La partita che decide una carriera.

Quando venerdì sera Insigne entra in campo, una telecamera lo inquadra riuscendo a farci leggere il suo labiale. Si rivolge al centro del campo dove dovrebbero esserci De Rossi o Bonucci dicendo: “Devo giocare interno”. Poi dice una seconda frase: “Eh si, mi ha detto di giocare interno”. Questa seconda frase la dice con un atteggiamento e un’espressione come se l’interlocutore avesse chiesto con animosità maggiori delucidazioni.
Queste frasi mi hanno fatto ripensare alla riunione dei calciatori dopo il pareggio con la Macedonia. Tutti in questo mese hanno continuato a dire che è una cosa normale, che i calciatori da sempre chiedono delle riunioni senza staff tecnico per chiarire delle cose, in fondo sono solo una sorta di workshop motivazionali.
Dopo lo smarrimento di Insigne e l’ipotetica (non avendo il controcampo) incazzatura di De Rossi o Bonucci, a quel meeting  ho dato un altro valore.
Quella riunione non avviene per caso. Prima c’era stata la partita con la Spagna. Tutti ancora oggi dicono che i nostri guai e la nostra confusione viene da lì, da come è stata brutta quella sconfitta. Ma è dal sorteggio dei gironi che calciatori, giornalisti, staff tecnico e dirigenti della Nazionale hanno sempre detto che le probabilità di andare agli spareggi erano alte, rispetto alla qualificazione diretta, e che era una cosa scandalosa che Italia o Spagna avrebbero dovuto rischiare così tanto per andare ai Mondiali. Quindi perché la sconfitta con la Spagna ha creato così tanta confusione? Perché è avvenuta dopo che il nostro CT ha messo in campo una formazione assolutamente folle e questo i calciatori lo hanno subito compreso. Le grandi domande che ti fai dopo il 4-2-4 di Madrid non sono più dove ho sbagliato e abbiamo sbagliato, ma sono domande che riguardano la guida tecnica. Può mai un allenatore proporre in casa della Spagna un centrocampo con due soli uomini in mezzo a cinque spagnoli palleggiatori finissimi i quali possono essere messi in difficoltà solo intasando proprio quegli spazi di gioco come ha fatto Conte all’Europeo? Può mai un allenatore schierare titolare nella partita decisiva Spinazzola dopo che non aveva mai giocato nel precampionato? Può mai un allenatore della Nazionale pensare di imporre per forza di cose il suo modulo senza adeguarsi ai contesti, ai calciatori della Nazionale e volere sopra tutto arrivare all’obiettivo di giocare con l’idea tattica che ha in testa?
Secondo me, facendo investigazione da divano ovviamente, questi sono stati i temi di quella riunione e le conseguenze si sono viste. Contro la Svezia l’Italia ha giocato come hanno voluto/deciso i calciatori, soprattutto il “comitato interno” formato da Bonucci, Barzagli, Chiellini e De Rossi, avallato ovviamente dai dirigenti, riuscendo in pratica ad esautorare il CT.
Questa premessa porta ad una sensazione finale che, appunto, verrà alla fine.
Il titolo del post è molto chiaro e molto vero. Per sempre chi perde questa partita, eccetto in parte i campioni del mondo, sarà il calciatore che non è riuscito ad andare ai Mondiali. La partita quindi dirà davvero chi sono i nostri calciatori, frase fatta usata troppe volte, ma che questa volta vuol dire letteralmente definire il ricordo di un calciatore da qui in avanti. Schiaffino, che è stato Schiaffino, per quai tutti quelli che all’epoca c’erano e ci sono ancora è il calciatore svogliato che a Belfast si è fatto sotto dalla paura. Purtroppo è così e vale anche per chi domani scende in campo.
Per questo motivo, molti calciatori domani dovranno rispondere a domande essenziali per la loro carriera e per la loro definizione nella storia del calcio italiano.
BUFFON: Forse lui ha davvero poco da dimostrare, può serenamente vincere un altro scudetto e magari restare proprio in Nazionale. Ma anche Buffon sa benissimo che perdere questa partita vuol dire macchiare una carriera incredibile. E quando la macchia, per piccola che sia, è su un panno lucente, si vede ancora di più. Lui dovrebbe dare gocce (facciamo un mezzo litro va) di leadership a un po’ di gente e deve farlo in pochissimo tempo.
BONUCCI, BARZAGLI, CHIELLINI: Devono superare una prova difficilissima, non replicare la partita contro l’Uruguay del mondiale brasiliano. Se la loro partita sarà di soli nervi con eventuali problemi disciplinari, sarà difficile vincere la partita. La prima cosa che ha detto Ventura alla fine della partita di Solna è che l’arbitro di Milano dovrebbe accettare le stesse cose dell’arbitro in Svezia e questa cosa promette terribilmente male. Riusciranno i tre difensori azzurri a restare lucidi?
GAGLIARDINI: In una sola partita gli viene chiesto, nel caso in cui giochi, di diventare grande. Ci riuscirà?
INSIGNE: Insigne deve farci capire se senza Sarri è un giocatore internazionale o uno che potrebbe far bene dal Chievo in giù. C’è un bell’abbisso.

