In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

 
 
 
 
 
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“Gli stadi sono vuoti ma parlano tutti di mercato”. Ha ragione Sarri.

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Posted 2 giugno 2018 by Jvan Sica in calcio

Ormai siamo lì per partire, il calciomercato non è ancora esploso del tutto ma ci siamo quasi. Sarà un’altra estate in cui dei duecento giocatori che daranno per certi come rinforzi della nostra squadra del cuore ne arriveranno solo due… le fake news le hanno inventate per tenere buona la piazza calcistica.
Al di là di questo, proprio all’inizio di questo nuovo calciomercato, che anche io seguirò con attenzione folle per cui sono dentro al discorso con tutte le scarpe, mi vengono in mente le parole che Maurizio Sarri ha detto più di un anno fa a Paolo Condò durante l’intervista per il suo programma. Sarri disse più o meno testualmente: “Nessuno parla più di lavoro, si parla solo di mercato. Gli stadi sono vuoti ma parlano tutti di mercato”. Lì per lì questa frase non mi fece un grande effetto mentre adesso l’ho capita meglio.
Analizziamo quasi tutto in ottica economica e finanziaria. Ho sentito tifosi che quindici anni fa avrebbero ucciso un terzino della propria squadra per un cross sbagliato dire che vendere con la plusvalenza al massimo è la cosa migliore che ci sia perché è il differenziale del guadagno che conta davvero.
Sono anni che parliamo di quanti soldi le società di calcio a cui teniamo guadagnano vendendo i calciatori di cui siamo innamorati, anni che andiamo in profondità per capire quanto costa un calciatore, rimanendo spesso scontenti di aver pagato tanto uno che poi in stagione ti fa 20 gol, anni che siamo felici anche di perdere ma di essere in attivo.
Ha ragione Sarri. Non andiamo allo stadio però sappiamo quanti soldi ha speso la Cremonese per il suo terzino destro di riserva. Se avessimo Messi saremmo più felici di venderlo a 500 milioni che a tenercelo per sempre. Non voglio fare l’anziano ma questo ha portato al calcio che attualmente vediamo in Italia. Il bello, l’appassionante, il dolore, tutto è ovattato dai risvolti finanziari. Mamma mia che cagata ragazzi!


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