In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Io non sto con Dunga

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Posted 18 maggio 2010 by Jvan Sica in Maradona

Si fa un errore di stima quando si usa la famosa espressione: “Nel nostro paese siamo 50 milioni di CT dell’Italia”. Questo è in parte falso, perché oltre all’Italia siamo sul pezzo anche per le altre 31 squadre qualificate e per un altro numero imprecisato di nazionali a cui andrà meglio la prossima volta. Proprio per questo motivo, dopo aver parlato di Maradona e Argentina, mi sembra giusto parlare anche di Dunga e Brasile, con i 23 sotto mano. Se Maradona, per me, ha motivi più che validi per le sue scelte, Dunga ha lippianamente chiuso le prospettive del suo calcio, portandosi appresso i fedelissimi, tutti usurati da campionati pessimi (vedi Kakà) o faticosi (vedi Maicon). Il punto di partenza è che il Brasile ha la difesa più forte del mondo. E su questo magari non ci piove, ma puntare tutto sull’arrocco difensivo, previo golletto da assicurare, in Sudafrica non può durare. Gli schermi difensivi sono addirittura due, Gilberto Silva e Felipe Melo, lenti ogni giorno di più e faticosamente capaci di registrare qualche passaggio che faccia guadagnare campo. Tra gli 11 è obbligatorio l’inserimento di Ramires, ma non c’è comunque il regista che modera il gioco. Le mezzeali dovrebbero essere il fiore all’occhiello: Elano, quest’anno involuto sia nella fase di recupero che in quella di inserimento, Kakà, pubalgia o non pubalgia, con il passo stanco di chi ha già accelerato troppe volte, Robinho, lunatico come i suoi dribbling che in Europa non hanno fatto proseliti. Un goccio di brasilianità nel motore totalmente europeo di questa squadra ci doveva essere e uno della nidiata Under 21 (Giuliano, Erick Flores o uno ancora più attaccante come Douglas Costa) poteva farsi il viaggio. L’attacco è completo ma nessuno quest’anno ha fatto sfracelli. E poi c’è ancora un altro appunto, che molti contesteranno: per come è costruita la squadra e per il tipo di calciatori che giocheranno titolari a centrocampo, il non aver portato Ronaldinho è il più grande errore di Dunga.


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8 Comments


  1.  
    Anonymous

    beh si in effetti possono essere convocazioni che lasciano perplessi, però se ci si pensa ultimamente il brasile ha vinto i mondiali nelle edizioni in cui era meno spettacolare (94, 2002) e si è invece sciolto quando aveva molti giocatori di fantasia (2006 su tutte)..per quanto riguarda la rosa e la squadra titolare in effetti non fanno impazzire, però hanno i due terzini di spinta più forti al mondo, maicon e dani alves, e dani alves può anche giocare a sinistra..poi feilpe melo in nazionale si trasforma, per lo sconforto di noi juventini..in effetti ronaldinho l’avrei chiamato anch’io, se non altro per metterlo se le cose dovessero andare male a mezzora dalla fine..comunque proprio per questa solidità affiancata all’estro di quei 2-3 giocatori che ti possono risolvere la partita considero comunque il brasile la favorita insieme alla spagna, e all’argentina maradona permettendo..
    andrea




  2.  

    Caro Ivan, almeno la coerenza e la serietà a Dunga lasciala. Finora ha lavorato bene, poi ognuno ha la sua lista e le sue preferenze. Il percorso di Dunga con la Seleçao è però chiaro, e le convocazioni sono la naturale conseguenza. Una curiosità: ma come ti è uscito Erick Flores?




  3.  

    @Carlo: ad essere coerente è coerente ma, secondo me, c’èera da osare perché la sqaudra non è al top quest’anno rispetto all’anno scorso. Giusta la coerenza ma ci volevano almeno 3 persone che dicevano altro rispetto a quello che già conosciamo di questa sqaudra. Flores mi piace un sacco, se fossi in De Laurentiis lo comprerei subito. Ciao Carlo.




  4.  

    Dunga è una persona seria ed è stato un campione, quando giocava. Ma ha una sola pecca. Non è un “brasiliano”, calcisticamente parlando.
    Spero che in questi mondiali il Brasile lo potremo trovare nell’Argentina di Maradona. Maradona: argentino di passaporto, napoletano di mentalità, e brasiliano, calcisticamente parlando.




  5.  

    Diciamo che la pensiamo diversamente sui compiti di un CT. Davvero curiosa questa storia di Erick Flores, mi hai steso. Su Douglas Costa ti dico che visitando gli allenamenti dell’under 20 in Egitto al Mondiale, è davvero uno spettacolo vederelo calciare. Poi il calcio, l’11 contro 11 è un’altra cosa, e infatti non è mai stato titolare: un talento buttato via, a meno che in Ucraina…




  6.  

    @Giuseppe: ma secondo te ci sarà almeno un 50% di italiani che tiferanno Argentina, almeno in seconda battuta?

    @Carlo: Douglas Costa secondo me è forte, anche se si gioca su una spianata di terra noiosa da percorrere a volte, hai ragione ehehe. Comunque per quanto riguarda i brasiliani (e tanti altri) non puoi che avere ragione tu.




  7.  

    Chi ha ragione lo vedremo a fine Mondiale. Quel che mi fa più tristezza, parlo in generale, è vedere trattato il Brasile come la macchietta di turno: un nazionale che dovrebbe essere colma di numeri 10. Il calcio è un’altra cosa, e in Brasile lo conoscono bene.




  8.  

    @Jvan: questo non te lo so dire, perché non ho testato l’umore nazionale. Sicuramente io farò il tifo per l’Argentina in prima battuta. Credo che i nostri abbiano già vinto ingloriosamente il mondiale scorso. Non sento la necessità di un bis.





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