In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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L’inguardabile calcio del 6 periodico

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Posted 2 marzo 2017 by Jvan Sica in Senza categoria

Higuain_JuventusSe apro la schermata “Ultimi risultati Bayern Monaco” su Google mi dà i risultati dal 10 dicembre in poi. È un susseguirsi di 5-0, 3-0, 5-1, 8-0 e un 3-0 ieri sera, senza sconfitte. Per il Paris Saint Germain il tabellino mi dà 1-4, 0-4, 1-3, 0-3, 4-0, 1-5 e ieri sera 0-2, senza sconfitte. Clicco su queilli del Barcellona: 0-4, 5-2, 3-0, 0-6, 6-1 ieri sera, con una sola sconfitta contro il PSG in Champions League. Espando anche quelli della Juventus e da buona squadra italiana, in cui è insito il volemose sempre e comunque bene, le goleade diminuiscono ma anche qui c’è una sola sconfitta contro la Fiorentina.
Ieri ho scritto un post su Facebook in cui confermavo l’idea che una Lega Europea è in questo momento necessaria per tanti motivi che poi specificavo anche nei commenti. Vorrei sintetizzare il tutto, prendendo spunto anche dai commenti per spiegarmi meglio.
La grande domanda che mi faccio in relazione a questo calcio in cui alcune squadre vincono con il 6 periodico (tranne la benevolente Juventus per l’italianismo di cui sopra) è molto semplice. Chi sono i pubblici del calcio e a questi il calcio del 6 periodico piace?

Il primo pubblico che identificherei è quello delle persone a cui piace guardare il calcio, non tifosi di nessuna delle Supersquadre. Sono uno di quelli per cui la risposta è personale ma cerco di astrarmi.
Il bello dello sport da quando gli inglesi ne hanno regolamentato le logiche è la competizione se non alla pari almeno possibile. Non sono assolutamente un passatista, e ciò lo dimostra il fatto che la mia idea iniziale per salvare la baracca è accelerare verso una Lega Europa che sa molto di futuro. Detto questo, io adoravo il calcio della tensione di una trasferta a Lecce o a Pisa. Oggi guardo Empoli-Juve, Chievo-Juve e Crotone-Juve senza nessuna tensione emotiva a riguardo. So già, senza nessuna possibilità di errore, che la Juventus vincerà la partita. Questa sicurezza annulla il trasporto emotivo nel seguire la partita, che infatti io come decine e decine di miei amici che seguivano Lecce-Juventus 20 anni fa non seguiamo affatto.
Eliminare la semplice possibilità di competere nella sfida unica o nella competizione stagionale annulla l’interesse. Forse è una cosa solo mia ma, chiedendo in giro, non mi sembra.

Il secondo pubblico è quello dei tifosi, ovvero di chi dovrebbe seguire la propria squadra del cuore quando gioca. Nei commenti al mio post mi dicevano che sul 6-1, se tutti gli altri erano a guardarsi una serie tv, i tifosi del Barcellona continuavano a guardare la partita. Neanche di questo sono convinto.
Vincere senza soluzione di continuità ma soprattutto avere l’obbligo di vincere sfuma ancora una volta il senso sportivo di una partita. Oggi in tutte le aziende internazionali gli amministratori delegati chiedono ai loro manager di crescere, crescere, crescere, avere un overperforming costante anno per anno, anzi trimestre per trimestre, al di là delle ricadute personali e sociali.
Le squadre di calcio rientrano perfettamente in questa logica per cui le Supersquadre che una volta stavano anche dieci anni senza vincere nulla perché si fondavano su cicli di ricostruzioni, adesso non possono non vincere ogni anno, per restare al passo non con le squadre del proprio campionato ma in un mercato globale dove bisogna sostenere a tutta forza l’awareness del brand. E l’unico valore semplice da esprimere e comunicare in tutti i paesi del mondo è quello della vittoria. La Juve come il Bayern Monaco hanno sempre vinto nella storia, è vero, ma mai con questa superiorità e costanza impossibile da controbattere. Vincere il campionato a gennaio non porta niente di buono, neanche a chi segue la squadra da tifoso perché è nello storytelling in cui rientrano gli avversari difficili da superare che si costruisce e aumenta una passione.

Il terzo pubblico possibile sono i nuovi mercati. Bisogna arrivare in Cina, Emirati, India, Stati Uniti, Australia per crescere e tenere quell’overperforming che dicevamo prima.
La condizione per arrivare ad affermarsi in questi mercati è vincere perché, da mercati vergini, riescono ad affermarsi solo le squadre/aziende più affermate e appunto vincenti.
Ma anche qui ho una domanda. Ma in Cina, Emirati, India, Stati Uniti e Australia lo sport non è mai esistito, non sanno questi popoli cosa sia una gara sportiva? Non credo, notando che quasi tutti sono paesi che dominano alle Olimpiadi. Anche qui ad emergere con maggiore passione e interesse sono le storie di vittoria attraverso un percorso, anche qui è lo storytelling a muovere il mercato. E lo storytelling lo costruisci con gli avversari da superare non con la vittoria tout court, più forte è l’avversario, più forte è la storia, più forte è la passione, ovunque, da Manila a Los Angeles, da Mumbai a Sydney. La vittoria in sé è un falso valore se non rientra in un discorso (chiamiamolo di puro marketing) più ampio.

Se, come penso e ho cercato di dimostrare, nessuno segue con interesse un calcio senza reale competitività fra le squadre e le squadre/aziende dall’altra parte hanno il bisogno di affermarsi su mercati globali, l’unica vera soluzione che mette insieme le due cose è proprio la realizzazione di una Super Lega europea con la quale offrire ai pubblici uno spettacolo sportivo per il quale la competizione fra pari torna ad essere il fulcro filosofico della sfida e per cui lo storytelling decisivo per tenere su interesse e passione riesce ad emergere al meglio possibile, portando il maggior numero di persone a comprare, il fine ultimo (purtroppo, ma è così) di tutto il giocattolo.
Le altre squadre non Super continueranno a giocare il campionato, rientrando per meriti nella Super Lega, con la differenza che anche qui ci sarà di nuovo competizione ed esaltazione della gara sportiva.


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