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Pronostici ciclismo, BMX, Mountain Bike – Olimpiadi Londra 2012

Il ciclismo in Gran Bretagna è qualcosa di sempre più importante e seguito. Sono partiti con la pista e la costruzione di una squadra meravigliosa che a Pechino ha dettato legge, per arrivare poi al modello Sky Team che si candida come squadra più che come corridore singolo a dominare il Tour de France. 
Sarà proprio il Tour de France a dire chi sarà il favorito della gara olimpica, scorbutica come non è stata la preolimpica dell’anno scorso dominata da Cavendish. 
La salita tagliente di Box Hill però pone dubbi. Reggerà Cavendish, o meglio riusciranno gli Sky britannici a tenerlo avanti nelle tante giravolte su questa salita? La gara in linea è tutta qui: se Cavendish regge vince in volata (secondo Kittel), se non ce la fa attenti ai velocisti resistenti come Sagan, Greipel e addirittura il vecchio Freire (se lo portano). Gli italiani senza Pozzato non hanno nessuna chance. Io però ho un favorito secco, Boasson-Hagen.
Tra le donne la Bronzini può fare il triplo colpo, ma la Voss non vuole mancare l’ennesimo appuntamento di una carriera che poteva essere merckxiana e invece è troppo gimondiana. E poi quest’anno l’olandese è davvero impressionante.
Le due cronometro le vincono Tony Martin, che arriverà in forma smagliante, ed Emma Pooley, che quelle strade le ha consumate.
Nella BMX il ventenne supertalento Connor Fields segnerà a Londra la prima impronta della sua folgorante carriera (attenzione solo a Daudet vincitore della Coppa del Mondo 2011), mentre tra le donne la sfida è molto più aperta: sfida a cinque tra l’australiana Buchanan, le statunitensi Craig e Martin, la francese Pottier e la sorpresa Pajon
Passiamo al ciclismo su pista e iniziamo la litania britannica: Keirin uomini, Hoy darà il tutto per tutto perché nella velocità ci sono troppe perplessità. Keirin donne, in stagione hanno dominato le francesi ma la Meares non sembra intenzionata a lasciare strada.
Nella velocità uomini, Baugé vuole vincere una partita in trasferta che lo spedisca direttamente tra le superglorie olimpiche. Hoy per me non vince, ma restano in ballo Kenny e il connazionale Bourgain. Sarà una grande gara e Baugé vincerà. Velocità donne invece dove non ci sono dubbi: vince la Pendleton e divine la reginetta delle Olimpiadi.
Anche l’Inseguimento a squadre uomini dovrebbe essere preda degli inglesi, con gli australiani favoriti per la finale, mentre tra le donne la distanza tra Gran Bretagna e Australia è meno ampia. Ma la sorpresa non ci sarà.
Velocità a squadre uomini  è una gara strana, non ci sono grandi specialisti. Dovrebbe rivincere la Francia di Baugé ma tutto è aperto. Tra le donne credo che alla fine la Cina vincerà una medaglia.
Infine l’Omnium, la gara delle gare, bella trovata, anche se mi rode che non c’è almeno l’inseguimento individuale. Anche qui non ci sono specialisti. Tra gli uomini il nostro Elia Viviani potrebbe dire la sua ma vedo vincente uno come O’Shea oppure Ed Clancy se sceglierà di dedicarsi completamente a questa gara. Tra le donne sfida di fuoco Tara Witten e Laura Trott. Vince la canadese.
Per chiudere la Mountain Bike. Tra gli uomini il dominio di Absalon è in decadenza. I barbari sono Schurter ma soprattutto la bestia Jaroslav Kulhavy in questi due anni dominatore assoluto. Tra le donne io spero davvero tanto in Eva Lechner, ma la lotta è molto dura: vince la Wloszczowska.  

