La noia del meraviglioso ciclismo di oggi

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Ho appena visto la tappa più dura di questo Giro d’Italia 2012, la tappa con Mortirolo e Stelvio. Mi hanno entusiasmo quasi esclusivamente gli abeti che costeggiano la strada sul Mortirolo.
Questa noia non è solo mia, la sento nelle cronache televisive, negli articoli di commento (tranne la Gazzetta che esalta giustamente il suo prodotto come farebbe un imbonitore con la coscienza comunque pulita).
Cosa è successo al ciclismo, dove sono gli scatti, le azioni infinite, i banchi che saltano, la ascese a tutta velocità, i venti all’ora su strappi spezzagambe, dove sono finiti i grandi campioni che vincono a cronometro e in salita con la stessa facilità?
Basta guardarsi indietro ed è facile rispondere: sono finiti in flaconi dorati, siringhe a mucchi, allenamenti robotizzati, beveroni eccitanti e negli archivi di scienziati chiamati in causa da chi voleva vincere sulla natura.
Nel ciclismo di oggi sembra (il sembra è meglio usarlo sempre) che gli atleti facciano tutto quello che possono senza performance fisiche irreali e inspiegabili secondo il buon senso di un allenamento normale, non strappano, non hanno occhi gialli, non hanno facce lisce alla fine delle corse, non hanno i capelli bianchi alla Blade Runner, non provano sempre e comunque l’azione tutti i giorni. Nel ciclismo di oggi vince una volta uno un’altra volta l’altro, riuscendo a monetizzare le energie rimaste nel serbatoio, nel ciclismo di oggi può vincere il giro uno che dieci anni fa faceva penultimo.
Per chi ha visto il ciclismo 1996-2006 quello di oggi è una palla insopportabile. Per chi vuole uno sport vero, io direi di tenercelo stretto.

7 risposte a “La noia del meraviglioso ciclismo di oggi”

  1. E direi che postare questo articolo dopo 2′ dall’arrivo del vincitore è un chiaro segno della noia.
    Sono completamente d’accordo con te: penso che lo spettacolo sulle strade quest’anno (come sempre) l’abbiano dato i tifosi, i ciclisti molto meno.
    Solo una cosa mi sfugge, cosa intendi con la frase “Per chi vuole uno sport vero, io direi di tenercelo stretto”??

  2. Beh anche erigendo muri qua e là in un circuito di Formula 1 si farebbe spettacolo, ma non credo che l’unico modo per vivacizzare qualcosa sia far rischiare la vita a chi partecipa o ridurlo a uno straccio (che poi tanto per farcela si siringano)… lo spettacolo del ciclismo “di una volta” era anche lo sforzo fisico, indubbiamente, ma c’era qualcosa di più. Il ciclismo era lo sport del tempo, perfettamente in linea con la sua società; la bicicletta divenne mito come mezzo di trasporto dei poveri e poi leggenda con le prime macchine per tutti… la retorica della superiorità dell’uomo senza la macchina, col volto segnato e scavato e le mani grandi, rispetto all’impiegato con la televisione e la lavatrice in casa. Il ciclismo è passato come forma di sport, come il teatro e il telefono a ruota. È passato, punto. Non c’è un modo per rivitalizzarlo… è un cantante melodico-retorico degli anni 40, ora lo ascolti e dici: due palle. Certo possiamo truccarlo come uno dei Kiss… ma non cambierebbe molto.

    Un saluto Jvan! 😉
    Christian.

  3. @Giovanni: il mio discorso è un po’ diverso. La noia di questo ciclismo non è un elemento negativo. Siamo abituati ad un ciclismo bionico, ad uno sport che non esiste e questo ci sembra la corsa sotto casa. Abituiamoci a questo per il bene dei corridori soprattutto.

  4. @Christian fai un discorso molto interessante. Il ciclismo, sport boom negli anni 50 e 60 oggi lo guardiamo quasi esclusivamente in ottica vintage. Basta leggere gli articoli: appena esce un corridore nuovo si fa la gara per vedere a chi somiglia tra i corridori del passato: una sorta di gioco delle somiglianze. Per tirarlo su questo ciclismo bisognerebbe evitare proprio questi paragoni con il passato ma per adesso non siamo pronti. Cmq c’è da fare un post su queste considerazioni.

  5. Ho guardato tutte le tappe del giro 2012 fino alla noiosissima tappa di mercoledì. La penso come te Jvan1980. Meglio uno sport di umani che non ce la fanno che uno sport di bionici sovrumani nutriti a pasticche. Ma non credo che la ragione della noia di questo Giro sia questa. E’ che il Giro è una corsa di seconda categoria. Il Tour è la vera corsa. E negli ultimi anni abbiamo assistito a delle bellissime tappe tra campioni veri.

  6. Secondo me il discorso di Christian T. ha senso solo in parte. Non son d’accordo con la storia del “ciclismo sport passato”: mi sa tanto di facile retorica. Chi ama il ciclismo si diverte ancora.
    In questo articolo si fa riferimento alla noia di QUESTO giro e le colpe/cause sono tante.
    Purtroppo non sono fiducioso come Jvan1980, sono stato fregato troppo spesso ultimamente (anche dagli stessi Basso e Scarponi) per credere che ora, improvvisamente, sia tutto pulito…

  7. Io penso che senza doping il ciclismo sarebbe molto più emozionante. Ci sarebbero maggiori distacchi, più cotte e maggiori cambiamenti in classifica. La verità è che la corsa quest’anno è stata noiosa perchè Basso ha corso come se fosse il più forte e avesse la maglia Rosa dal primo giorno. Solo nel finale dell’ultima tappa si sono scoperte le carte in gioco e per pochi chilometri c’è stato spettacolo vero. Comunque anche se oggi non ci fosse più il doping, questi ex dopati hanno comunque fatto un salto di cilindrata per cui il loro motore sarà più potente dei non dopati ancora per qualche anno

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