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UN ANNO, UNA CITTÀ, UNA SQUADRA: NAPOLI, FEBBRAIO 1990

Ci eravamo lasciati a gennaio con un Napoli che vince una partita difficile contro la Fiorentina ma è considerato da tutti gli addetti ai lavori in fase di deflagrazione da maradonite acute. Maradona appunto continua a farsi i cavoli suoi, Moggi rattoppa come può, ma soprattutto Bigon non sembra avere il polso per tenere in piedi la baracca.
Per la città il primo mese dell’anno è stato infuocato, fra Pantera all’Università, denuncia di brogli elettorali nelle elezioni politiche del 1987 e sparatorie. Come vedremo, già allora c’era una grande capacità di assorbimento e tutto si dimenticava molto in fretta.

All’inizio di febbraio si parla tanto di Napoli in ambito culturale perché è uscito per Einaudi “Dadapolis”, libro scritto da Fabrizia Ramondino e Andreas Friedrich Muller, in cui vengono riportate le riflessioni di circa duecento intellettuali che nella storia hanno parlato di Napoli. Guardare i nomi rispetto a quanto Napoli potrebbe essere considerata una città come tante, fa quasi impressione: Tolstoj, Montesquieu, Elio Vittorini, Neruda, John Ruskin sono solo alcuni di quelli che hanno cercato di capirla meglio o almeno di farci capire che era incapibile. La frase più bella è stata detta da chi meno te lo aspetti, Cavour: “Non sarà ingiuriando i napoletani che li si modificherà”.

In squadra c’era una tregua. Maradona aveva chiuso la diatriba con Ferlaino, con la rinnovata promessa che a giugno sarebbe andato da Tapie a Marsiglia. Rasserenato, gioca alla grande e la squadra vince contro la Cremonese per 3-0. Alemao fa un pressing alla Milner e segna il primo gol. Diego prima sbaglia una punizione per una trentina di centimetri. Poi ne ha un’altra nello stesso punto e la mette dentro, come se la sua memoria atletica avesse perfettamente registrato cosa servisse. Adesso bisognava andare a San Siro con due punti di vantaggio.


Al più alto livello politico-finanziario possibile, quelli erano i giorni della cosiddetta “Mediobanca del Sud”, ovvero una merchant bank da far nascere attraverso l’accordo fra tre banche (Credit, Comit e Banco di Roma), voluta dal presidente dell’Iri Franco Nobili e dal Ministro delle Partecipazioni statali Fracanzani, per cercare di risolvere l’annoso problema della scarsa finanziarizzazione delle imprese meridionali, da sempre in grosse difficoltà per quel che riguarda gli investimenti. L’obiettivo a cui tutti puntano è l’europeizzazione del Mezzogiorno. Bei tempi.


In questo senso, tanti articoli di quel periodo usano una locuzione “Noi, che siamo la quinta potenza mondiale” e continuano poi con una serie di cazziate a politici e amministratori senza fine. Una di queste riguarda l’idea che a Napoli ma anche in tante altre città d’Italia si vuole costruire ancora la metropolitana e non pensare ai treni leggeri, che costano molto meno e sono molto più semplici da realizzare. Bella l’idea del “light train” senza dubbio, ma in città stiamo ancora aspettando una metropolitana completa ed efficiente.


La Pantera c’è ancora, si diffonde nei licei ma si vede subito che è molto più mansueta. Alla grande manifestazione del 3 febbraio sono proprio gli studenti napoletani a tardare e far incasinare tutta l’organizzazione. Di quella fase si ricorda solo uno slogan, urlato a squarciagola e che a brevissimo tornerà di moda: “Chi non salta socialista è”.


L’ultimo ruggito del Movimento ci sarà proprio a Napoli, il 24 febbraio, con un grande corteo contro la riforma Ruberti.
Mentre la squadra attende la sfida scudetto, anche la più grande istituzione culturale della città attende. Il Teatro San Carlo è in ristrutturazione e “ovvio” ritardo nei lavori, così diventa impossibile riaprire il 19 aprile con i Carmina Burana di Orff, cui avrebbero dovuto far seguito la Manon di Massenet e Madama Butterfly di Puccini. Il programma è da rivedere e gli spettacoli in cartellone si stanno svolgendo al Bellini e al Mercadante, con grande disagio per gli abbonati. Sarà pronto prima dei Mondiali, così da mostrare al pianeta uno dei luoghi più belli d’Italia? Speriamo.


