In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Intervista a Paolo Pizzo – Londra 2012

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Posted 4 marzo 2012 by Jvan Sica in scherma

Campione Mondiale di Spada ed è cronaca di oggi, podio nella gara di Coppa del Mondo a Tallinn. Continua la strada di Paolo Pizzo verso Londra 2012. E noi vogliamo capire come la sta vivendo.

Apri quest’anno da campione del mondo. Quali sensazioni hai?
Le sensazioni sono diverse rispetto a prima, mi sento più sicuro dei miei mezzi ma anche più studiato dagli avversari. Quando sei il numero uno il rovescio della medaglia è che non puoi più sorprendere nessun avversario.

Catania 2011 è stato per te, catanese, l’apoteosi. Come sei riuscito ad arrivare in quelle condizioni eccezionali al “tuo” appuntamento?
Le condizioni che avevo a Catania erano per me quasi nuove. Finalmente ero titolare inamovibile in nazionale (condizione nuova per me, nonostante tre anni passati consecutivamente tra i primi 10 del ranking mondiale), cosa che mi ha dato una certa tranquillità nel poter preparare al meglio il campionato mondiale. In più ho svolto tantissimo lavoro durante l’estate. Praticamente non ho avuto vacanze e i risultati si sono subito visti.


Nella corsa all’oro quali sono stai i momenti più difficili da superare?
Ho avuto diversi momenti difficili, sicuramente nei sedicesimi di finale dove ho dato dimostrazione di gran carattere quando ho rimontato il mio avversario ucraino da 1-7 a 15-9. La stessa cosa è successa nella finale per l’oro quando all’inizio il punteggio era 0-4 per l’olandese, poi sconfitto 15-13.

In squadra non sembra regnare grande armonia. Quali sono i problemi o comunque perché non riuscite a rendere nella gara a squadre come rendete in quella individuale?
La gara a squadre è completamente diversa dall’individuale. A volte perdi da compagini anche tecnicamente inferiori se non si creano certi meccanismi. Diciamo che è un discorso complesso e sicuramente c’è molto da lavorare per adeguare i risultati della squadra a quelli individuali che sono al momento decisamente superiori.

E adesso l’anno olimpico. Cosa vorresti dalle gare che ti separano da Londra 2012?
Dalle gare che mi separano dall’appuntamento olimpico vorrei una certa costanza di rendimento. Sono molto esigente e sicuramente il peggior critico di me stesso. Spero di trovare la condizione strada facendo e in questo ho un solo metodo: il lavoro! Tanto lavoro. Sarà importante per esempio fare una bella prestazione ai campionati europei, che proprio quest’anno sono in Italia, a giugno a Legnano, in modo da presentarsi a Londra con i giusti feedback.

E lì poi non puoi che concorrere per l’oro. La pressione è più forte del Mondiale da disputare a casa?
La pressione delle Olimpiadi sarà più forte rispetto ai mondiali, ma sono uno che vince o perde per tanti motivi, ma mai per la pressione. Ho imparato per fortuna a reggerla da un po’ e spero di esserne capace anche a Londra.

Quali sono i rivali da tenere d’occhio a Londra?
Sicuramente il campione olimpico uscente (l’italiano Matteo Tagliariol), i 2 francesi Borel e Grumier e i due ungheresi Imre e Boczko. Tutti grandi campioni che dovrò studiare alla perfezione in questi mesi.

Quest’anno sarà perfetto se….
Quest’anno sarà perfetto se….. è chiaro una medaglia a Londra sarebbe il massimo..un sogno che si avvera per un atleta come me che è sempre stato con i piedi ben saldi per terra. Posso solo dire che ce la metterò tutta!


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