Le nazionali inutili anzi dannose

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Nazionale_QatarŽarko Marković, Montenegro, Hassan Mabrouk, Egitto, Bertrand Roiné, Francia, Rafael Capote, Cuba, Abdulla Al-Karbi, Emirati Arabi Uniti, Danijel Šarić, Bosnia, Eldar Memišević, Bosnia, Goran Stojanović, Montenegro, Borja Vidal, Spagna, Jovo Damjanović, Montenegro, Kamalaldin Mallash, Siria, Youssef Benali, Tunisia, Hamad Madadi, Iran, Mahmoud Hassab Alla, Egitto, Ameen Zakkar Siria.
Questi sono i componenti della nazionale di pallamano del Qatar, seconda quasi un anno fa ai campionati mondiali svoltisi a Doha.
Più che con la testa, una sensazione primigenia che sento dentro (insieme a quasi tutti coloro con cui ho parlato fino ad oggi) mi porta a dare grandissimo valore agli incontri sportivi fra nazionali. Sarà anche demodé sentire emozioni molto più grandi per un Italia-Bulgaria rispetto ad Atalanta-Inter, ma così è.
Detto questo, se lo sport delle nazionali diventa puro mercimonio, tutto si annacqua. La campagna acquisti che hanno permesso al Qatar è stupida. Da una parte il massimo dello sport mondiale, il Barcellona, è all’apice (anche commerciale e di marketing) grazie ad un’identità precisa e unica, mentre le derive “qatariote” vanno verso valori di brand totalmente diversi, che gli appassionati non seguiranno mai. E ovviamente non compreranno mai.
Magari al Qatar serve vincere sei partite e non investire nel futuro, ma al CIO e da lì in giù quello che serve è tutta un’altra cosa.

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