In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Tutti giù per terra – La grande illusione del calciatore eterno

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Posted 16 Marzo 2011 by Jvan Sica in Spinesi

La grande illusione del calcio italiano è tramontata, anzi forse non si è mai concretamente palesata, lasciandoci così, contenti lo stesso. Quindici anni fa, appresso ai vari Ventrone e Pincolini che gestivano i muscoli e i neuroni degli atleti migliori della nostra serie A, eravamo tutti convinti di una verità data per assoluta: il calciatore contemporaneo può reggere ad alto livello fino ai 34-35 anni.

Potrei poetare sui dolori di tutti gli Zambrotta che vegetano sulle nostre tribune, ma è sempre meglio fare esempi più chiari.

Della squadra campione d’Europa Under 21 nel 2000 in Slovacchia, pochi sono ancora abili e arruolabili nelle proprie squadre e nessuno, ripeto nessuno, è un giocatore su cui fare affidamento per una stagione intera. Vado a snocciolare il bollettino:

Alessandro Grandoni (’77): dopo un buon cabotaggio adesso beccheggia in serie D allo Sporting Terni.

Luca Mezzano (’77): aveva un destino forse troppo esagerato per un discreto terzino. Oggi è svincolato nel nulla.

Gianni Comandini (’77): il centravanti del futuro è stato assassinato dagli infortuni. Oggi gioca nel campionato CSI.

Roberto Baronio (’77): in Lega Pro gioca, come sempre, da fermo.

Nicola Ventola (’78): il Novara ha deciso che era di più e lui si è ritirato.

Francesco Coco (’77): ultime fonti lo danno negli USA, nel tentativo di diventare attore di action movie.

Ighli Vannucchi (’77): l’ultimo infortunio lo ha steso anche allo Spezia.

Cristiano Zanetti (’77): sempre la stessa solfa, primo mese alla grande, infortunio, ne riparliamo a settembre.

Fabio Firmani (’78): da totem laziale a regista dello Shaanxi Chanba, nella Chinese Super League.

Gionatha Spinesi: (’78): anche lui ha tirato i remi in casa.

Chi resta? Pirlo non regge più, Marco Rossi e Perrotta corrono sempre meno, Gattuso mostra crepe.

Gli altri? Luque ha toccato il fondo della sua carriera in discesa, Angulo ormai è un rottame, Vennegor of Hesselink non è più di moda da un po’, Jankulovski è appena tornato ma poco ci crediamo, Tudor è un assistente allenatore, Daniel Mills ha detto addio a 32 anni

Le cause? Si gioca troppo, sarà scontato ma questa è la verità


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5 Comments


  1.  
    micktor

    Complimenti per i nomi sciorinati, effettivamente di Mezzano ce n’eravamo scordati da un pezzo!

    Forse però le considerazioni generali sono un po parziali. In passato forse si giocava meno, ma spesso le squadre che vincevano lo facevano grazie ad enfants-prodige di primo pelo, non solo con veterani di lunga durata, che magari campavano sportivamente molto ma non troppo bene….

    Il problema, se c’è, non è chiaramente solo italiano.

    Considerando che hai citato alcuni giocatori (Pirlo e Gattuso fra gli altri) che hanno vinto praticamente tutto, tralasci alcuni particolari. Molti giocatori non si realizzano, e sono promesse non mantenute. Quindi un buon 80% delle rose under-21 sono da scartare nel giro di pochi mesi. Dei rimanenti hai dimenticato gente come De Sanctis e Abbiati, per l’Italia, che stanno vivendo una quasi seconda giovinezza.

    Poi, in quella finale giocava anche un certo Ujfalusi, che a 32 anni ha stravinto Europa League e Supercoppa Europea. Sul podio arrivarono anche Capdevila (33), Xavi (31) e Puyol (33), che sono ancora al top e hanno da poco vinto un Mondiale. Al torneo c’era anche Van Bommel, che a 32 anni è arrivato al Milan e può dire la sua, oltre a essere vice campione del mondo in carica. Non devo ricordarti il recente palmares di Carragher (33) e Lampard (33).

    Chi doveva bruciarsi si è sempre bruciato, anche se verifichi le rose under 21 del 1980. I veri campioni, quelli si, non tramontano (quasi) mai. 😉




  2.  

    E i portieri? Di quella squadra facevano parte De Sanctis e Abbiati che ancora sono a buoni livelli.
    Anche se c’è da dire che la vita calcistica dei portieri è tutt’altra cosa rispetto ai giocatori di movimento.




  3.  

    Di sicuro i portieri non sono da considerare perché hanno vita lunga da sempre. Per gli altri, quello che sottolineavo nel post è che mai come queste ultime generazioni i calciatori a 31-32-33sono già ritirati o virtualmente tali e spesso non è nemmeno per un infortunio duro, ma per una sorta di autospegnimento per troppa usura.

    I nomi che fai sono le eccezioni, che confermano ovviamente tutte le regole.




  4.  

    Si gioca di più e si gioca a livelli di preparazione atletica più esigenti, evidentemente.




  5.  

    It’s really a nice and helpful piece of information. I’m glad that you shared this helpful info with us. Please keep us informed like this. Thanks for sharing.

    nolvadex





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