Si arriva a Milan-Napoli… a piedi. Per due domeniche consecutive niente auto, ma solo servizio pubblico e taxi per i problemi di inquinamento che hanno colpito anche Napoli oltre alle grandi metropoli settentrionali. Inoltre Napoli è massacrata dal traffico. L’Istituto di economia dei trasporti ha fatto una ricerca: la città subisce per i ritardi provocati dagli intasamenti danni per oltre 5 miliardi al giorno. Per festeggiare e non far pensare al disagio, il sindaco Pietro Lezzi allestisce un maxi-aperitivo in Piazza Plebiscito grazie all’adiacente Caffé Gambrinus. Ma l’amore per il sindaco dell’happy hour dura poco. Dai rubinetti del centro storico viene fuori acqua rossa perché c’è un’altra concentrazione di nitrati e la gente fa casino sotto Palazzo San Giacomo. Lezzi decide di distribuire acqua minerale (alla Maria Antonietta, ça va sans dire).


Milan-Napoli dell’11 febbraio è ricordato per la scenetta che apre il servizio delle Domenica Sportiva, con il diavolo che prima rincorre e poi afferra il ciuccio per la coda e poi per l’impossibilità degli azzurri nel fermare i milanisti. La fisicità del Milan è folle e vince con tre gol di testa che dimostrano una potenza senza freni.
Per quei casi del destino che spesso accadono, tre giorni dopo si rigioca la stessa partita, questa volta a Napoli, per la seconda semifinale di Coppa Italia. Altra vittoria principalmente atletica del Milan e i ragazzi di Sacchi si gasano parecchio. Colombo dirà di essere disturbato dal fatto di aver preso gol, rispetto al 3-0 classico con cui batte il Napoli (1-3 la sfida del San Paolo). Questa sbruffoneria rossonera sarà punita. Il Milan non vincerà neanche la Coppa Italia.


Come nel mese precedente, nel casertano viene ucciso un altro immigrato: Jean Paul Ngandeu, 33 anni, cittadino del Camerun. E la storia è terribile. Un padre affida al suo dipendente di colore il podere. Per il figlio con problemi mentali è un affronto troppo grande. Prende la pistola e lo fredda, mentre lavora. È la quindicesima vittima africana in tre anni nel casertano. Quella camorra di cui is sapeva ancora poco mostrava tutta la sua ferocia.
Il 15 febbraio c’è un colpo duro al più importante clan camorristico che invece stava tramontando. All’alba, 250 caschi verdi e militari hanno assediato Forcella, il regno del clan Giuliano. Dopo ore di perquisizioni e controlli, si è scoperta una dose ingente di acqua calda: l’impero economico dei Giuliano è ancora molto vasto: contrabbando delle sigarette, traffico di droga, riciclaggio del denaro sporco in iniziative imprenditoriali solo apparentemente pulite.

La seconda domenica senza auto si attende più difficile. C’è Napoli-Roma, ma per fortuna tutto segue il suo normale flusso. La gente va allo stadio con i pattini, le biciclette, le carrozzelle, a piedi. Nela segna subito un gran bel gol. Stefano Pellegrini picchia Maradona e viene espulso. La partita cambia e finisce 3-1. Il gol di Careca alla Mortensen ci dice di un tecnica e di un dolcezza nelle caviglie che fa innamorare.


Con un’amichevole del 21 febbraio contro l’Olanda (0-0) la Nazionale si prepara per Italia ’90, ma proprio a Napoli i Mondiali diventano improvvisamente più vicini per un’inchiesta della Procura della Repubblica che parte proprio in questi giorni. Come sono stati spesi i soldi per i seguenti cantieri: ristrutturare dentro e fuori lo stadio San Paolo, per costruire il tram-sprint (una linea superveloce per collegare il centro con il quartiere di Fuorigrotta), per sistemare le gallerie Umberto I di fronte al teatro San Carlo e Principe di Napoli davanti al museo nazionale, per restaurare la casa alla Sanità in cui nacque il celebre tenore Enrico Caruso?
Tutto nasce perché due consiglieri della Democrazia cristiana, Manlio Carli e Diego Tesorone, non approvano la delibera presentata dalla giunta e inviano dei documenti alla Procura. Tutto normale in Italia, se si considera anche che l’ingegnere Maraini, amministratore delegato dell’Ansaldo, la società che ha l’appalto per la costruzione della linea tramviaria rapida, la mattina dell’11 novembre aveva trovato la sua Volvo distrutta da un ordigno incendiario nel parcheggio del cantiere di via Argine. Il mistero della gestione di ben 500 miliardi diventa il solito groviglio italico da cui alla fine si tira fuori niente, se non la consapevolezza che i nodi erano fin troppi.


Intanto la questione “brogli 1987” il Palazzo riesce ad acquietarla. “Nei 5.081 seggi, tra le schede dei due milioni e 800 mila elettori del collegio Napoli-Caserta nelle elezioni politiche del 1987 c’è stato soltanto un diffuso disordine. La Giunta delle elezioni non può, allo stato dei fatti, firmarne la validità per mancanza di prove, e deve scartare il regime degli indizi che prova non è”. Con queste parole Nicola Quarta, deputato democristiano, pone fine all’inchiesta.

