L’Europa nel pallone


Da oggi è uscito il mio libro “L’Europa nel pallone. Stili, riti e tradizioni del calcio europeo”. L’editore è Zona.

In questo libro ho cercato di parlare di calcio in un modo diverso dal solito, legando le vicende del gioco e le faccende dei protagonisti ai fluidi socio-culturali delle diverse nazioni prese in esame.

Le scuole analizzate sono sette: italiana, russa-sovietica, balcanica, olandese, francese, iberica, tedesca.

Per ognuna di queste ho esaminato a fondo il loro gioco, quello che in campo fanno tecnicamente e dicono tatticamente, legandolo agli insight culturali influenti per quel tipo di gioco.

Questo in breve, ma nel libro c’è anche molto altro. Come, ad esempio, il profilo di una squadra ideale per ogni scuola calcistica.
Per l’Italia la formazione che ho scelto é: Zoff, Gentile, Facchetti, Tardelli, Baresi, Scirea, Domenghini, Antognoni, Meazza, Baggio, Riva.

Sarebbe molto interessante se ognuno di voi, leggendo quello che ho scritto nel libro, mi stilasse una sua formazione dei sogni, non soltanto per l’Italia.

Spero che il libro vi piaccia e sarei contento se ne parlassimo un po’ insieme in questo spazio.

Il momento di sport più drammatico del XX secolo

Per questo post poche parole e suggestione pittorica: 14 settembre 1924, New York, New York’s Polo Ground, William Harrison Dempsey, detto Jack e meglio conosciuto come “Il massacratore di Manassa”, difende il titolo dei pesi massimi contro l’argentino Luis Firpo, meglio conosciuto come “Il toro selvaggio della Pampa”.

Gorge Bellows, pittore, coglie un momento epocale, definito nel 1950 come quello più drammatico della storia sportiva del XX secolo (ce ne saranno altri eccome), in questo quadro dal titolo “Jack Dempsey vs Luis Firpo”

Vincerà così Dempsey:

Ode per il primo goal mai segnato

Birmingham, mercoledì 02 marzo 1983, ritorno dei quarti di finale della Coppa dei Campioni: Aston Villa-Juventus.
Si narra che Paolo Rossi dopo pochi secondi abbia segnato. La televisione italiana, in pubblicità, non mostra la rete. Qualcuno pensa che questa rete, non vista, non sia mai stata realizzata.

Ode per il primo goal mai segnato

Per il catodico silenzio
(incolpevole e ovvio per il blocco dovuto)
non c’è stata mai la capoccetta
(alquanto lisa dopo le spuntatine spagnole)
di Pablito, nostro urlo e rancore
(disunderstantment nazionalpopolare).
Nessun fraseggio tra la canuta mente
(in attesa del cucù della senilità)
e l’adornante braccio
(lui sì in immaginifico overload).
Restano specchiati ricordi
(offuscati bensì dall’alcolica compresenza)
in chi esisteva lì
(densi come flutti accigliati)
troppo poco davvero
(e troppo inaffidabili)
per chi crede solo per schermo
(senza scherno né trip esterni).

In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

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