Eventizzare quello che c’è e il soft power europeo

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Uno sport interessante e spesso giusto è dare addosso alle istituzioni, di tutti i tipi chiaramente, anche quelle sportive, anzi soprattutto quelle sportive. In giro trovi quelli contro il VAR, il passaggio indietro al portiere, il rally point system, il tie break, e così via, andando sempre più indietro (c’è gente contro il fuorigioco, per intenderci).
Invece è arrivato il momento di spezzare una lancia, anche perché non credo che quelli che comandano lo sport vogliono distruggerlo. Una buonissima pratica che si va affermando nella gestione dello sport internazionale è il prendere quello che c’è già ed eventizzarlo.
Il termine è brutto, lo so, ma esiste. E ha tre punti di partenza. Per creare un evento serve non disperdere la manifestazione per quel che riguardo lo spazio e il tempo, serve inserire tutto in un’unica “scatola” semantica, serve far partecipare i campioni, quelli che poi ci devono mettere la ciccia. La genialata degli ultimi anni non è il tentativo di creare eventi nuovi, andando ad ingolfare il calendario degli sport già fin troppo ricco, ma semplicemente (nemmeno poi tanto semplicemente) riconvertire quello che già c’è e dargli una veste di evento totalmente nuova.
I deu esempi più ovvi sono la Nations League, che partirà a settembre e che andrà ad eventizzare amichevoli viste di striscio se proprio sei un grande appassionato, e gli European Championships appena termianti, che hanno dato un valore totalmente differente ai tanti campionati europei che andava bene se beccavi alle 2 di notte su Rai Sport (non atletica e nuoto, ma gli altri sì).
Gli European Championships sono stati un evento molto godibile in cui le tre condizioi di cui sopra si sono create e hanno prodotto una manifestazione che avrà futuro.
Si poterebbe fare una cosa del genere con i tornei nazionali di calcio, ormai sempre più inguardabili per la quasi nulla competitività?
P.S. Qualcuno più bravo di me in queste cose ne sa già tanto. Io mi limito alla riflessione. La politica entra molto in decisioni come gli EC o come il prossimo Europeo viaggiante in tutto il continente. L’idea di un’Europa che ci accomuna davvero e non soltanto ci giudica e ci limita passa attraverso queste operazioni di soft power molto più che con mille regolamenti comunitari.

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