Il nostro modello è in crisi. Londra ci farà svegliare?

Riemergo dal divano olimpico per sputare fuori una sentenza: lo sport italiano è in crisi. 
Miracolose le medaglie passate e future in questa Olimpiade o frutto di eccellenze che tutti i paesi bene o male hanno in qualche disciplina.
Per creare un’azienda efficiente bisogna investire molto, in strutture e personale. Nel risparmio spesso si creano inefficienze. Questa legge è così chiara che vale per tutto. Nello sport italiano abbiamo proprio questo problema.
Abbiamo buoni giovani, potenziali campioni, e grandi tradizioni. A chiudere il cerchio serve la gestione moderna dell’atleta, un investimento secco, forte, in strutture da mettere a disposizione, metodi per l’aggiornamento costante, diagnostica per la parametrizzazione di tutti i fattori, continue occasioni per il benchmarking e l’analisi comparata.
Domanda: quante volte un nostro judoka è andato in Giappone per partecipare ad un torneo locale? Un nostro allenatore è andato mai in Cina per fare uno stage di lavoro pagato dalla federazione? Perché non diamo la possibilità a Lodde e ai suoi allenatori di gareggiare più spesso contro Hancock nelle gare che fa in Nebraska?
Alcune volte forse ci è capitato (ricordo rapidi stage americani per nuotatori e velocisti dell’atletica) ma siamo ancora profondamente attaccati al nostro vecchio modello che si basava su due capisaldi: la tradizione che fa scuola e la contestualizzazione del campione straniero.
Per 30 anni abbiamo portato a casa i riferimenti e, studiandoli a fondo nel nostro contesto, abbiamo acquisito (oltre a dare ovviamente) know how fondamentale per creare il campione nostrano.
Penso ad esempio a quello che erano i campionati di pallavolo, pallanuoto, per l’Europa basket e calcio fino a 10 anni fa. Portavamo a giocare nel nostro paese i migliori atleti avendo di conseguenza grandi nazionali in questi sport. Oggi si va in Inghilterra per il calcio, in Russia per il volley e addirittura in Serbia e Ungheria per la pallanuoto.
L’altro nostro fiore all’occhiello era la storia sportiva legata ai territori. Contest di scherma, ciclismo, tiro, lotta, hanno punteggiato le piccole storie delle comunità locali e hanno portato alla luce i migliori talenti italiani. Oggi tanti di quei tornei addirittura familiari in alcuni casi, in altri con atleti internazionali attirati dal Belpaese, non ci sono più e manca lo scouting di base per beccare il campione potenziale.
Un modello è terminato perché non abbiamo più soldi pubblici e privati da distribuire al territorio per la costruzione di una squadra forte o per l’organizzazione di un torneo.
Quale sarà il futuro? Mi ributto sul divano per il momento.

Pronostici Scherma – Olimpiadi Londra 2012

Inserire un Europeo prima di un’Olimpiade non ha veramente nessun senso. Questo scempio lo hanno fatto al nuoto, all’atletica e alla scherma. A Legnano, sotto un capannone industriale che faceva caldo solo a vederlo in tv, i valori si sono sballati.
Chi può vincere queste Olimpiadi ad oggi non lo sappiamo, ma molti dei campioni europei usciranno ai primi turni.Nella Spada uomini il campione in carica non si è qualificato e il campione mondiale, Paolo Pizzo, ha vinto in casa e quest’anno ha avuto pochi momenti buoni. Resta comunque uno dei favoriti ma bisogna stare molto attenti al campione mondiale 2010, l’estone Novosjolov e soprattutto al tedesco, dominatore della stagione, Fabian Kauter. Nel Fioretto uomini invece dovremmo avere minori sussulti, se non nell’eventuale sfida magna in finale tra i due più grandi e discussi talenti della nostra epoca: Cassarà contro Baldini. Sarà una sfida all’ultima stoccata e Baldini vorrà vendicare tutto quello che è successo quattro anni fa alla vigilia della partenza. Qui schieriamo proprio il meglio. Basta pensare che Giorgio Avola è il terzo nel ranking mondiale e il coreano Choi è soltanto quarto, ma staccato.
Nella Sciabola individuale siamo appesi al filo dell’infortunio di Aldo Montano. Purtroppo ha perso i mesi fondamentali per la preparazione olimpica e non credo possa vincere dopo tutto questo attendere. Nella sua arma inoltre gli avversari sono tostissimi: prima di tutto Nicolas Limach, ma anche i coreani non scherzano. Nelle due gare a squadre uomini (ma qualcuno mi riesce a spiegare perché toglierne due, che senso ha?) il Fioretto è nostro. Qui siamo tipo i cinesi nel tennistavolo, mentre la Sciabola è comunque dipendente da Montano. Le squadre da finale sono Russia e Corea.
Nel Fioretto donne potrebbe accadere quello che dovrebbe accadere nel Fioretto uomini: due atlete che fondamentalmente si odiano contro in finale: Di Francisca-Vezzali è la resa dei conti. Un piccolo fastidio potranno darlo la Errigo e la Kiefer. La Spada Donne è un terno al lotto. A Catania hanno dominato le cinesi ma solo Sun Yuije ha retto quest’anno. Io vedo bene una romena: Ana Maria Branza o Simona Gherman. Sciabola Donne è sfida USA-URRS tra Zagunis-Wozniak da una parte e Velikaya-Gavrilova dall’altra. Vincerà una russa. Nell Spada a sqaudre le francesi hanno perso il loro predominio e le romene di cui sopra formano una specie di dream team, mentre nel Fioretto a squadre il dream team siamo noi e non vorremmo perdere questa meravigliosa posizione.Rileggendo mi sono accorto che non c’è un oro francese. Difficile che accada, per cui la Spada uomini alla fine la vincerà Yannick Borel.