EL SHAARAWY: Sette anni fa la coppia Balotelli-El Shaarawy era la Nazionale del futuro. Sul primo non ho altro da aggiungere, mentre il secondo, dopo tutto quello che ha passato, può mettere una sua firma, può dire alla storia, magari quella in minore, che lui è esistito e non se n’è sentito solo vagamente parlare.

IMMOBILE: Le due volte che doveva dimostrare di essere un grande calciatore ha fallito, Dortmund e Siviglia. Fare i gol contro il Genoa di Juric non mi sembra da matita rossa. È un giocatore vero o è un attaccante che nella pochezza italiana vince facile appunto per pochezza altrui?
Stasera tutte queste domande troveranno una risposta.
Torno alla sensazione venuta fuori dalla premessa. Se davvero l’Italia in questo momento è autogestita, vuol dire che Ventura è esautorato ma allo stesso tempo non era esonerabile prima di uno spareggio mondiale.
Se, un se enorme perché come siamo  messi non passiamo, l’Italia va in Russia, Tavecchio licenzia lo stesso Ventura e prende Ancelotti per i Mondiali.

La mia sull’Italia

Italian national team football striker MHo fatto sbollire e adesso mi sento più lucido per parlare di Italia. Sono pensieri sparsi:

1) Ma si può giocare un Mondiale senza una seconda punta vera?

2) Diamanti, Florenzi e Berardi continuo a dire che per me sono mancati. Il primo ti dava la tigna che in attacco è mancata, il secondo è stato per tutto il campionato un Parolo molto più decisivo, a questo punto mi porto lui, il terzo poteva essere la vera sorpresa.

3) Il modulo senza ali d’attacco con la Costa Rica non doveva essere ripetuto.

4) Abbiamo giocato in condizioni difficili (come tutti gli altri) senza fare cambi sostanziali. Deschamps ha fatto girare vorticosamente la squadra e sono ancora tutti freschi.

5) Eravamo in pietose condizioni fisiche. Ma un anno fa in Confederations non erano stati raccolti dati preziosi per non fare questa fine?

6) Cosa voleva essere il nostro gioco? Un po’ di Tikitaka nell’anno della sua morte e un po’ di Juve di Conte. Siamo rimasti a metà strada.

7) Non abbiamo gli uomini per fare gioco di palleggio. Pirlo a 40 gradi e Verratti non bastano. Servono gli attaccanti che sanno fare quel gioco soprattutto senza palla.

8) Non abbiamo portato gli uomini neanche per fare il gioco all’italiana. Non c’era un terzino sinistro abile nelle due fasi e con la capacità di giocare facile sulla fascia. Non c’era un’ala destra d’attacco. Eravamo zeppi di mezzepunte che hanno giocato un po’ dove capitava. E ci mancavano anche i difensori. Per il gioco all’italiana servono difensori risolutivi. Chiellini, Paletta e Bonucci sono tutto tranne questo.

9) Abbiamo rischiato di prendere gol da quasi tutti i tiri da fermo che abbiamo subito. Tattica di difesa assente.

10) Il futuro io ce l’avrei già scritto: poiché il prossimo europeo a 24 squadre ti permette di sperimentare molto di più (2 qualificate direttamente in un girone facile) punterei su un allenatore che non ha un gruppo di riferimento e pesca veramente ovunque, anche in B, facendo giocare gente di 22-23 anni per averli pronti fra due anni insieme a pochi titolari.
P.S. Sì, è colpa del caldo, il gruppo era diviso, non abbiamo fatto un tiro in porta in due partite, Prandelli non aveva più in mano la squadra e Balotelli ha giocato uno schifo. Però sul gol Bonucci marcava Godin a 15 metri di distanza, permettendogli uno stacco con rincorsa (lui è 1,90 per 1 quintale, prova a fermarlo). Delle volte si perde per dei motivi molto più semplici.

