Le due strade di Prandelli

I percorsi per commentare l’Europeo italiano appena terminato sono due. Il primo parte da un quesito: per voi quale calciatore dell’Italia potrebbe essere concupito dalle grandi squadre europee? Balotelli, poi? Giovinco si deve ancora fare mentre si sta disfacendo, Buffon e Pirlo sono troppo in là con gli anni, il resto niente da fare. Stanno bene al di qua delle Alpi. Posta questa premessa, il lavoro di Prandelli è stato eccezionale e quello che è successo in finale non sfiora l’ottimo operato del tecnico.
Seconda strada: può un allenatore di calcio non accorgersi che Chiellini è infortunato, che Cassano non può scendere in campo contro il pressing spagnolo, che uno tra Marchisio e De Rossi doveva partire dalla panchina, che Thiago Motta non sposta di nulla l’inerzia di una partita, che non può finire di giocare una partita al 50’ minuto?
Se invece partiamo da qui Prandelli è stato molto bravo nelle piccole cose mentre è stato solo sufficiente se non mediocre nelle grandi scelte, nelle decisioni di polso e difficili da far digerire per il bene della squadra.
La risposta su quale sia il percorso critico corretto potremo darla soltanto seguendo con attenzione il biennio che sta arrivando, in cui Prandelli non può più nascondersi: o paladino del bel gioco e del si fa come dico io, o impiegato del meglio così che il Lippi sudafricano.

Io, Ribot di Nicola Melillo

Un cavallo è un cavallo. Un cavallo è un animale. Un cavallo è uno strumento di lavoro. Un cavallo è un essere vivente di cui prendersi cura.
Dopo aver letto il libro di Nicola Melillo, Io Ribot, è evidente qualcosa a cui io personalmente non avevo mai pensato, forse per un rapporto troppo mediato con il mondo animale: un cavallo è un atleta, con le stesse esigenze e gli stessi ritmi dell’uomo atleta. E, a pensarci bene, considerare un animale come atleta lo ricopre della dignità massima, lo nobilita e, cosa fondamentale, ti fa vedere tutti gli animali, anche quelli che atleti non sono, con una considerazione diversa.
In tutti questi anni di ragionamenti sull’altro, nuovi atteggiamenti sociali che abbiamo per fortuna sempre più fatto nostri nei riguardi di chi è diverso (per pelle, religione, comportamenti sociali, ecc.), abbiamo messo in secondo piano la costruzione di un nuovo rapporto da instaurare con il mondo animale, che sta perdendo ormai irrimediabilmente il vecchio legame produttivo e strumentale che aveva con il mondo degli uomini.
Siamo all’alba di un nuovo modo di rapportarsi con gli animali che non possono essere più considerati semplicemente strumenti di lavoro, fonti produttive, passatempi. 
Questo libro mi ha aperto gli occhi su queste considerazioni perché iniziare a pensare gli animali come atleti apre una nuova fase del nostro rapporto con loro, in cui i concetti di condivisione e collaborazione, relazione parificata e gestione delle esigenze comparate divengono i punti cardine.
Dal punto di vista strettamente letterario, il libro di Nicola Melillo è davvero una novità: dare la parola ad un cavallo, anzi al cavallo più famoso della storia del galoppo è una bella trovata narrativa e un modo sensato di arrivare ad uno scopo ben preciso: scrivere di un cavallo che ha vinto tutte le gare della sua carriera, ma anche di uno dei più grandi atleti della storia con la sua fantastica storia da raccontare.

Pronostici Boxe – Londra 2012

Il torneo olimpico di Boxe che si terrà a Londra è uno dei migliori che un’Olimpiade abbia mai avuto. Se a Pechino abbiamo già assistito a gare avvincenti con grandi atleti, quest’anno potremo veramente godere di sfide tra eccellenti campioni. Molti grandi atleti non passano più al professionismo per tante di quelle ragioni che le ultime vicende Pacquiao-Bradley esemplificano alla perfezione. Questa falla storica, con il dilettantismo ben organizzato e scelto da molti grandi boxeur e il professionismo in crisi totale di identità e alla ricerca dell’icona su cui ricostruire, ha fatto sì che questa Olimpiade proponga il meglio che c’è in circolazione per diverse categorie di peso. Iniziamo con l’analisi e i pronostici:

MOSCA LEGGERI
Sfida tra estremo orientali. Il campionissimo cinese Zou Shming vorrebbe riconfermarsi dopo il Mondiale 2011 ma il coreano Shin Jong-Hoon è leggermente favorito. Il nascosto mongolo Serdamba come sempre spera nel colpaccio ma se c’è un otusider per me è il russo Ayrapetyan.

MOSCA
Vince l’ormai maturo Aloian. Piccoli grattacapi potrebbe darli Yafai perché i giudici in casa hanno l’1 fisso facile.

