Il fallo di atteggiamento di Balotelli

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balotelli_nizza_lorientIeri quasi allo scadere di Nizza-Lorient di abbiamo visto una nuova regola del calcio: l’ammonizione per atteggiamento.
Mario Balotelli, scalciato e insultato dall’avversario, non fa nient’altro che atteggiarsi in maniera superba e sfrontata contro l’avversario che gli ringhia addosso, senza muovere un muscolo e soprattutto senza fare alcunché che riguarda il comportamento. L’arbitro ammonisce ed espelle Balotelli per puro e semplice atteggiamento altezzoso rispetto all’avversario (che continuo a ripetere lo stava insultando e lo aveva scalciato).
Detto questo, sono più che convinto che qualsiasi altro giocatore avesse avuto lo stesso atteggiamento di Balotelli in quella situazione non solo non sarebbe stato ammonito, ma in molto casi lodato dai giornali per la capacità di trattenere reazioni violente. Mario Balotelli è stato ammonito ed espulso e il vociare giornalistico è settato su “il solito Balotelli”.
C’è un razzismo personalizzato su Balotelli che fa paura. Ma in fondo non è razzismo perché il concetto di razza rientra nel discorso di striscio, è un pregiudizio iperfocalizzato che non si allarga a nessun altro essere umano (nessun calciatore con atteggiamenti del genere, vedi Moise Kean della Juve, viene chiamato nuovo Balotelli o con atteggiamenti alla Balotelli). Tutti giudicano Balotelli prima di entrare in campo, ma la cosa peggiore per il calcio è il preguidizio da parte di un arbitro che espelle Balotelli perché ha guardato l’altro come se fosse una cimice autunnale.
O inseriamo il fallo d’atteggiamento nel regolamento ufficiale oppure bisogna formare arbitri senza pregiudizi.

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