In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Il crucianesimo è obbligatorio?

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Posted 19 aprile 2012 by Jvan Sica in calcio

In macchina di mio papà ascolto per forza di causa (è comprensibile solo quella stazione) Radio 24 e m’imbatto ogni sera nella Zanzara di Cruciani e l’altro.
Al primo ascolto mi è nato interesse, al secondo il tutto mi sembrava già sentito, al terzo pensavo già a tutt’altro, vinto dal paesaggio sempre uguale e diverso che percorro ogni sera.
Il crucianesimo è un modello di giornalismo e critica già visto ma con elementi sicuramente nuovi. Per analizzarlo ci vuole un attimo, forse è per questo che al terzo ascolto ti fai i cazzi tuoi invece di stare a sentire.
Si fonda su tre cardini: 1) la controffensiva obbligatoria nei confronti di qualsiasi luogo comune. Quando il tema è dato e le tesi comuni sono due, l’antitesi cruciana rimbalza a seconda dell’interlocutore. Se l’interlocutore dice A, lui deve dire B e viceversa.
2) La polarizzazione necessaria: il commento non è mai grigio. Esempio ascoltato con queste orecchie: Se il figlio di Bossi ruba e per l’interlocutore è una vittima, il Bossi per Cruciani deve andare in galera. Se il figlio di Bossi ruba e per l’interlocutore deve andare in galera, il Bossi per Cruciani deve ritornare nel posto pubblico che ha lasciato per troppa solerzia inadatta al patrimonio morale italiano. Qui la scuola di Ferrara si fa sentire.
3) La confusione fa la discussione. Questa è una vecchia storia su cui i talk show campano da anni. Pensate se un nostro politico esprimesse per intero un concetto senza essere interrotto. I talk show sarebbero visti dallo stesso numero di persone che non arruolate vanno ai comizi e Vespa scriverebbe molti più libri (ci sono anche note positive).
Il crucianesimo è un modello e ce lo dobbiamo tenere fino a che non scade (ne sono passati parecchi di modelli, vedi il Daghismo o il Tononismo che oggi hanno creste mosce e (fals. cit. De André) voci buone per le telepromozioni. Ma tale modello lo dobbiamo applicare per forza a tutto? O meglio, lo dobbiamo applicare per forza al calcio (il nostro partecipa al nuovo Controcampo camera e cucina della domenica sera)?
Per puro caso mi sono svegliato a notte inoltrata e ho beccato Cruciani che parlava di calcio: mi ha fatto l’effetto del viaggio in macchina e ho messo su Real Time dove un tipo in America piangeva perché le damigelle della sposa non volevano più il vestito rosa shocking ma tiffany. E se ho tengo un blog del genere, la cosa è preoccupante.


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