Inter-La Valletta 1972 – Piccolo mondo antico

Ci sono poche parole per descrivere queste immagini della partita tra Inter e La Valletta FC giocata a Malta nel 1972.

Festa di paese, notabili con fiocco rosso, palazzi dentro il campo, sole mediterraneo e campo in terra. Povero ma stupendo.

Archeologia dello sport 13 – De Zolt, Compagnoni, Torino, Varese campione d’Europa

Dalle Olimpiadi di Albertville la 50 km che chiude la sessione dello sci nordico a quella edizione di Les Saisies. Dietro il norvegese Dahlie, si piazzano De Zolt e Vanzetta, argento e bronzo rispettivamente. Commento rai di Giacomo Santini. Per De Zolt è il secondo argento olimpico dopo quello di Calgary 1988.

La prima vittoria in Coppa del Mondo per Deborah Compagnoni. Arriva nel gennaio 1992 ad un mese dai Giochi di Albertville, che riserveranno alla valtellinese un meritatissimo oro in supergigante ma anche un lungo stop per una caduta nella prima manche del gigante. Da Tmc con Andrea Prandi.

Filmato dedicato al Torino che nel 1992 sfiora la grande affermazione in Coppa Uefa, nella finale di ritorno con l’Ajax, dopo il 2-2 al “delle Alpi” serve una vittoria per vincere il trofeo. Tre legni impediscono ai granata la grande affermazione continentale Lo 0-0 di Amsterdam nella telecronaca di Bruno Longhi per Canale 5 (con Roberto Bettega)

Varese quinta Coppa dei Campioni di basket nel 1976. Immagini Rai. Audio rielaborato.

Scopri altri video di storia dello sport su Archeologia dello sport

Matteoli e il tepore del tredicenne

Qualche anno fa, la Coppa Uefa era goduria vera. Vedevi la Juve in giallo contro l’Anorthosis Famagosta e quel porcellino da latte di Casiraghi sbizzarrirsi, oppure il Napoli di Maradona in un partita di tocchi delicati contro il Bordeaux di un declinante ma sempre ammaliante Tigana (nel goal annullato a Maradona c’è la sua caduta fisica e simbolica di fronte alla frenesia diegana, proprio lui che era stato frenesia pura) o ancora l’Inter contro l’Aston Villa e un campo da gioco da scenario post-bellico.

Ma una gara che mi ricordo con la grazia del 13enne, vista tra i fumi di un Circolo di cacciatori, mentre fuori la bruma di un fine novembre profondo scuriva i pensieri (ci vuole un po’ di melodramma) è questo Malines-Cagliari, capace allora come adesso di darmi un tepore particolare.

Mi ricordo soprattutto un cervello al servizio di piedi parlanti, una chioma anni ’70 che dava al volto un’aria da cucciolo infreddolito e una corporatura da ragioniere del catasto pronto per la pensione. Mi ricordo di Matteoli.