In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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La semplicità di Totti e il suo grande errore

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Posted 29 maggio 2017 by Jvan Sica in Senza categoria

Totti è pura semplicità. Tutto intorno a lui è show, la moglie soubrette, i media che lo vogliono battutista, gli amici famosi che si beano di telefonarlo una volta alla settimana. Ma lui, senza sforzi e con naturalezza, resta semplice. Sempre.
L’addio di ieri doveva essere show, con la mano degli americani poi non poteva che essere così. Ma lui invece è stato capace di disintegrare tutti gli orpelli in un attimo e ricondurre alla pura semplicità del pianto fanciullesco il castello di decori e oro che hanno sempre cercato di costruirgli intorno.
Per questo motivo la foto che inserisco in questo post per me è Totti, uno degli ultimi che pensa solo alla palla. Per questo non voleva smettere, chi pensa alla palla, a quanto è bello calciarla per farla andare dove vuoi, pensa sempre che può giocare con la palla, toglergli questo gioco è inconcepibile.
Totti è il calciatore più simile a Mané Garrincha, uno per cui in Brasile la gente piange, non lo fa mica per Pelè e Zico.
Il gioco di Totti è stato semplice nella sua complessità, fare la cosa più giusta per sé e la squadra. Totti si muoveva senza padri tecnici e se davvero il suo mito era Maradona tutto è spiegato. Con Maradona puoi connetterti emotivamente, la ragione ti vieta a prescindere di imitarlo. Pensare di imitarlo è troppo vertiginoso, da vomito quasi.
L’unica volta che Totti non è stato semplice ha commesso un grande errore, lasciare la Nazionale a 30 anni. Non doveva farlo per tanti motivi. Prima di tutto perché la Nazionale non è la noia dell’estate, è il massimo traguardo possibile del calciatore semplice, ovvero di chi vuole essere considerato fra i migliori. Buffon, altro semplice, anche se da altri punti di vista, per questo non molla.
Baggio, Riva, addirittura Vieri vivevano la Nazionale come fanno i bambini, i semplici appunto, come il momento in cui mamma e papà ti guardano e tu vuoi dare il massimo. Mamma e papà per loro era tutto il mondo e non potevi deluderli girandoti di spalle e dicendo di no.

È stato un grande giocatore Totti, forse il migliore in un contesto di squadra, ovvero nell’essere capace di rendere migliori gli altri, ma l’aver dato solo piccole chicche alla Nazionale non amandola come doveva lo pone un gradino sotto gli altri.


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