinquanta opere originali provenienti dai più autorevoli istituti archeologici svizzeri e tedeschi.
Il progetto dell’esposizione ha lo scopo di comunicare, attraverso oggetti di grande qualità estetica e storica, tutto il valore, l’importanza e la bellezza della figura dell’atleta e del suo gesto, così come sono stati concepiti nella cultura occidentale fin dall’inizio dei secoli. Un’esposizione di grande suggestione che, fra torsi, teste, anfore, bronzi, coppe, oggetti tipici del mondo delle palestre, strigili e boccette di oli profumati, mira a rievocare tutto il fascino del mondo dello sport nell’antichità, i suoi valori e le sue storie mitiche. Io, come detto, non potrò veder la mostra, se non va in toru, per cui spero di rifarmi con il Catalogo della Silvana Editoriale.

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