Intervista a Valentina Scandolara – Il ciclismo su pista del futuro

L’Italia s’è desta in alcuni sport vivacchia e moribonda ma non nel ciclismo su pista, da anni ormai nascosto, ma con un futuro enorme se le attese si avverano. Una delle attese più grandi è per Valentina Scandolara, intervistata dopo un anno di grandi fatiche e vittorie:

Valentina, la vittoria nella corsa a punti agli Europei Under 23 di Anadia segue le affermazioni negli Europei Juniores 2007 e 2008. Come hai costruito nel tempo queste affermazioni?
Diciamo che c’è molta differenza tra i successi “giovanili” e quello di Anadia, come gli altri di quest’anno. Nelle juniores tante volte bastava il talento insieme ad un buon periodo di allenamento per ottenere risultati. Ora invece l’allenamento, la costanza e la vita da atleta diventano cose assolutamente fondamentali, perché ci sono moltissime atlete di alto livello, e non è per nulla semplice competere.

Ad Anadia hai gareggiato anche nell’Omnium. Che gara è stata?
Per me l’Omnium è stata una sorpresa. Alla vigilia della partenza non sapevamo chi l’avrebbe corso, io fra l’altro non l’avevo preparato per nulla. È una gara che somma i punteggi di 6 discipline e mentre nelle 3 di gruppo una stradista può districarsi bene, nelle 3 a tempo la preparazione è fondamentale. È arrivato un quinto posto che poteva essere un terzo. Ho fatto degli errori nelle prove di gruppo ma sono comunque molto soddisfatta. Ad oggi ti dico che mi piacerebbe preparare meglio questa disciplina.

La corsa a punti è forse la specialità più completa del ciclismo su pista. Ti senti come una delle punte più importanti del nostro futuro in questa specialità?
La corsa a punti è la gara che più si avvicina alla strada, quindi mi sento abbastanza portata. In questo momento non credo di essere al livello di Giorgia Bronzini, ma sto lavorando e continuerò a farlo per cercare di migliorare sempre di più.

La tua vittoria insieme agli altri 7 ori di Anadia possono confermare che il ciclismo su pista italiano in futuro può competere con quello britannico, australiano e dei paesi dell’Est Europa?
Credo che l’Italia sia una delle nazioni più forti nelle corse di gruppo, almeno a livello giovanile. Per le specialità a tempo battere Australia, Inghilterra e Francia è davvero impresa ardua. Ma il ct Salvoldi sta lavorando in questa direzione e sono giunti i primi frutti con il terzetto donne juniores. L’Italia deve sperare in questo progetto e aspettare i risultati futuri.

In squadra sembra esserci una bella armonia. Quali sono i vostri riti scaramantici, raccontaci qualche aneddoto?
Alla Gauss ho trovato delle compagne fantastiche, una DS preparata, umana e che crede in me, insomma un ambiente perfetto, che mi ha permesso di lavorare con tranquillità e fiducia per raggiungere i miei/nostri obiettivi. Un aneddoto? Quando stavo cercando un’altra squadra, alla fine della stagione 2010, la gente mi diceva, riferendosi alla mia attuale DS della Gauss, Luisiana Pegoraro: Se vai da lei, o smetti di correre, o diventi un corridore vero!

Il prossimo anno c’è Londra 2012 e noi arriviamo con una squadra Senior di medio lignaggio e tanti giovani scalpitanti. Pensi di partecipare alla grande festa? È il sogno di ogni atleta quello di partecipare alle Olimpiadi. Darò sicuramente il meglio di me per meritarmi la convocazione, ma ritengo doveroso dire che ora come ora non mi ritengo all’altezza di tale ruolo, penso che lo meritino molto di più altre azzurre più esperte e forti di me.

E se vieni convocata a cosa punterai?
Punterei a dare il meglio di me, per contribuire a portare una medaglia in Italia!!!!!!

Se Bettini vuole per Copenhagen sono pronto. Intervista ad Elia Viviani.

Elia, il tuo nome sta correndo di bocca in bocca. Dopo le tue prove su pista di questa estate ti vorrebbero al Mondiali di Copenhagen da protagonista. Sei pronto?



Che il mio nome sia sulla bocca di tanti fa molto piacere, quello non lo nascondo, è anche vero che dopo i risultati su pista mi vorrebbero ai Mondiali su strada e io a Copenaghen ci vorrei essere e sto facendo tutto quello che c’è da fare per preparare al meglio un Mondiale. Per quanto riguarda il mio ruolo, quello sarà tutto da vedere, già parteciparvi sarebbe molto importante. Comunque sono pronto!

