QUAL è LA TUA PIù GRANDE FOLLIA TELESPORTIVA?

Da poco sono entrato in un Gruppo Facebook meraviglioso. Si chiama “Fratellanza Olimpica” e ti racconta tutto quello che accade negli sport olimpici minuto per minuto. Parlando con loro e seguendoli con attenzione, ho capito che essere sportomani vuol dire fare davvero tante follie, tutte a fin di bene ovviamente. Loro ne hanno fatte e ne fanno tante e io volevo raccontare la mia più grande follia telesportiva, fatta per amore dello sport.

28-29 luglio 1996, Olimpiadi di Atlanta. Interno notte, Gaiano.
Questa è la notte della finale agli Anelli di Jury Chechi. So che ci sarà ma non so quando, il programma delle finali della Ginnastica artistica è lungo e bisogna aspettare. La Rai non dà solo la Ginnastica quella notte. Ricordo perfettamente il Nuoto sincronizzato e frammenti di Hockey su prato, poi un po’ la memoria, un po’ la nebbia che piano piano scese a coprirmi (io amo tutto, ma il nuoto sincronizzato alle tre di notte un pochino abbacchia), mi fa perdere i contorni.

So solo che tra le sei e le sette di mattina vidi finalmente la finale degli Anelli e l’oro di Chechi, con quel “vola Jury vola” di Fusco ancora nelle orecchie (non so se citò “Spara Jury spara”, spero di si, qualcuno può chiederglielo?).

Nel mio paese solo io e il mio amico Antonio assistemmo in diretta a quella gara storica. Ancora oggi ne parliamo come due reduci, con la stanchezza e la felicità di quella notte negli occhi.
  

La tua storia di fuso orario per sport

Da stanotte inizia la nostra nuova lotta con il fuso orario per poter assistere agli eventi di PyeongChang 2018. Ho varie storie personali di fuso orario per sport, ma questa volta, oltre a chiedere sempre la vostra, (cosa che mi fa impazzire perchè scopro storie fantastiche ogni volta), voglio raccontarvi velocemente la storia di fuso di Antonio, un mio amico da sempre.

Come il sottoscritto è sportomane e quando c’è l’evento deve seguirlo.  Juri Chechi agli anelli ad Atlanta ’96 sa che non può perderlo e si piazza davanti alla televisione. Quello che non si sapeva al tempo era che la gara di anelli era l’ultima della giornata e, causa ritardi di altre prove, venne svolta verso la mezzanotte americana, il che vuol dire più o meno alle 7 di mattina in Italia. E Antonio riuscì a guardarla in diretta, resistendo un’intera notte a tutti gli sport più assurdi, addirittura a due ore di nuoto sincronizzato, senza addomrentarsi.
Un applauso ad Antonio, che però oggi può dire: io ho visto.
Qual è la tua storia di fuso orario per sport?