Sarri, Curry e la naturalezza del gesto sportivo

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SSC Napoli v Club Brugge KV - UEFA Europa LeagueHo visto live sia il Napoli di Benitez che quello di Sarri. Sono due squadre quasi identiche. Un 4-3-3 con due ali tattiche molto brave nel coprire l’intera fascia. Cambiano solo due elementi: uno è di natura tattica, lo spostamento di Hamsik in mediana, recuperando quello che è stato l’errore più grande dello spagnolo, ovvero far giocare lo slovacco spalle alla porta.
L’altra differenza apre ad una riflessione più ampia. Il Napoli di Sarri muove il pallone (con gli stessi uomini, questa è la particolarità) ad una velocità molto più alta rispetto a quello di Benitez. Stessa cosa che ho visto nel Barcellona di Luis Enrique rispetto a quello di Guardiola.
E’ come se fossimo di fronte ad un miglioramento delle idee tattiche vincenti di questi ultimi 10 anni, una loro messa a punto non tanto da un punto di vista sistemico ma di impostazione generale, puntando soprattutto alla velocità del gesto, alla sua naturalezza, senza nessun protagonismo eccessivo che porta ad abbassare i ritmi.
Nel decennio che avevamo pensato ci portasse alla costruzione al laboratorio del campione fisicamente bionico, a predominare non è la potenza (ovviamente il talento di base è un presupposto dato per scontato) capace di surclassare gli altri, ma la dinamicità e la naturalezza del gesto sportivo. Stessa identica cosa che accade con Curry e Thompson nel basket NBA.
Più si è naturali più si è bravi e, cosa assolutamente non ovvia, più si vince.

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