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Quando ero in guerra il comandante del reggimento mi diceva che dovevo essere sempre due passi dietro di lui, solo in questo modo chi ci guardava poteva capire al volo chi era a comandare. Magari mia moglie ha conosciuto il comandante, oppure è nella testa di chi vuole sopraffare l’altro l’idea che la prossemica risolva subito la questione.

Io e mia moglie Brygida forse non ci siamo mai amati. Almeno contemporaneamente. Quando la conobbi non mi piaceva, troppo bassa e tozza. A me piaceva Jozefina, la figlia del calzolaio. Era alta, magra e aveva gli occhi di due colori diversi, questa cosa mi faceva immaginare una vita con lei sempre nuova. Dipendeva da quale parte della faccia la guardavo appena sveglio.

Brygida invece mi adorava. Ero più grande di lei e lei sognava che io fossi il suo principe.

Ci incontrammo e parlammo. Mia madre mi disse che era una brava ragazza, mio padre, come sempre, tacque e guardò il focolare. Mio fratello più grande disse solo che la figlia del ragionier Kaminski era la mia più grande fortuna. Ci siamo sposati ad aprile, faceva ancora freddo, nella foto del nostro matrimonio lei si stringeva a me perché tremava dal gelo e dalla paura. Dopo i primi due mesi mi sono completamente innamorato di mia moglie. Non so se è capitato anche ad altri ma quella sensazione di necessaria presenza la sentii solo dopo il matrimonio e iniziò a piacermi. Abbiamo avuto figli, dolori, siamo stati felici, pieni di sogni e fantasie.

Poi l’amore cambia, diventa un lavoro, fare l’amore non è solo il sesso ma anche scambiarsi il quotidiano e così è successo anche a noi. Già con il termine fare invece di dare ci spieghiamo che è un compito da svolgere.

In questo momento esatto che la vedo di spalle non la amo e non la odio. So che c’è e sarà lì anche quando partiró. Mi guarderà e mi stringerà la mano. L’amore cambia ma la vita lo tiene in fresco. Nel momento della festa finale lo tira fuori e stappa. In quel momento lei si volterà indietro e camminerà verso di me. Questi due passi che ci dividono non esisteranno più.