A due mesi dall’esordio. Preview Mondiali 2014

Rossi_Italia_Brasile_2014_MondialiQui l’aria dei Mondiali si sente e si sente anche forte. Prandelli sta facendo le cose per bene. Già gli stage di controllo sono molto sensati. Vediamo come siete messi ad un mese dalla chiamata e se qualcuno di voi è già spompato sarebbe meglio non portarvi appresso.
Penso che questi stage non servano solo a scegliere il terzo portiere come molti hanno detto. Sono stati sicuramente consigliati da Sacchi perché lui sa quanto è fondamentale essere in forma in quel mese. USA ’94 è stato un gioco al massacro fisico e l’Italia ha retto fino alla fine perché buona parte della rosa era al massimo della forma (avete più visto Dino Baggio, Costacurta, Mussi, Benarrivo a quei livelli?).
L’esperienza in Brasile può essere comparabile a quella americana e Prandelli sta ascoltando moltissimo Arrigo Sacchi nelle scelte di uomini e carichi di allenamento. Sono più che sicuro, ma nessuno lo dice, che tutti i quasi certi nazionabili stanno già portando avanti un programma di allenamento per i Mondiali, aiutati da una stagione che non richiede sforzi finali perchè tutto ormai è deciso (solo gli juventini cercano di arrivare bene alla finale di Europa League).
I nostri club non protestano per questo motivo ma anche per un altro: deve essere la Nazionale a dare maggiore prestigio al nostro calcio e rialzare l’asticella d’interesse verso il nostro prodotto.
Tutti aspettano giugno per fare un grande mondiale, ma come siamo messi? La difesa che schiereremo sarà la migliore del lotto. Lo dico con cognizione di causa. Il portiere è fra i tre migliori al mondo, e in buona forma ancora il primo, il blocco Juve sa tenere qualsiasi attacco, senza perdere equilibri. Ho una mezza idea: Paletta centrale al posto di Bonucci.
Il centrocampo è la nostra più grande incongnita. Pirlo c’è e non si discute. Ma per dare il meglio, gli altri devono correre. De Rossi sembra reggere e il Motta di Stamford Birdge è una sicurezza. Manca un mediano vero. Marchisio non lo abbiamo quasi mai visto, Montolivo se la gioca con Motta, altri tipo Nocerino sono scomparsi. Io farei giocare Florenzi, chiamando e tenendo caldo anche Romulo.
Per l’attacco il lavoro è tutto psicologico: da una parte stanno tenendo caldo Balotelli dicendogli che in quel mese deve dimostrare se è un grande calciatore oppure no. Anche i giornali hanno staccato le attenzioni. Siamo tutti in attesa del fenomeno mensile che ci può aiutare. Dall’altra stanno convincendo Rossi che può arrivare in buona forma al Mondiale e migliorarla in Brasile. Si punta, altra analogia, a resuscitare l’immagine del Baggio americano.
Quadro generale: il Brasile può vincerlo solo perché gioca in casa: non ha un campionissimo, non ha un centrocampo fra i primi 10 al mondo, la difesa è la migliore della sua storia. Vedo un cammino costellato di rigori a favore ed espulsioni per le avversarie.
L’Argentina credo sarà il grande flop. Messi gioca da fermo e devi servirgli la palla ai 25 metri. I suoi compari d’attacco non sono in grado di farlo. La difesa poi è inguardabile.
Spagna e Uuruguay sono molto simili: il meglio è passato e potrebbero restare a galla per pochezza altrui. Bisogna capire come arrivano. La squadra che dovrebbe vincere questo Mondiale è la Germania: forte, giovane, bella, con qualche guardiolismo nella testa. Giocato in Europa non c’era partita, in Brasile può succedere anche altro.

I centraloni che soffrono

RanocchiaSempre guardando le partite che mi capitano sottocchio ho visto letteralmente annaspare i vari Ranocchia, Metzelder, Fernandez. Rientrano tutti in una categoria che alla fine degli anni ’90 si è prepotentemente imposta: i difensori centrali alti più di 1,80, bravi nel gioco aereo e nel tenere la posizione quando si va in contrasto con l’attaccante avversario. È stato un must per tutti i duemila e ha portato all’affermazione di gente come Stam, Materazzi, Tudor e tanti altri (ricordo un promettentissimo Criscito difensore centrale spostato di peso sulla fascia per un gol di fisico subito contro Totti).

Se fino all’altro ieri il centralone poteva servire, oggi è assolutamente inutile. Il barcellonismo quotidiano che tutti cercano di replicare ha un principio fisio-tattico: gli attaccanti non hanno posizioni statiche e devono aprire spazi per gli inserimenti. Tutti devono farlo, non solo un ipotetico centravanti di manovra. Per farlo devono essere rapidi, agili, bravi nel dribbling e nello smarcamento. Di fronte ad un gioco del genere vien da sé che presentarsi in campo con un duo difensivo composto da Zapata-Mexes, Ranocchia-Rolando, Fernandez-Albiol, Bonucci-Chiellini è perdente dall’inizio.

Ho citato diverse coppie difensive delle nostre principali squadre per sottolineare che il problema è soprattutto del nostro calcio, per anni appresso a difensori dal grande fisico, abili a contrastare la nostra idea di attacco con un centravanti boa di raccordo. Il centravanti boa le altre squadre lo hanno completamente dimenticato e a noi è rimasto il pregiudizio che un centrale sotto l’1,80 sia inadatto. Iniziamo a pensare small e a puntare sull’agilità dei difensori senza pensare di cavarcela abbassando un mediano (De Rossi in nazionale).