Bettini ha in testa un velocista opportunista come capitano quasi unico. Tu saresti perfetto.



Io sarei perfetto se avessi qualche anno in più e fossi nel pieno della mia carriera, in questo momento fisicamente non so se sono all’altezza, non ho ancora fatto un grande giro (e questo fisicamente conta tanto), non ho fatto molte gare al di sopra dei 200/210km e il mondiale sarà di 284km. Detto questo penso che sarei perfetto in un ruolo da spalla per un capitano (Bennati o Pozzato secondo me), poi se dovesse servire so sempre farmi trovare pronto. Io ora sto facendo un avvicinamento al prossimo mondiale al fine di poterlo correre e farmi trovare pronto per qualsiasi ruolo, se verrà la convocazione sarà la ciliegina sulla torta di una stagione già fantastica!

Negli ultimi Campionati Europei Juniores l’Italia ha dominato. La scuola italiana è pronta per battagliare contro le grandi potenze della pista?

Agli ultimi Europei l’Italia della pista ha dato una svolta, perché stanno arrivando i giovani che crescono con la giusta mentalità, all’inglese o all’australiana per intenderci. Sono state 7 le medaglie d’oro e altrettante quelle di argento e bronzo. Danno fiducia secondo me anche i risultati ottenuti nelle specialità olimpiche, le ragazze cominciano a essere competitive sia nell’omnium che nel terzetto, mentre nel settore maschile il quartetto comincia ad avvicinarsi ai migliori, insomma consideriamolo un punto di partenza. Da questo momento sappiamo che ci siamo, gli atleti con il potenziale ce li abbiamo, ma c’è da lavorare, per vedere la migliore Italia. Se continuiamo su questa linea e con questa mentalità vedremo una grande Italia a Rio 2016, competitiva in tutte le specialità endurance e velocisti. Per ora siamo competitivi a livello Juniores e Under 23…ancora qualche anno e ci siamo.

Ad Anadia hai corso una corsa a punti perfetta. Sei pronto anche in questo caso al salto nei senior?



Sì, la corsa a punti di Anadia è stata perfetta, e mi sento pronto a correrla da protagonista anche a livello open ma purtroppo ora non è una mia priorità perché su tutto c’è l’omnium e fino a Londra a me interessa solo quello. L’obiettivo è preparare al meglio la prossima olimpiade e giocarmi una medaglia nell’omnium, per cui passerà anche il prossimo anno senza che mi vediate competitivo in una corsa a punti open, ma spero di essere protagonista in tutti gli omnium a cui partecipo.

Con Londra 2012 ti verrà posto il primo bivio: pista o prova in linea. Sai già cosa sceglierai?



Il bivio strada-pista non me lo sono mai posto e non me lo porrò nemmeno per l’olimpiade di Londra 2012. Questa è una mentalità sbagliata, non deve esistere un bivio ma nessuno lo vuol capire. Preparerò al meglio l’omnium e quindi la pista perché lì non si può improvvisare niente, ci si gioca tutto in un millesimo. La prova in linea si disputerà la settimana prima della pista, la mia condizione fisica sarà al top, il percorso mi si addice, insomma se Bettini vuole, io ci sarò.

Può un grande campione su strada essere un medagliato su pista?



Certo che sì, tanti sono gli atleti che lo stanno dimostrando, Bradley Wiggins ha vinto due ori a Pechino 2008 e nel 2009 è stato 4° al tour, per due anni non è più andato in pista e su strada ha combinato poco, quest’anno è tornato in pista in coppa del mondo a Manchester (3’55’’ con il quartetto) un paio di mesi dopo ha vinto il Delfinato, Thomas Geraint, 10° al Fiandre 2011 lavorando per Flecha, anche lui a febbraio in coppa del mondo a Manchester era parte del quartetto da 3’55’’ e anche lui è oro olimpico nel quartetto. Per non parlare degli australiani Bodridge, Meyer, Howard o dell’americano Phinney. Sono giovani ma diventeranno campioni su strada e allo stesso tempo medagliati su pista. Sì, si Può FARE!