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L’unica Ammazzagrandi

Dopo la vittoria del Porto contro il Bayern Monaco è tornato sulla bocca di tutti un termine (torna ogni anno, non è tutta sta novità): ammazzagrandi. Ma una ed una sola squadra è storicamente l’Ammazzagrandi.
Ci siete arrivati? Vabbè dai, facciamola breve.
È il CSKA Sofia che è riuscita a fermare due dinastie: quella dell’Ajax tricampeon nei primi anni ’70 e il Nottingham Forest, bicampione a fine ’70. Due partite colossali dei bulgari. Qualcuno oggi nei tg sportivi le ha citate?

Quando i quattro si sfidarono

C’è stata una partita pazzesca dove non si affrontavano solo due squadre ma due modelli di universo germanico. E’ la semifinale di Coppa dei Campioni, stagione 1975-76. Si sfidano Bayern Monaco e Real Madrid.
Il Bayern Monaco è incontrovertibilmente la squadra di Franz Beckenbauer. Molto vicino al suo modo di intendere il calcio c’era Uli Hoeness, suo fedele scudiero in squadra.
Dall’altra parte, nella Germania Ovest vincitrice del Mondiale nel 1974 c’erano Gunter Netzer e Paul Breitner, i quali per soldi ma anche per scappare dal beckenbauerismo assoluto che vigeva in Germania in quel perido andarono al Real Madrid.
E quel giorno tutti e quattro si trovarono contro.
All’andata 1-1, gol di Roberto Juan Martinez e Gerd Muller, ma non c’era Breitner.
Al ritorno la tensione era impressionante. Volevano affrontarsi quei quattro per superarsi in ogni attimo della partita.
Chi risolse la partità? Ma chi poteva farlo se non il miglior centravanti della storia del calcio e, opinione mia solo mia ma per me conta, uno dei primi cinque migliori calciatori di sempre: il piccolo Gerd, che fa un secondo gol colossale. Chi lo fa oggi un gol così?

Il senso di Helmuth per i rigori

Tutti più o meno conoscono Helmuth Duckadam per i rigori che parò nella partita di finale della Coppa Campioni 1986 tra Steaua Bucarest e Barcellona:

Ma la cosa pazzesca non è l’occasionalità della cosa, ma la costanza.
A memoria ricordo un suo rigore parato contro la Roma nel primo turno della Coppa Coppe 1984-85 ad Ubaldo Righetti

e ho letto del suo ritorno al Vagonul Arad dopo la grande vittoria di Siviglia (il perché credo sia meno leggendario del sentito dire. Il problema al braccio ce l’aveva davvero, il figlio del dittatore non ci azzeccava più di tanto).

La sua prima partita al Vagonul Arad è del 28 settembre 1989, in Coppa di Romania: due rigori parati e vittoria per 4-2. L’intera carriera di questo portiere è piena di rigori parati. Ho cercato ovunque il video di quest’ultima partita. Vorrei tanto vederlo.

Quando prendevi la febbre nella settimana di Coppe

sampdoria_legia_varsaviaNel marzo del 1991 ho preso la febbre.
Anche questa settimana ho avuto la febbre.
Quando l’ho presa nel 1991 non vedevo calcio in televisione, e per calcio intendo una partita intera, da un mese più o meno, quando c’era stata Italia-Belgio di cui ricordo un battagliero Casiraghi (ricordo pure un campo di melma e un Preud’homme bellissimo, lui era di un’armonia che lo avrei fatto parare dei rigori su un palco di teatro).
In questa settimana ho viste mezze partite tutti i giorni, neanche una intera (nemmeno Napoli-Porto, ho smesso dopo il 2-1).
Nel 1991 ero a letto e ricordo mercoledì 6 marzo come uno dei giorni più memorabili della mia adolescenza (eh lo so, ma a quell’età il convento del cuore mi passava solo il pallone). Guardai, non so come in un solo giorno, Bologna-Sporting Lisbona, ancora è limpido il cross di Schenardi per il gol, Roma-Anderlecht, con la vena di Desideri che s’ingrossò allo spasimo, Atalanta-Inter, che ho un po’ perso tra i ricordi, Milan-Olympique Marsiglia, Papin mi stava sul cazzo in una maniera, e Sampdoria-Legia Varsavia, ci rimasi veramente male quando Kowalczyk fece il secondo gol. Un giorno davvero speciale, di cui ricordo i fatti perché legati ad emozioni intense, provate poche volte.
Come scritto, in questi tre giorni ho visto le Coppe in tv, senza provare praticamente nulla. Un po’ per il Napoli, anche se dall’affanno di Behrami al 55′ avevo capito che era finita se Benitez non cambiava subito tre calciatori. Non lo ha fatto, il Napoli ha perso.
Ma la mie due domande a cui vorrei risposte chiarificatrici (mi ci sto scervellando) sono:
1) Perché non provo più le emozioni del 1991?
2) Un undicenne di oggi prova quello che provai io quel 6 marzo vedendo le partite di oggi?