Il mediano-mezzapunta sbarca in America

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Il primo in Italia è stato il Chievo con Pinzi, seguito da Milan campione con Boateng, ma è stato l’Uruguay campione di Sud America che per forza e poca volontà ha imposto un mediano per giocare mezzapunta o mezzala offensiva, traendo dalla loro forza assist e gol decisivi.
Se pensiamo solo alla finale, i due pressing vincenti con relativo assist (il primo a caso) sono stati di Diego Perez e Arevalo Rios, due medianacci spazzatutto trovatisi in settori di campo fino all’infortunio di Cavani assolutamente sconosciuti. La mezzapunta tutto frizzi e pause è alla frutta e il centrocampista contemporanea non può più soltanto ringhiare per sopravvivere. Poste queste premesse, vengono lisce una serie di domande: l’Uruguay farà scuola? Si tornerà al fantasista punta, come dettava la wave anni ’90 post-Sacchi? Nasceranno mezzeali sempre più complete, capaci di giocare davanti alla difesa e abili anche nell’ultimo passaggio? Attendiamo e pensiamo a noi. Chi può farlo quel ruolo in Italia? De Rossi? Oppure Poli? Troppe domande?

2 commenti su “Il mediano-mezzapunta sbarca in America”

  1. In realtà si tratta di pressatori alti, accostarli a mezzepunte non so ma mi pare una forzatura.
    Nel Napoli Gargano (sarà una caratteristica degli uruguagi?)lo fa spesso con profitto da quando c’è Mazzarri, quando poi deve impostare è un’altra storia…

  2. Anch’io penso ci sia diversità tra giocatore e giocatore (Pinzi mi sembra uno che in testa ha il gioco – anche se non i piedi-, Boateng è esclusivamente un incursore istintivo), però il tema è di grande interesse, concordo

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