È uscito “Inter nos, 23 storie in nero e azzurro” (con mio racconto su Boninesegna-fulmine in rovesciata)

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È uscito “Inter nos, 23 storie in nero e azzurro”. Le hanno scritte i balenghi e sognatori di em bycicleta, presidio di fabulazione sportiva. L’editore è Curcu & Genovese, prezzo 14 euro. Il libro – prefazione di Gianfelice Facchetti -, è stato presentato al Campo sportivo di Caldonazzo, domenica 19 giugno, all’interno del programma del Trentino Book Festival.

Qui si narra di Peppin Meazza che, quando voleva, accendeva il gioco come se girasse l’interruttore della luce. E di Alessandro Bianchi che giocava largo a destra, quasi preferisse non disturbare. C’è la sera in cui Tagnin s’incollò a Di Stéfano e quell’altra in cui Enrico Cucchi corse a testa alta sul prato del Bernabeu. E si racconta del gol segnato per sbaglio da Sandrino Mazzola; di Lisbona e di una finale di Coppa persa contro la Pro Patria, o una squadra che gli assomigliava; di un capomeccanico in panchina; e dell’inedita linea difensiva Anzolin, Endrigo, Facchetti. E di quando Boninsegna prese la forma del fulmine (questo racconto è del sottoscritto). C’è chi l’Inter se l’è portata in montagna: dentro a una radiolina, o sotto il sellino di una bici da corsa, tra Coppi e Skoglund, o sul Ventoux in compagnia di Francesco Petrarca, o in bilico su una cengia dolomitica.

Detto tra noi – Inter nos, appunto – nella rosa dei ventitré embyciclisti sono pochi quelli che per fede “sacrificano” al nero e all’azzurro. Molti di più quelli che quei colori “sacramentano”, soprattutto negli ultimi anni. A lungo l’Inter è stata come Odisseo, “bella di fama e di sventura”; svelato che il fato aveva un nome e un cognome la “Beneamata” è uscita dai romanzi e ha cominciato a vincere, diventando, inevitabile sorte, “Moltodiata”. Ma il confine tra amore e odio, si sa, è sottile: lungo quella incerta linea di separazione nascono le nostre storie. Da fedeli praticanti o da ostinati avversari, abbiamo attinto a personali ricordi, inventato intrecci più o meno verosimili, seguito labili tracce di figurine di album ingialliti.

Notte d’estate: le montagne disegnano il nero, il cielo trattiene ancora per qualche minuto l’azzurro. Accendete la lampada, aprite il libro.
Buona lettura

Via Quasi rete

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