In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Il calcio è coi pentagoni bianconeri. Riflessioni in lettura di Maglie della Serie A

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Posted 17 aprile 2014 by Jvan Sica in calcio

 

Le_Maglie_della_Serie_A_Giorgio_WelterLeggevo il libro di Giorgio Welter “Le Maglie della Serie A” (Codice Atlantico Editore) in bus e alzando lo sguardo fuori dal finestrino mi sono accorto di un 6×3 con Higuain che promuoveva la Vodafone e una tariffa speciale per Napoli.
Per un caso di sinapsi involontaria ho connesso i due momenti e vi ho trovato una traccia critica.
Primo momento: ma quanto erano affascinanti nella loro minimal soul le maglie degli anni ’60 e ’70? I colori erano decisi, saturi, penetranti per gli occhi di chi vuole tifare o semplicemente riconoscere.
Mentre scrivo, sto vedendo Diretta gol serie B e riconosco soltanto le squadre che giocano in casa. Juve Stabia, Ternana, Palermo e le altre hanno una maglia bianca assolutamente insulsa, piena di scritte e marchietti inutili, oltre che invisibili. Anche per gli sponsor queste nuove maglie sono controproducenti. Vuoi mettere una maglia pulita di orpelli con il tuo marchio in vista. Emerge con una forza visiva totalmente diversa.
Secondo momento (composito): Higuain sul manifesto ha in mano un pallone coi pentagoni bianconeri, sul web ricordo di un banner che promuoveva una vacanza di calcio per bimbi e il pallone era coi pentagoni bianconeri, su Facebook un’azienda (non ricordo quale) voleva comunicare una sponsorizzazione calcistica e ricordo nitidamente un pallone coi pentagoni bianconeri nel visual, Betclick in tv fa palleggiare un tipo con un codino retrò con un pallone a pentagoni bianconeri (quattro indizi fanno più di una prova).
Il calcio per i creativi (e quindi per tutti noi, gente che compra) è quello semplice del pallone coi pentagoni bianconeri.
Questo vuol dire tante cose, ma la più importante è che il marketing sportivo e le strategie aziendali in generale hanno cercato di creare un’immagine del calcio in parte lontana da quella che i consumatori riconoscono. Scelta legittima, tutti fanno restyling. Ma se dopo più di trent’anni di maglie multicolor, palloni stravaganti e volontà di costruire l’atleta-fotomodello anche in serie D siamo ancora ai palloni coi pentagoni e alla nostalgia per i colori decisi delle maglie anni ’70 un motivo ci deve essere.
Perché il calcio pensa che sia così poco appeal il suo passato, mentre tutti gli altri sport (quelli “americani” in primis) riescono ad usare il passato in modo intelligente?
Parlando del libro, come accennavo, gli occhi hanno fatto un gran bel viaggio, fra colori, tinte e storie. Welter ha fatto un ottimo lavoro di archivio creando per ogni squadra che ha partecipato almeno una volta alla serie A un percorso sicuramente esaustivo e molto coinvolgente.
Un libro da leggere con il pantone fra le mani, per capire finalmente qual è il colore sociale della propria squadra del cuore.


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