“Storie Mondiali” di Federico Buffa e Carlo Pizzigoni

Versione ottimizzata per lettura su Smartphone (AMP).

Storie-Mondiali-Buffa-PizzigoniHo letto “Storie Mondiali” di Federico Buffa e Carlo Pizzigoni. Prima avevo visto, non tutte, alcune le ho ancora sul decoder, le puntate televisive del programma Sky da cui il libro è tratto. Sono due prodotti differenti, anche se partono da un quasi identico testo, da leggere nel primo caso, da ascoltare più che da vedere nel secondo.
Questa cosa mi ha di molto intrigato e fatto riflettere sulle sinestesie editorial-televisive. La domanda più larga è: come creare due prodotti complementari, non identici, entrambi da godere e da cui apprendere/ricevere emozioni che partono dallo stesso impianto contenutistico?
Buffa-Pizzigoni mi hanno dato le prime due risposte.

1) Costruire prodotti autonomi ma allo stesso tempo integrati. Secondo me il grande colpo è stato ricostruire il testo letterario sui tempi e le sfumature attoriali del programma televisivo e del Buffa narrante in particolare. Se non ricordo male, è la prima volta. Quando leggo il capitolo di una puntata già vista, ne ritrovo le cadenze buffiane e le sue architetture discorsive (prima di leggere il libro avrei immaginato che le sue famose “costruzioni digressive” creassero confusione alla lettura, invece reggono). Quando vedo una puntata di cui ho già letto, mi appassiona l’approfondimento e non perdo in “immersione”, nonostante il già letto.

2) Testualità concentriche. Al di là della sintassi sinergica, i testi di libro e programma televisivo si sviluppano per centri tematici concentrici, creando focus che si amplificano grazie alla doppia fruizione. Se ascolto di Andrade in televisione, nel libro trovo approfondimenti e nuovi collegamenti. Se leggo di Cruyff nel 1974, in tv comprendo meglio altri elementi.
Il tema libro-programma televisivo è futuribile e molto importante per il mondo dell’editoria (sportiva ancora di più). Ho letto varie cose trasposte dai programmi televisivi e al di là della bontà editoriale avvertivo troppo il sentore di spin-off e prodotto altro per crearmi sensazioni richiamanti. “Storie Mondiali” di Buffa-Pizzigoni invece è qualcosa di nuovo, che sa creare un equilibrio diverso, moltiplicante grazie ad un commistione mai vista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *