In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Sorrentino – Maradona e lo sport che crea arte

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Posted 5 marzo 2014 by Jvan Sica in calcio

Sorrentino

Sorrentino, Maradona e l’arte che crea arte.

Non pensavo che il richiamo di Sorrentino a Maradona spiazzasse così tanto. Fa ancora tanta specie pensare che un atleta possa essere un produttore d’arte a cui ispirarsi?
Questo vuole dire due cose: la prima che quello che sto scrivendo da anni su questo blog, siti vari e libri non ha avuto nessun impatto (e io pensavo invece…), il secondo è che siamo pionieri di una riflessione filosofica, artistica e, mi spingerei in là, dicendo sociale, ancora tutta da produrre.
Perché lo sport può essere e ispirare arte.
Perché ha i tre elementi principali del prodotto artistico: un soggetto creatore, un pubblico, un senso dietro ad un motivo. Il motivo è vincere. Il senso è l’espressione pura di una soggettività autoriale, unica e capace di usare tecniche differenti.
Maradona non è stato ovviamente il primo atleta artista ma è un esempio molto denso: la sua partita è una performance a tutti gli effetti. Ed è una performance perché lui, autore, crea artefatti pieni di senso attraverso competenze tecniche e intuizioni per un pubblico che ha sempre visto le sue partite con un occhio critico basato su categorie che andavano oltre il risultato sportivo e la mera pratica.
Maradona è stato sempre valutato attraverso parametri estetici, solo in parte funzionali. Basti dire che è per quasi tutti il migliore di sempre anche se ha vinto pochissimo e ha giocato per pochi anni al massimo.
La partita di Maradona è pura performance artistica perché riempie il gesto atletico di un senso travalicante la contingenza sportiva. E non vi rientra il corollario “personaggio”. Anche quando non era il personaggio Maradona, Maradona era già da guardare (quando era solo atleta e non ancora cocainomane, ribelle, dandy della Pampa).
L’esempio più semplice di come Diego produceva arte: un suo calcio di rigore.
Fate vedere a qualcuno un suo calcio di rigore. Appena visto chiedetegli contro quale squadra giocava il Napoli, chi era il portiere avversario, che valore sportivo ebbe quel gol. Nessuno saprà rispondervi con cura e celerità.
Questo è un atto d’arte: qualcosa che ti apre all’assoluto facendoti abbandonare anche solo per un attimo storia e realtà.


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