"Tra i legni" di Giuseppe Manfridi

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Il libro “Tra i legni” di Giuseppe Manfridi non è uno dei tanti “prospettici biografici con retrogusto naif” che ogni tanto leggiamo in Italia, mutuando uno stile, anzi direi un genere, direttamente dalla letteratura sportiva anglosassone.
Non è, ma purtroppo fino ad oggi nessuno lo ha scritto, un libro che vive dell’epopea quotidiana delle biografie americane. È un libro a sé stante, dove Manfridi mette insieme le sue diverse esperienze e miscela intorno ad un sostrato stilistico chiaramente teatrale, ricordi, testimonianze, cronaca, storia del calcio.
Dopo aver letto decine di biografie tutte molto simili, questo libro di Manfridi è davvero spiazzante. Cerchez la metaphore: non è un refolo di aria fresca, come si ripete in questi casi, ma un caldo vento d’estate, che fa bene non solo a Ricky Gianco. La storia di Zoff è presa per evidenze, a spizzichi, degustando lentamente la grazia di un uomo di altri tempi, certamente migliori. La retorica del “prima si stava meglio” con Zoff però scompare. Lui non vuole essere il portavoce di un modello di vita e di un mondo (contadino, sereno, serio, pratico, saggio), è semplicemente un italiano normalmente educato in un periodo in cui si fa quel che si fa, si dice che si deve dire, si vuole quel che si vuole. Sembra facile, ma, guardiamoci attorno, non è più così.
Zoff vuole e crede di poter parare palloni. Lo fa, senza eroismi, senza disperati percorsi. Il pregio più grande di questo libro è l’aver saputo parlare di un monumento (per gli altri, Zoff si considera un ex calciatore e allenatore) senza scriverne le storielle alla Garibaldi e senza perdersi nei meandri del “si racconta che”.
Manfridi ha creato un’opera di grande sostanza stilistica, che richiede l’attenzione del lettore per comprendere lo svolgimento delle vicende biografiche, insieme al suo coinvolgimento all’interno di un flusso di parole dosate alla perfezione.

Un commento su “"Tra i legni" di Giuseppe Manfridi”

  1. Dino Zoff è stato sportivamente ed umanamente il mio eroe. Quando ho visto questo libro in libreria non ho resistito alla tentazione di prenderlo. Leggerlo però è stato faticosissimo, l’autore ha fatto di tutto per rendere la lettura delle sue pagine ostica, complicata e ricca di inutili ostacoli. Cavolo… è un libro di sport che parla di un grande sportivo… a che scopo usare un linguaggio così inutilmente involuto!!!! Temo che l’autore innamorato della sua sapienza si sia divertito a inserire ovunque inutili complicazioni lessicali, assurdi termini arcaici, e ogni altra stupida complicazione. UN VERO PECCATO… dispiace che un simile spreco di carta e tempo sia andato a danneggiare una persona che stimo profondamente. NON COMPRATELO!!!!

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