In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Intervista a Elio Verde

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Posted 10 febbraio 2012 by Jvan Sica in Zantaraia

Nel nostro viaggio verso le Olimpiadi, è arrivato il momento il nostro migliore judoka, Elio Verde, per capire come si sta preparando per il grande evento.

Elio, prima di tutto come stai dopo l’infortunio che ti ha bloccato il programma estivo?
Il ginocchio va abbastanza bene, faccio terapie tutti i giorni. Dovrei fare il primo torneo a fine marzo se tutto va bene.

L’infortunio al ginocchio sinistro ti ha fatto saltare i Mondiali. Come saresti arrivato a questo appuntamento?
Sinceramente non so come sarebbero andate le cose ai Mondiali perché il judo è troppo imprevedibile. Sono quasi convinto però che avrei fatto una sorta di grande slam dopo aver battuto Hiraoka, che è arrivato secondo, e Mushkiev che ha preso il bronzo. Sicuramente mi è rimasta una gran curiosità.

Abbiamo ancora negli occhi il grande cammino che hai fatto nei Mondiali 2009. Cosa ti ricordi di quella esperienza?
Il cammino al Mondiale di Rotterdam è stato fantastico. In quei giorni ero un fenomeno e soprattutto molto concentrato. Il giorno della mia gara ero certo che nessuno avrebbe potuto battermi.

L’anno successivo ai Mondiali ti sei fermato poco prima del gran finale. Cosa è andato storto?
L’anno successivo stavo benissimo in allenamento ed era davvero l’anno buono per ripetermi. Purtroppo ad inizio gara non mi sono reso conto di non essere al 100% e da lì è andato tutto storto. Dopo un incontro ero così a terra che corsi in bagno a vomitare.

Sobirov, Hiraoka e Zantaria dettano legge da qualche anno. Pensi di riuscire a raggiungere i loro standard il prossimo anno?
Sobirov per adesso è l’atleta più forte che ho dovuto incontrare. Zantaraia è un talento, sinceramente in gara non ho mai combattuto contro di lui e non so dire quali sono i suoi punti di forza e le sue manchevolezze. Con Hiraoka vado sempre al golden score, come successe anche ai Mondiali di Rotterdam e in Brasile quest’anno al grande slam dove ho vinto proprio al Golden score. Detto questo, posso assicurare tutti di essere già al loro livello.

La squadra di judo italiana come arriva alle Olimpiadi Londra?
La squadra sta lavorando molto bene con stage e tornei uno dietro l’altro. Tutto questo è molto stressante però solo in questo modo riesci a capire davvero i tuoi livelli.

E tu che sensazioni hai per il prossimo grande appuntamento olimpico?
Avevo buone sensazioni prima che mi facessi male. Adesso devo solo recuperare alla grande e ributtarmi in mezzo alla mischia. Importante adesso e avere tanta voglia perché dopo un infortunio di questo genere la motivazione ti fa riacquistare sensazioni che avevi perso. Non vedo l’ora di tornare a combattere a quei livelli e di dimostrare di essere tornato competitivo.
Per Londra non so vedremo.


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