Rossi-Marquez e il primitivo nello sport

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rossi_marquezEntro a gamba tesa, anzi in derapata sulla questione Rossi-Marquez.
Da tifoso ma non solo, quello che ha fatto Marquez è una fesseria, oltre ad essere inutile anche per Lorenzo. Sì, vincerà di sicuro il titolo ma è un titolo che non dirà tanto da un punto di vista sportivo.
Perché è proprio l’elemento sportivo che vorrei sottolineare. E quando parlo di sportivo, considero quel quid primitivo che durante l’atto sportivo (e in pochi altri momenti della vita, di fronte alla nascita di un figlio, la paura della morte e poche altre volte) emerge.
Tra i commenti al fatto, Capirossi con la sua timidezza aggredita dagli altri commentatori ha detto una cosa che fa riflettere: Marquez non ha scherzato e fatto incazzare Rossi per strategia o divertimento, ma per batterlo. Semplicemente.
Eh si, nell’epoca della vittoria perché deve essere così o perché è meglio che vada così, c’è anche chi lotta semplicemente per superare l’altro, per cazzimma, come si dice dalle mie parti, perché così è se vi pare.
Marquez voleva batterlo per mostrare a tutti che potevano anche vincerlo sto mondiale ma è lui il migliore. Esiste ancora quella forza primigenia che va oltre gli interessi, i consigli, le tattiche, i suggerimenti, le strategie. Esiste ancora la voglia primitiva di superare l’avversario.
All’inizio dicevo che poi tutto questo è stato inutile. Date le premesse, il motivo è semplice da spiegare. Lorenzo vincerà il titolo mondiale senza il fatto sportivo, senza la possibilità di superare Rossi e di vincerlo. Vincerà per gli almanacchi ma, si sa, i dati si confondono presto e averne 5, 6 o 7 non ti cambia tanto quando Rossi sarà ricordato come il più grande di sempre.
E tu non puoi dimostrare che lo hai sportivamente battuto.

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