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Quando Diego faceva cose con 30 anni di anticipo

Diego Maradona contro Ecuador
Questa immagine è il deitro la porta dell’Ecuador al terzo gol di Maradona

Guardando partite dei tempi passati, mi sono imbattutto in Argentina-Ecuador, Copa America del 1987. Tra le altre cose mi ha impressionato l’azione di Maradona che inizia nel video qui sotto, al secondo 41.
Porta palla a centrocampo, un compango si allarga in fascia, due avversari lo fronteggiano. Il 99,99% dei calciatori avrebbe allargato il gioco in fascia, approfittando del raddoppio su di lui, per far guadagnare campo al compagno e portare l’azione al limite dell’area avversaria. Invece Diego non si accontenta di un guadagno di primo livello, ne cerca uno di secondo livello, che serve a scompaginare in maniera ancora più devastante la difesa avversaria. Fa passare la palla fra i due avversari che lo fronteggiano per far arrivare la palla Caniggia, che è fra le due line ecuadoregne. Poi l’azione continua e sarà proprio Caniggia a segnare senza marcature, proprio perché i difensori in confusione totale avevano perso le distanze dopo il tocco di Maradona.
Oggi si parla dell’importanza degli uomini fra le linee, della necessità di avere calciatori che sappiano creare vantaggi decisivi e Diego faceva questo 31 anni fa. Poi dici che non era il più grande.

P.S. Già che ci siete, guardatevi anche la punizione per il terzo gol.

 

Cinque metodi per restare svegli durante l’ultima giornata delle Qualificazioni mondiali sudamericane

Come tutti sanno, martedì notte si deciderà un ingarbugliatissimo girone sudamericano di qualificazioni a Russia 2018, nel quale sono ancora in lizza sei squadre per tre posti diretti più uno per lo spareggio contro la Nuova Zelanda.
Sarà di sicuro un momento storico per il calcio e non puoi non esserci. Questo è vero ma è anche vero che le partire inizieranno all’1.30 di notte e il giorno successivo dovremmo essere almeno mediamente svegli per portare avanti gli impegni quotidiani (lavoro, famiglia, studio, ecc.). In realtà, giocandosi bene le ore di sonno durante la notte di martedì, magari dormendo un po’ tra le 20 e le 24 e poi ritornando a letto per altre 3 ore di sonno post-partita la semivigilità del giorno successiva è garantita.
A fare un po’ paura è il restare svegli e attenti durante la partita, dato che gli impegni quotidiani di cui sopra sono già stati svolti e hanno appesantito la giornata del martedì stesso.
Poiché il problema è comune ho chiesto ad un po’ di sudamericanofili che assolutamente non possono perdersi le partite di martedì notte, venendo a conoscenza di metodi estremi, da loro utilizzati in questi anni, ma potenzialmente utili per restare svegli durante le partite di qualificazione.

1 – Il primo metodo è geniale. Guardare le puntate di una serie tv ormai somiglia allo sgranocchiare le patatine. Ne vuoi sempre un’altra dopo e spesso ti ritrovi a tarda notte che ne vuoi guardare ancora un’ultima. Il metodo è molto semplice ma appunto geniale: basta guardare la penultima puntata di una serie a cui si tiene particolarmente, così da lasciare accesa la voglia di guardare come va a finire. Questo insopprimibile desiderio di concludere l’esperienza darà l’energia nervosa necessaria per le 2 ore di partita.
Un po’ sadomaso come cosa ma mi hanno detto che funziona. Riprende l’effetto bicchiere d’acqua a metà. Per quelli che devono bere tanto durante il giorno è consigliato avere sempre di fronte a sé un bicchiere d’acqua a metà. La nostra psiche ci chiede sempre di completare l’azione così si accende la voglia di bere anche quando in una situazione normale non vorremmo farlo.

2 – Il secondo metodo è molto più pratico, niente di psicologicamente fine. Per chi ha bambini sotto i tre anni, martedì pomeriggio dovete costringerli in tutti i modi ad addormentarsi per il riposino pomeridiano verso le 18-19, così da svegliarsi pimpanti fra le 21 e le 22. Il ciclo di sonno classico in questo modo dovrebbe tornare verso le 2-2.30 e tra tempo da svegli con figli, e tempo speso per farli addormentare il primo tempo dovreste vederlo senza intoppi. Per il secondo tempo con il figlio che fisiologicamente non può più reggere e si addormenta dovete organizzarvi da soli.

