MEGLIO DUE CENTROCAMPISTI IN DIFESA. GUARDIOLA CI È RIUSCITO

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Guardiola lo ha fatto, un po’ per necessità (soprattutto infortuni), un po’ perché è una frontiera che ha sempre voluto superare e finalmente ci è riuscito.
In alcune partite, come quella contro l’Atalanta all’Etihad, ha schierato due centrocampisti nella posizione di difensori centrali. Rodri, poi sostituito per infortunio da Stones al 41’, e Fernandinho hanno giocato molto bene e l’esperimento che si può definire comunque estremo è stato ripetuto da Flick, alla sua prima partita sulla panchina del Bayern Monaco contro il Borussia Dortmund, in cui ha utilizzato come centrali Javi Martinez e Alaba.
Il vantaggio nell’avere due centrocampisti in fase di impostazione è ovviamente evidente e tutti l’hanno sottolineato. Avere due calciatori che sappiano sostenere il metodista ad inizio azione è importante per avere un possesso più veloce, che sappia innescare prima e meglio, soprattutto in relazione allo spazio e al tempo di ricezione della palla, le mezzeali e gli esterni di fascia.

Ma oltre a questo, guardando con attenzione le due partite che ho indicato, mi sembrano esserci anche dei possibili vantaggi da un punto di vista difensivo, soprattutto in relazione a quanto sta cambiando il difendere oggi.
Il primo elemento riguarda il rapporto fra avversario e spazio. È sempre stato importante essere vicini agli avversari quando questi erano con la palla o quando erano in procinto di riceverla. Anche nel gioco a zona gli avversari devono comunque essere seguiti e bisogna stringere sull’avversario della propria zona di competenza. Oggi invece, anche per la quasi impossibilità di poter difendere corpo contro corpo senza rischiare falli fischiati dagli arbitri e dal VAR, diventa importante sapersi inserire sulle linee di passaggio, fra avversario e palla. Si difende più per schermatura che per intromissione e contrasto. Solo in questo modo si può evitare che il pallone raggiunga l’avversario e allo stesso tempo non rischiare alcun contatto che può portare a falli.

Cologne (Germany), 04/03/2017.- Bayern’s Javi Martinez (R) celebrates scoring the opening goal with David Alaba during the German Bundesliga soccer match between FC Koeln and Bayern Munich in Cologne, Germany, 04 March 2017. (Colonia, Alemania) EFE/EPA/ARMANDO BABANI

Il secondo elemento riguarda il fondo atletico che un difensore non può non avere. Prima al difensore veniva chiesta soprattutto l’esplosività e la velocità di base nello spunto, per poter chiudere sugli attaccanti avversari. Oggi invece, con i centrali che devono entrare nel gioco, muovendosi da mezzala o addirittura da esterno (vedi Bonucci contro l’Armenia a Palermo) il fondo atletico classico del centrocampista diventa una skill importante.

Il terzo elemento riguarda una predisposizione classica del centrocampista rispetto ai difensori. La manovra oggi si sposta quasi sempre dall’esterno all’interno, passando nei mezzi spazi. Difficilmente, se non in alcuni casi sporadici, si vedono cross che dall’esterno cercano uomini al centro del campo o dell’area. In questo senso diventa molto meno importante la capacità di “tenere” l’uomo al centro, sentirlo, per poterlo anticipare o contrastare. Anche per i centrali serve molto di più muoversi a fisarmonica avanti-indietro, destra-sinistra, per poter sempre aggredire chi riceve la palla e costringerlo ad arretrare. Nell’impostazione difensiva classica questo è un movimento controproducente, perché fa perdere contatto e visione dell’attaccante, che si smarca, per i centrocampisti invece è un movimento classico per impedire di far impostare dagli avversari la manovra con la faccia alla porta.