Intervista a Paolo Pizzo – Londra 2012

Campione Mondiale di Spada ed è cronaca di oggi, podio nella gara di Coppa del Mondo a Tallinn. Continua la strada di Paolo Pizzo verso Londra 2012. E noi vogliamo capire come la sta vivendo.

Apri quest’anno da campione del mondo. Quali sensazioni hai?
Le sensazioni sono diverse rispetto a prima, mi sento più sicuro dei miei mezzi ma anche più studiato dagli avversari. Quando sei il numero uno il rovescio della medaglia è che non puoi più sorprendere nessun avversario.

Catania 2011 è stato per te, catanese, l’apoteosi. Come sei riuscito ad arrivare in quelle condizioni eccezionali al “tuo” appuntamento?
Le condizioni che avevo a Catania erano per me quasi nuove. Finalmente ero titolare inamovibile in nazionale (condizione nuova per me, nonostante tre anni passati consecutivamente tra i primi 10 del ranking mondiale), cosa che mi ha dato una certa tranquillità nel poter preparare al meglio il campionato mondiale. In più ho svolto tantissimo lavoro durante l’estate. Praticamente non ho avuto vacanze e i risultati si sono subito visti.


Nella corsa all’oro quali sono stai i momenti più difficili da superare?
Ho avuto diversi momenti difficili, sicuramente nei sedicesimi di finale dove ho dato dimostrazione di gran carattere quando ho rimontato il mio avversario ucraino da 1-7 a 15-9. La stessa cosa è successa nella finale per l’oro quando all’inizio il punteggio era 0-4 per l’olandese, poi sconfitto 15-13.

In squadra non sembra regnare grande armonia. Quali sono i problemi o comunque perché non riuscite a rendere nella gara a squadre come rendete in quella individuale?
La gara a squadre è completamente diversa dall’individuale. A volte perdi da compagini anche tecnicamente inferiori se non si creano certi meccanismi. Diciamo che è un discorso complesso e sicuramente c’è molto da lavorare per adeguare i risultati della squadra a quelli individuali che sono al momento decisamente superiori.

E adesso l’anno olimpico. Cosa vorresti dalle gare che ti separano da Londra 2012?
Dalle gare che mi separano dall’appuntamento olimpico vorrei una certa costanza di rendimento. Sono molto esigente e sicuramente il peggior critico di me stesso. Spero di trovare la condizione strada facendo e in questo ho un solo metodo: il lavoro! Tanto lavoro. Sarà importante per esempio fare una bella prestazione ai campionati europei, che proprio quest’anno sono in Italia, a giugno a Legnano, in modo da presentarsi a Londra con i giusti feedback.

E lì poi non puoi che concorrere per l’oro. La pressione è più forte del Mondiale da disputare a casa?
La pressione delle Olimpiadi sarà più forte rispetto ai mondiali, ma sono uno che vince o perde per tanti motivi, ma mai per la pressione. Ho imparato per fortuna a reggerla da un po’ e spero di esserne capace anche a Londra.

Quali sono i rivali da tenere d’occhio a Londra?
Sicuramente il campione olimpico uscente (l’italiano Matteo Tagliariol), i 2 francesi Borel e Grumier e i due ungheresi Imre e Boczko. Tutti grandi campioni che dovrò studiare alla perfezione in questi mesi.

Quest’anno sarà perfetto se….
Quest’anno sarà perfetto se….. è chiaro una medaglia a Londra sarebbe il massimo..un sogno che si avvera per un atleta come me che è sempre stato con i piedi ben saldi per terra. Posso solo dire che ce la metterò tutta!