GALLO
In questi ultimi anni questa è stata categoria molto incostante con risultati spesso a sorpresa. Questa volta invece la sfida è tra Alvarez Estrada e Campbell, anche lui britannico per cui vedi sopra.

LEGGERI
Il cuore dice fortissimamente Valentino, la testa dice Toledo Lopez, la pancia Lomachenko. La categoria più difficili con tre atleti da sballo. Qui, se riuscite, non vi perdete neanche un match.

SUPERLEGGERI
Qui vince Stalker e la curva si sballa.

WELTER
Questa è una delle categorie con meno personaggi. Di regola le categorie mosce le vincono gli europei dell’Est, per cui dico Sapiyev o Zamkovov.

MEDI
Lotta a due: Chebotarev contro Murata, leggermente favorito il giapponese.

MEDIOMASSIMI
Categoria storicamente cubana ha nella superstella La Cruz Peraza un vincitore già scritto.

MASSIMI
Riuscirà il nostro eroe Russo a battere Mammadoiv e Usyk? Intorno a questa sfida si dipanerà il torneo.

SUPERMASSIMI
Cammarelle tenta di diventare mito. A sbarrargli la strada almeno quattro pericoli: Mezhidov, il migliore fino a questo punto, Joshua che boxa in casa e la categoria che da l’ultimo oro è sempre ambita, Savon che dell’altro non ha solo il nome e Kuzmin, forse il più ostico per Roberto.

P.S. Mi sa che mi sono dimenticato di almeno un cinese che vincerà l’oro. Voto Qiong nei Welter.

La Nazionale degli adattati

Sono stati gli allenatori stessi a farsi da sé una legge ormai matematica che riguarda la loro importanza per una squadra di calcio. Sull’argomento si sono espressi Capello, Lippi e anche Sacchi, il quale in gioventù la pensava diversamente. Per tutti l’allenatore in una squadra di calcio conta il 20% al massimo.
Questo valore tutto sommato molto basso non rende giustizia a molti degli allenatori che hanno lavorato con alcuni dei calciatori della nazionale italiana impegnata in Polonia e Ucraina. 
Molti dei nostri calciatori della nazionale giocano in ruoli in cui sono stati adattati e spesso reinventati  grazie all’intuizione di allenatori bravi nel credere alla loro capacità camaleontica.
Se partiamo dalla difesa, possiamo fare il nome di Abate, ex ala destra d’attacco del Napoli in serie C pensato esterno basso prima nel Torino ma soprattutto con Allegri nel Milan contemporaneo.
A centrocampo tutto ruota intorno a Pirlo, in passato la mezzapunta più talentuosa e incostante del nostro futuro, riadattato regista difensivo da un Ancelotti a dir poco geniale e visionario, Claudio Marchisio, per Lippi una mezzapunta alla Boateng mentre Conte gli ha ridato l’interno dentro del centrocampo, Thiago Motta, nato volante e a tutti gli effetti oggi mezzala tecnica, Antonio Nocerino, da tutti considerato mediano alla Gattuso mentre Allegri lo ha scoperto incursore coi controfiocchi, Alessandro Diamanti, per anni mezzapunta fragile e tocchettante, oggi nel Bologna seconda punta sempre più nel cuore dell’area di rigore. Anche in attacco Balotelli è nato seconda punta e adesso fa il centravanti, Di Natale nelle prime partite in Nazionale giocava ala destra e adesso gioca nel cuore dell’are di rigore, e sempre più Borini (ancora di più con Zeman alla Roma), da seconda punta si sta trasformando in specialista del tridente.
La nostra Nazionale, bella o brutta che sia, è stata modellata dalle mani di tanti allenatori che hanno sviluppato al meglio il materiale umano a disposizione sperimentando nuove posizioni e mansioni. Tutto ciò per dire che se è vero che questa Italia sta facendo bella figura agli Europei, allora sarebbe giusto che quel 20% aumentasse almeno un po’.

P.S. Anche Buffon è un adattato. Da ragazzo era esterno d’attacco.

In questo blog si vede e si discute di sport del passato, si recensiscono libri che hanno come tema la letteratura sportiva, si "poeta" sulle fughe, i goal, i pugni, le sgommate, si apre l'orecchio a chi vuole condividere i ricordi di una vecchia emozione ancora densa e sgocciolante dentro la pancia e la testa

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile, e cookies forniti e gestiti da Google per generare specifici messaggi in base alle abitudini di navigazione e agli interessi dei singoli utenti. Tali cookies non utilizzano, tuttavia, dati sensibili degli utenti.
Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.
Per ulteriori informazioni, e per disabilitare Doubleclick, seguire le informazioni riportate al seguente link: http://www.google.com/intl/it/policies/technologies/ads/

Chiudi