In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Muhammad Ali. Storia di una rivoluzione di Andrea Bacci

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Posted 5 agosto 2013 by Jvan Sica in boxe

Ultimamente ho letto molta boxe. Colpa di Dario Torromero e Andrea Bacci, due scrittori diversi. Torromeo fa narrativa di prima mano, con le vicende viste, ascoltate e raccontate mentre accadevano. Il suo è un volare tra le memorie farcendo tutto di competenze e occhio.
Bacci invece è storiografo eccezionale, capace di mixare fonti primarie e secondarie e accordarle in un racconto trascinante. Il suo è scavo profondo, alla ricerca dell’oro e della verità.
Il buon Bacci mi aveva già rubato una settimana di sonno in pullman con Essere Myke Tyson, ma questa volta ha esagerato, facendomi perdere la fermata deputata alla mia discesa mattutina per colpa di “Muhammad Ali. Storia di una rivoluzione”. Il sottotitolo dice molto: Leggenda e storiografia del più grande.La storia di Ali è una nebulosa inestricabile. Si mischiano politica, sport, show business, dolore, accordi, mafie, pugni veri, soldi, religione, nuove metodologie di approccio allo sport in quanto disciplina e in quanto spettacolo.Come riuscire a districarsi è l’appello più che la premessa che Bacci fa ad inizio libro.
Con la pagina successiva si inizia a ballare: dati di cronaca, parole altrui, riprese giornalistiche, citazioni, ricordi, disamine tecniche, analisi psicologica, rivelazioni, indagine al limite del poliziesco.
Balla Ali e balla Bacci, è un fiume, non puoi pensare di mettere argini di valutazione e impostazione critica, devi lascarti trascinare, collegare le tante vicende e imprese, guardando tutto da punti di vista completamente destrutturati. Mai scegliere un metodo: sarebbe la decadente scelta dell’aneddotaro. Il metodo te lo impone Ali, con la sua intricatissima vicenda personale, pubblica e per i posteri, perché anche se ancora vivo è già storiograficamente notevole e pienamente influente sul suo tempo e il futuro che viviamo.
Bacci è perfetto nel fluire, nel navigare: se il web è ipertestualità, questi libri sono il 2.0 del biografismo: mai sviluppi statici, solo le interconnessioni tengono viva la lettura e lo stile.
Molto su Andrea ho detto nella recensione su Tyson. Inutile ripetersi. Adesso però ho una domanda per Andrea, di cui ho letto che questo è il suo capolavoro (io dico insieme a Tyson, anche quello è stato libro coinvolgente e scritto con stile forse ancora più nuovo): come pensare di fare un passo avanti dopo il più grande? Buttarsi nelle microstorie scegliendo i parallelismi con la Storia dello sport e non solo oppure cercare strade parallele a questa autostrada a 5 corsie che hai messo giù con un libro veloce e potente come pochi altri?


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