In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Recensione Terribile splendore di Marshall Jon Fisher

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Posted 8 ottobre 2013 by Jvan Sica in Senza categoria

Terribile_Splendore_FisherVero sport writing di classe è “Terribile splendore” di Marshall Jon Fisher, come capita spesso alla 66thand2nd che pesca nella letteratura sportiva americana contemporanea regalandoci veri gioielli di stile. Ammetto di aver iniziato il libro senza conoscere i protagonisti e “La più bella partita di tennis di tutti i tempi” sottocitata in copertina è più una subheadline per inquadrare il tema (anche perché il titolo è puro claim emozionale un po’ supercazzolato a dirla tutta) che un vero link di sviluppo narrativo.
La partita citata è stata una semplice battaglia fra ere sportiva (quante altre volte è successo soprattutto nel tennis?). Da una parte il barone Gottfried von Cramm, cultore del tennis classico, fatto di eleganza nel vestire e beau geste agonistico e non solo. Dall’altra Don Budge, contadinesco nel volto e nel gioco, pratico ma nuovo. Basta vedere un suo video per capire quanto era contemporaneo nei suoi attacchi dritti senza smorzature e tagli dettati dal buon gusto.
Due mondi contro, è successo altre mille volte e Fisher lo sa, per questo, anche se nel titolo campeggia “The best eccetera” poi all’interno del libro si parla delle traiettorie sportive e personali dei due protagonisti e di tanti altri tennisti che hanno fatto la storia di uno sport per tanto tempo scisso e monco nella divisione dilettanti/professionisti, ma avvicinabile solo al pugilato in quanto a proposizione epica dell’eroe sportivo.
Il libro descrive un’età tennistica e socio-storica in modo assolutamente interessante e approfondito. Dice due cose importanti se lo guardiamo da questo punto di vista: lo sport nazista va oltre Berlino ’36. È volontà di affermazione ideologica meschina perché sa sfruttare il campione “depravato” fino a quando è utile.
L’idea sportiva USA domina oggi il mondo dopo aver lottato per molti anni con una visione completamente diversa. Cerco altro per approfondire tutto questo.


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