In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Il calcio degli eventi storici

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Posted 6 maggio 2011 by Jvan Sica in

Non tanto il parlare (straparlare), ma lo scrivere calcistico è cambiato negli ultimi anni. Fino a poco tempo fa il presente era il termine di paragone negativo per discutere di tutto. I fantomatici campioni di oggi non erano nemmeno paragonabili a quelli degli anni ’60-’80, le squadre di quegli anni hanno cambiato il calcio e vinto tutto quello che si poteva con grande stile. Ronaldo per i suoi contemporanei non meritava il podio tra Pelè, Maradona e Cruyff, mentre per il sottoscritto è un giocatore irreale, proiettato in un futuro ancora lontano.
Oggi invece è tutto un peana di Messi più forte calciatore di tutti i tempi e Barcellona migliore squadra di sempre. Cosa è cambiato?
1 – Il prodotto calcio italiano ha preso tranvate tremende all’inizio degli anni 2000. I consumi del tempo libero si sono di molto diversificati e non contemplano più solo il rito domenicale degli anni ’70-’80 fatto di panino + stadio o in alternativa pranzo + tv. Le partite di oggi devono essere promosse come eventi storici, per avere grande seguito.
2 – La comunicazione è completamente concentrata sul presente. E questa è una scelta socio-politica, prima che massmediatica. La storia si narra in tv e sui giornali come una favoletta e difficilmente ha ricadute serie sul presente (vedi revisionismo a tappeto).
3 – Le nuove tecnologie hanno creato una sovrainformazione d’attualità. Internet ha spalancato le porte ai segreti e dettagli del vivere contemporaneo. Internet adora il presente. L’utente non ricerca il passato, fruibile anche attraverso gli altri media, ma le sfumature del presente, valide e memorabili nell’arco della giornata.
Questi per me i motivi socio-comunicativi di questo cambiamento, che è radicale e non riguarda solo il calcio.
Detto questo, mi sbilancio su quello che è invece per me il miglior club della storia, prendendo un quinquennio come riferimento. Non ho dubbi: il Bayern Monaco 1971-76. In questo arco di tempo il Bayern ha vinto 3 campionati tedeschi, 1 Coppa di Germania, 3 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale. A questo bisogna aggiungere che il Bayern era anche l’ossatura della Nazionale che ha vinto un Europeo (1972), un Mondiale (1974) ed è arrivata seconda ai rigori in un altro Europeo (1976).
Per eguagliare questa squadra, il Barcellona attuale, prendendo come riferimento il 2008 (vittoria Europei Spagna), dovrebbe vincere entro il 2013 un altro campionato, altre 2 Coppe dei Campioni e la Spagna arrivare in finale anche ad Euro 2012. Aspettiamo e poi diamo titoli.


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5 Comments


  1.  
    emmedici

    Sono d’accordo su tutto, anche se accanto al Bayern metterei almeno sullo stesso piano l’Ajax che, dal 1969, inaugurò un ciclo strepitoso che lo portò a vincere tre coppe dei Campioni di seguito, tre campionati olandesi, tre coppe nazionali, una coppa Intercontinentale, una supercoppa UEFA.
    Ricordo che io e i miei amici, adolescenti malati di football, ci stropicciavamo gli occhi quando giocavano gli olandesi: un calcio come non si era mai visto, pressing, difesa a zona e fuorigioco. E poi i ruoli, non più rigidi e immobili: le ali (Neeskens) che diventavano difensori, i portieri (Stuy) che giocavano da doppio libero, le punte (Rep e Keizer) che tornavano indietro a fare i mediani. Un solo straniero, se non ricordo male (Blankemburg, tedesco) e poi un genio calcistico che portava sulle spalle un misterioso n. 14 (Crujff) che svariava da una parte all’altra del campo disegnando traiettorie impossibili e regalando giocate sublimi.
    Era il calcio totale, una sublime eresia che spazzava via luoghi comuni, certezze decennali e antiche conquiste tattiche. Era il calcio dei figli dei fiori, dei giocatori con i capelli lunghi e le basette, dei ritiri aboliti, della birra e del sesso prima delle partite. L’Ajax era la rivoluzione del ’68 applicata al football, un pugno nello stomaco per i tradizionalisti, una ventata di ossigeno puro per noi giovani.
    Il meraviglioso Bayern che tu ricordi era il figlio più maturo e razionale di quella squadra, da cui aveva copiato molte fondamenta, limandone al tempo stesso gli estremismi tattici più arditi.
    Almeno per una volta i padri furono più ribelli dei figli.




  2.  
    Anonymous

    Concordo con la tua attenta analisi
    sociologica. Riguardo alla fame di presente aggiungo che la nostra e`una societa`ripiegata su se stessa, a volte ancora nostalgica, ma sicuramente troppo presa dal vivere il presente piuttosto che interessarsi al passato. Vige una. sola moda “il nuovismo”, la bramosia di inseguire l’ultima moda obnubila le menti e le rende svogliate quando non incapaci di analizzare i fatti. Riguardo al giudizio calcistico certamente il Bayern-Germania e`stata la squadra piu`vincente ma non e`solo il palmares l’unico elemento di giudizio. La grande Olanda pur non vincendo portava in se`una filosofia nuova e le vittorie dell’Ajax in parte mitigarono la grande delusione per i fallimenti mondiali degli Orange. Questo Barcellona-Spagna ha gia`segnato un dato importante. Aver unito a un gioco piacevole risultati eccellenti. La doppietta delle Furie Rosse ha poi costituito la vera novita`degli ultimi anni. Se anche non dovesse continuare ancora a lungo questa piacevole egemonia possiamo quindi, a mio giudizio,tranquillamente collocare questo Barca nel salotto buono dei migliori dieci club della storia del calcio.
    Saluti,al prossimo piacevole confronto di opinioni.




  3.  

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  4.  
    Anonymous

    Questo post viene citato da Modeo nel suo ultimo libro IL BARCA!!!
    Simone





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