La Serie A nei giorni della nevicata del 1985

Nonostante oggi faccia quasi caldo, non so perché ho pensato alla nevicata del 1985, ricordando il sottoscritto a 5 anni che camminava fra muri di neve più alti di me. Non ricordo molto altro e mi è venuta la voglia di vedere come si è giocato in Serie A quel la domenica, come erano messi i campi e le mise dei calciatori. Ecco un viaggio gelato di 34 anni fa.
Procedo in ordine di schedina.

ASCOLI-INTER 1-1

Al “Del Duca” si intuisce come il vento come raffiche di mitra disinitegrava cumuli di neve, per citare il poeta. Nella melma, due gioielli brillantissimi. Altobelli in mezza rovesciata, Iachini, a 20 anni, in sforbiciata. Forse entrambi vollero risarcire Rummenigge a cui Roth aveva annullato “la sforbiciata” contro i Rangers nel novembre dell’anno prima.

ATALANTA SAMPDORIA 0-0

Non sono riuscito a trovare il video della partita. Se sapete dove trovarlo, postatelo nei commenti. Ho visto i tabellini, la cosa più emozionante devono essere state le sostituzioni. Un certo Donadoni da il cambio a Stromberg per l’Atalanta, mentre per la Samp Vialli sostituisce Mancini.

AVELLINO-VERONA 2-1

Questa è un vero romanzo. Il freddo di Avellino lo conosco, con qualche lago in più ti sembra di stare in Minnesota. C’è davvero di tutto: Bagnoli con paltò pesante e coppola felpata, Angelillo che suda per lo sbalzo termico, la segatura in area di rigore, Garella che para coi piedi, Biazzo in gran forma, Angelo Colombo in gol da 35 metri. Un film.

FIORENTINA-NAPOLI 0-1

Basterebbe dire gol e pelliccia di Maradona per chiudere il discorso. Ma da aggiungere c’è Socrates con la faccia nella neve e “Giaguaro” Castellini in presa plastica. Dopo un anno e mezzo Maradona segnerà a Galli nella stessa maniera e grazie allo stesso controtempo. La memoria atletica di Diego lo ha fatto il migliore di sempre.

JUVENTUS-LAZIO 1-0

Si giocò il 30 gennaio. Non vale.

MILAN-COMO 0-2

La neve e il gelo si palesa sotto i nostri occhi minuto dopo minuto. Matteoli pattinava sempre in maniera meravigliosa e il “ragazzotto” Pasquale Bruno fa 0-2. Al Milan erano tutti mogi ma un anno e un mese dopo arriverà Berlusconi.

 

ROMA-TORINO 1-0

Anche a Roma spianate di neve dietro le porte anche se il sole ammorbidiva un po’ tutto. Pruzzo segna ma non corre sotto la curva, peccato, sarebbe stato un highlight anche oggi, tipo cosacco del Don che parte all’attacco.

UDINESE-CREMONESE 2-0

Pensi che a Udine sarebbe stato tipo Vladivostok e invece tutto sembra regolare. Campo che tiene, poca neve ai bordi del campo, partita traquilla. Segna Selvaggi campione del mondo e Carnevale. Peccato non avere immagini delle panchine perché si sfidarono Vinicio e Mondonico.

Il tuo perché il calcio di oggi è più bello di quello di ieri.

Questo è un post venuto fuori più per dispetto nei confronti di me stesso che altro. Flaubert ci descriveva alla perfezione: “L’avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge”. Tutto il cronologicamente incasellabile porta con sé queste tre sensazioni.
Non è la prima volta che crediamo che il passato sia stato meglio del presente. Lo sintetizzava Flaiano, con la frase: “Coraggio, il meglio è passato!”.
Ma oggi si esagera e il motivo è chiaro. Ovviamente si tratta di soldi. Prima si potevano comprare più cose di oggi con i soldi che ci si guadagnava. Secco, sincero, senza fronzoli.
Non ci accorgiamo che ieri non avevamo i desideri di oggi, che spesso non possiamo raggiungere, ma l’effetto ci fa male lo stesso e la risolviamo con il pensiero e la frase “prima era meglio”.
Questa idea la estendiamo ovunque, anche nel calcio. Purtroppo anche io parlo spesso del passato e ne godo e magari passa l’idea che quello di oggi non mi piace. Ma non è così. Anche oggi abbiamo storie, spunti, idee, vicende di grande interesse. E poi vediamo cose che prima ce le sognavamo.
Un esempio semplice sono i passaggi filtranti. Quando i calciatori di oggi immaginano e creano questi passaggi (attenzione a Tonali che può diventarne il nuovo maestro) rimango sempre tra l’estasiato e il soddisfatto.
Questo è un piccolo esempio. Mi piacerebbe sapere qual è l’elemento, anche minimo come il mio input, che vi fa amare di più il calcio di oggi rispetto al passato.

Guarda qui che assist Iniesta:

Un uomo in verticale: Carlos Valderrama

Oggi ci si strappa la pelle per avere in squadra un centrocampista che pensa in verticale. Averne ad esempio uno come Carlos Valderrama, la cui prima opzione di passaggio era sempre in verticale, per far sfruttare al compagno lo spazio davanti a sé. Qui uno dei tanti passaggi che in un attimo mandava in porta gli attaccanti. Una delle tante scintille che ti facevano sorridere e dire: “Ma come ha fatto a pensarci?”

Rensenbrink-Haan come Mertens-Callejon. Come si sfrutta quello spazio da 43 anni.

Il gol di Callejon contro la Lazio mi ha creato uno di quei collegamenti che sono il bello del fare tardi la notte. Mertens con la palla, taglio forte e velocissimo di Callejon. Assist perfetto sulla corsa e lo spagnolo può tirare in porta e battere Strakosha.
30 agosto 1976, finale di Supercoppa europea fra Anderlecht e Bayern Monaco. Sul 2-0 per i belgi, Rensenbrink tiene palla sulla sinistra intorno ai 30 metri dalla porta. Visto un corridoio libero, Hann ci si infila a tutta velocità, proprio come Callejon. Come Mertens, Rensenbrink lo vede e lo serve al bacio, Haan controlla e segna, sul primo palo, proprio come il napoletano. Rensenbrink e Haan, esempio lampante dell’utilizzo dello spazio con un movimento senza palla. 43 anni prima di Mertens-Callejon.

RENSENBRINK-HAAN – MINUTO 1.46

 

MERTENS-CALLEJON – MINUTO 1.15