In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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Il VAR cambia il calcio (e Buffon lo ha capito)

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Posted 28 agosto 2017 by Jvan Sica in Senza categoria

Buffon sabato sera doveva farlo, doveva andare in tv e dire che per lui il VAR non va bene così. Doveva farlo per due motivi. Il primo perché li hanno presi un po’ per il culo. A tutti avevano presentato il VAR come qualcosa di straordinario, che metteva una pezza quando c’erano errori grossolani. Al di là della chiacchierata alla volemose bene che avranno fatto gli arbtiri, Buffon e gli altri forse non hanno mai immaginato che un errore in area di rigore è sempre un errore grossolano, per cui sempre deve intervenire il VAR.
Il secondo motivo, ancora più profondo per cui Buffon non poteva più tacere, era che se il VAR è davvero questo (e dovrebbe essere questo perché se è rigore è rigore e la tecnologia deve aiutare l’arbitro a scoprirlo) cambia il calcio perché cambia la difesa.
Ogni grande rivoluzione calcistica parte dalla difesa, dal fuorigioco fino ad arrivare a evoluzioni più vicine a noi come la difesa a zona sacchiana e il pressing a tutto campo di Guardiola, con difesa a centrocampo del suo Barcellona.
Buffon si è accorto che con la possibilità di andare a rivedere ogni contatto all’interno dell’area di rigore deve cambiare in maniera profonda il difendere all’interno dell’area stessa. Bisogna affrontare il proprio avversario con una pulizia di intervento davvero sopraffina, non possono essere usate, come si fa oggi, mani e corpo, difendere vuole dire non ostacolare l’avversario ma semplicemente frapporsi fra lui e la porta. Per fare un esempio pratico, un giocatore come Chiellini con il VAR non può più esistere perché fa sentire troppo il corpo e le mani addosso all’avversario e andando a rivedere ogni sua azione ci potrebbe essere un rigore (anche perché l’attaccante con il VAR sa che farsi anche solo toccare, in TV sembra ancora più grave).
Se il VAR è questo il concetto stesso del difendere cambia e può prendere due strade: o si cerca di difendere così alti che l’attaccante avversario deve avere pochissime se non nulle possibilità di entrare in area, esasperando al massimo il pressing e cercando di giocare ad una sola metà campo, oppure si deve tornare alla marcatura a uomo, cosa che sembra assurda ma in questo momento è l’unica soluzione pratica alla novità. Marcare a zona vuole dire difendere in movimento, accorciando spazi, facendo diagonali, insomma muovendosi insieme ai compagni verso il pallone e l’avversario. Ma muoversi vuole dire spesso arrivare con un po’ di ritardo su pallone e avversario e per riacquisire una situazione di vantaggio si cerca di frenarlo con mani e appoggi vari del proprio corpo. Fino ad oggi tutte queste cose, come dice Buffon, “facevano parte del gioco e dell’interpretazione dell’arbitro”, oggi se le vedi in tv ti accorgi che sono dei falli, anche perché se queste accadono a centrocampo il fallo è fischiato nel 100% dei casi, perché non dovrebbero essere fischiato in area di rigore?
Con la marcatura a uomo il difensore in area di rigore è già addosso all’attaccante ed è più agevole il compito di frapporsi fra l’attaccante e la porta, senza nessun bisogno di frenarlo o farlo spostare dove è meno pericoloso, l’attaccante parte già frenato dalla marcatura fissa del difensore.
Questo discorso potrebbe essere quasi folle, ma di fronte ad una rivoluzione del genere serve pensare ad un rimedio veloce e pratico, prima che, a regime, tanti anni siano passati appresso alla grande idea mai arrivata.
Il discorso che fa poi Buffon sul flusso emozionale della partita è un po’ una fesseria, diciamo un motivo per non dire proprio tutta la verità. Vero che con il VAR il calcio ha un ritmo leggermente diverso ma ci si può tranquillamente abituare al massimo in 10 giornate di campionato e, come accade per gli altri sport, ci si ferma e poi si continua. Questo non è assolutamente un problema.
Forse quello che vuole dire Buffon è che con il VAR ci sarà un calcio che non è il suo calcio, ma credo che per diffondere davvero questo sport ovunque, i padroni del vapore sanno che bisogna avere regole chiare ed autoevidenti, il futuro (quando all’orizzonte si vedono ancora più soldi) non si fermerà così facilmente. Forse in Italia dopo le parole di Buffon, che è il capitano della Nazionale per cui le sue parole pesano e sono utilizzate per dire delle cose a chi deve ascoltarle, il VAR sarà di molto annacquato ma, ripeto, non servirà a lungo già nel medio termine.
P.S. Buffon inoltre deve anche ringraziare chi ha voluto il VAR in Italia un anno prima. Immaginate se la nostra Nazionale fosse arrivata in Russia (se si qualifica) senza nessuna cognizione di cosa fosse la nuova tencologia. Avremmo passato un giugno a dire poco sconclusionato.


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