I video di Archeologia dello sport 7 – Juve 1973, Italvolley, Gino Bartali

HITCHCOCK HA DETTO JUVENTUS
Siamo alle battute finali del calcio nazionale; il finale di Campionato più incredibile riguarda indubbiamente la stagione 1972/73, una serie di colpi di scena che indussero IL CORRIERE DELLO SPORT a titolare la giornata con il titolo di cui sopra. Vi invitiamo al riepilogo di questa TRENTESIMA GIORNATA DEL 20 MAGGIO 1973 che testimonia con un flash anche il goal con cui Loris Boni, forte centrocampista blucerchiato, portò in salvo la Sampdoria a Torino. Immagini Rai-Logos, audio ridescritto per necessità di divulgazione storico-culturale, il goal scudetto di Cuccureddu è raccontato con la diretta radio da TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO – radiocronista Sandro Ciotti.

IL GIRO CON FRANCESCO PANCANI
Da quest’anno il bravissimo telecronista toscano è la prima voce del Giro d’Italia. Qui lo vediamo impegnato nell’altro suo sport brillantemente commentato. La finale degli europei di pallavolo 1999 ITALIA-URSS 3-1 a Vienna

OMAGGIO A GINO BARTALI
10 anni fa proprio alla vigilia del Giro d’Italia ci salutava Gino Bartali. Vogliamo ricordarlo con il successo nella tappa di BOLZANO 1950, che nelle fasi iniziali aveva visto il ritiro di Coppi caduto a Primolano. (Logos Tv)

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Euro Volley: Girone D, si salvi chi può

L’Italia un po’ all’alba un po’ al tramonto di Anastasi ha pescato un girone tosto come peggio non si poteva. La Bulgaria dei grandi protagonisti del nostro campionato appena qualificata per i Mondiali italiani del 2010 ha come attaccanti: Matej Kazijski, per me il miglior giocatore europeo per classe, potenza, lucidità, gestione delle energie in gara e concretezza per la squadra, Vladimir Nikolov, opposto passato dalle braccia di papà Stoychev per andare a Cuneo e trovarsi così così, Todor Aleksiev, altro martellaccio dalla mano che fa male. Con questi attaccanti, la difesa tende ad essere poco accorta e su questo, solo su questo le altre squadre del girone devono puntare. Anche se il coach Silvano Prandi gli ha già dato un assetto ed una logica difensiva preoccupante per gli altri. Se la Bulgaria fa tanta paura, il girone promette di non ammorbidirsi nemmeno un po’ con la Serbia. Nikola Grbic che non solo non invecchia ma migliora con gli anni, a dirigere i soliti cavalli pazzi: Ivan Miljković, opposto che soffrono tutte le squadre perché è rapido nelle scelte, Andrija Gerić è il solito noto che da centrale equilibra gli attacchi, Novica Bjelica, campione con Piacenza, altro centrale prepotente a muro. Gli attaccanti non sono quelli bulgari ma c’è zio Nikola che sa attivare i martelli (occhio a Saša Starović, che rispetto alle Olimpiadi ha un anno di più). Terzo ostacolo, che rispetto ai primi due sembra una pinzillacchera, la Repubblica Ceca del “gordo” Lebl al centro, David Konecny opposto e Peter Platenik come martello principe. Come arriviamo noi a questo appuntamento continentale? Vermiglio non si ritroverà Martino con cui ha ben giocato a Macerata, i centrali Birarelli-Fortunato sono forse un po’ mosci a muro, per i martelli siamo per l’usato scontato: Cisolla, Savani, Cernic, mentre gli opposti Lasko e Gavotto sono partiti forte in campionato ma a fine anno tiravano il fiato. Libero nuovo: Farina. Tra problemi di usura, poca esperienza e amalgama, in questo girone D che Dio ce la mandi buona.