Scusa se lo chiamo Futebol

“Scusa se lo chiamo futebol” di Enzo Palladini

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Scusa se lo chiamo FutebolCi sono dei libri che ti fanno tuffare, ti fanno fare splash, fuor di metafora ti tirano dentro, ti immergono nelle storie, nelle vicende umane, storiche o geografiche che narrano.
Mi succede spesso, ma neanche tante volte pensandoci bene, l’ultima volta di sicuro con “Scusa se lo chiamo futebol” di Enzo Palladini.
Tanti personaggi per tante storie, che riescono a farti vivere un’atmosfera che non è solo calcio, ma è vera e propria vita altra rispetto alla nostra.
Ovviamente della vita differente di cui si può fare esperienza in Brasile ne parlano tutti i libri. Ma fartela sentire quella sensazione di meravigliosa naturalezza che ci può essere nei paesaggi, nelle favelas, nelle ricette, nelle facce, nei movimenti, nei culi delle donne, nelle vicende umane non è cosa da tutti. Le storie di Palladini sono puntini che all’ultima pagina ti ridanno un quadro. Della sua bellezza ti rendi conto con il passare delle pagine, ammirando contorni che si definiscono e pennellate che si distribuiscono.
Quando l’ho chiuso dopo la fine, mi è sembrato di ritornare da qualche posto. Quando un libro fa così è fantastico.

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