Ultima grande notizia del mese è l’occupazione del Duomo da parte di 700 senzatetto. Un rappresentante è salito sull’altare, accostato al leggio e ha urlato: “Non abbiamo casa. Viviamo come topi negli scantinati. Chiediamo al Cardinale di aiutarci”. Il parroco Ugo Grazioso non si è opposto all’occupazione e ha sospeso le attività liturgiche della domenica. Monsignor Salvatore Ardesini ha ribadito: “Questa è la casa del Signore e perciò è anche la vostra casa”. Il problema però è proprio la casa. In alcune zone del Nord-Est di Napoli da anni famiglie chiedono di entrare nei duemila alloggi costruiti per il post-terremoto. Gli appartamenti ci sono ma non vengono assegnati. L’altro problema è che per sanare la situazione ci vorrebbero almeno 25mila alloggi. Il tempo ci dirà che molto si è cercato di risolvere con quartieri-ghetto che hanno portato ad anni ’90 e 2000 terribili per la concentrazione delinquenziale in determinati territori.


Il 25 febbraio il Napoli torna a San Siro, per sua fortuna per l’ultima volta. Careca segna di nuovo un gol da favola, ma l’Inter vince come il Milan, giocando con ritmo e fisicità ingestibili per il Napoli senza Maradona, rimasto fuori per il mal di schiena. Febbraio si chiude con la quasi consapevolezza nella testa di tutti che il Milan non è battibile.


Resta solo la postilla della finale della Coppa Carnevale, persa contro il Cesena per 1-0 con gol di Ulisse Masolini. Il calciatore che farà la carriera migliore sarà Marco Ferrante.

La Serie A nei giorni della nevicata del 1985

Nonostante oggi faccia quasi caldo, non so perché ho pensato alla nevicata del 1985, ricordando il sottoscritto a 5 anni che camminava fra muri di neve più alti di me. Non ricordo molto altro e mi è venuta la voglia di vedere come si è giocato in Serie A quel la domenica, come erano messi i campi e le mise dei calciatori. Ecco un viaggio gelato di 34 anni fa.
Procedo in ordine di schedina.

ASCOLI-INTER 1-1

Al “Del Duca” si intuisce come il vento come raffiche di mitra disinitegrava cumuli di neve, per citare il poeta. Nella melma, due gioielli brillantissimi. Altobelli in mezza rovesciata, Iachini, a 20 anni, in sforbiciata. Forse entrambi vollero risarcire Rummenigge a cui Roth aveva annullato “la sforbiciata” contro i Rangers nel novembre dell’anno prima.

ATALANTA SAMPDORIA 0-0

Non sono riuscito a trovare il video della partita. Se sapete dove trovarlo, postatelo nei commenti. Ho visto i tabellini, la cosa più emozionante devono essere state le sostituzioni. Un certo Donadoni da il cambio a Stromberg per l’Atalanta, mentre per la Samp Vialli sostituisce Mancini.

AVELLINO-VERONA 2-1

Questa è un vero romanzo. Il freddo di Avellino lo conosco, con qualche lago in più ti sembra di stare in Minnesota. C’è davvero di tutto: Bagnoli con paltò pesante e coppola felpata, Angelillo che suda per lo sbalzo termico, la segatura in area di rigore, Garella che para coi piedi, Biazzo in gran forma, Angelo Colombo in gol da 35 metri. Un film.

FIORENTINA-NAPOLI 0-1

Basterebbe dire gol e pelliccia di Maradona per chiudere il discorso. Ma da aggiungere c’è Socrates con la faccia nella neve e “Giaguaro” Castellini in presa plastica. Dopo un anno e mezzo Maradona segnerà a Galli nella stessa maniera e grazie allo stesso controtempo. La memoria atletica di Diego lo ha fatto il migliore di sempre.

JUVENTUS-LAZIO 1-0

Si giocò il 30 gennaio. Non vale.

MILAN-COMO 0-2

La neve e il gelo si palesa sotto i nostri occhi minuto dopo minuto. Matteoli pattinava sempre in maniera meravigliosa e il “ragazzotto” Pasquale Bruno fa 0-2. Al Milan erano tutti mogi ma un anno e un mese dopo arriverà Berlusconi.

 

ROMA-TORINO 1-0

Anche a Roma spianate di neve dietro le porte anche se il sole ammorbidiva un po’ tutto. Pruzzo segna ma non corre sotto la curva, peccato, sarebbe stato un highlight anche oggi, tipo cosacco del Don che parte all’attacco.

UDINESE-CREMONESE 2-0

Pensi che a Udine sarebbe stato tipo Vladivostok e invece tutto sembra regolare. Campo che tiene, poca neve ai bordi del campo, partita traquilla. Segna Selvaggi campione del mondo e Carnevale. Peccato non avere immagini delle panchine perché si sfidarono Vinicio e Mondonico.