3 – Il terzo metodo richiama in parte il primo. Dovreste vedere soft-porno dalle 24 in poi. Solo vedere, mi raccomando, stando seduti sul divano. La libido in circolo vi terrà svegli ben oltre l’inizio delle partite e, se la vostra carica sessuale è molto carica appunto, potreste tirare dritti fino alla fine dei match.

4 – Più che un metodo, il quarto punto è un suggerimento. Non dovete per nulla litigare o questionare con la propria moglie, fidanzata, compagna. Passare anche solo mezzora della sera a discutere vi toglierà energie preziosissime che vi presenteranno poi il conto verso il 15’ del secondo tempo delle partite. Quella sera dovrà essere una serata meravigliosa, soprattutto per lei. Magari dal lavoro portatele un fiore, anche se non c’è una mazza da festeggiare, date una mano a preparare la cena e soprattutto fate voi i piatti o comunque pulite la cucina. Questo vi aiuterà nella relazione con lei e oltretutto vi alleggerirà perché l’effetto àncora sul divano, tanto da farvi colare a picco, deve assolutamente essere evitato.

5 – C’è poi un ultimo metodo, ma bisogna attivarsi fin da oggi. Bisogna chiamare l’imbianchino e farsi colorare di rosso la stanza dove è posta la televisione. Questo perché il rosso, leggo dal web, è un colore stimolante, eccitante: aumenta la frequenza cardiaca, respiratorio e la pressione arteriosa, stimola l’attività neuronale, ghiandolare e del fegato. A livello fisiologico è in relazione stretta con i muscoli e con l’apparato osteoarticolare, a livello energetico è in relazione con il primo chakra Muladhara o chakra coccigeo ed è il colore dell’elemento fuoco ed è il colore più Yang.
Importante è farsi ridipingere le pareti domani mattina, perché non dovete abituarvi al nuovo colore passando già una serata fra le pareti rosse.

P.S. Da un punto di vista musicale, a me personalmente accade una cosa strana. Tutto, dal classico all’heavy metal, mi porta al sonno. Tutto tranne Max Pezzali. Non lo so, sarà quella sua aria così quotidiana che mi fa restare sveglio. Ho già preparato la playlist per domani sera.

1 aprile di derby nazionali


Aprile si apre con le nazionali e l’unico grande pesce d’inizio mese lo pesca l’Argentina in una Chuqiyapu (vecchio nome quechua della capitale boliviana, Nostra Senora de La Paz è troppo spagnolo e pruriginoso) tersa e anarchica come sempre.
In giro per il mondo ci sono state gare di piena gazzarra e confusione come Ecuador-Paraguay, 1-1 quanto a goal e 5-3 in ammonizioni, a cui va aggiunto il rosso del paraguaiano Da Silva, match di esaltazione collettiva come il 3-0 degli Stati Uniti al Trinidad Tobago, con tripletta del giovane centravanti Jozy Altidore che il Villareal il prossimo anno deve iniziare a provare insieme a Giuseppe Rossi (possono diventare i nuovi Weah e Simone, coppia dalle affinità elettive del Milan metà ‘90) e anche partite in cui la noia ha rubato la scena come nello scioccante 0-0 tra Georgia e Montenegro, scioccante ovviamente per lo spettatore, ripresosi solo con un’endovena di Motley Crue.

Tra tante partite, a catturare l’attenzione sono stati i tanti derby giocati. In primo luogo il derby del Golfo Persico tra i vicini ma da sempre lontani Bahrain e Qatar. Dopo diversi scontri diplomatici, il 16 marzo 2001 le due nazioni hanno raggiunto un’intesa, sulla base della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, per la delimitazione delle zone marittime (acque territoriali, piattaforma continentale e zona economica esclusiva di rispettiva giurisdizione) e soprattutto per le questioni di sovranità sulle Isole Hawar. Dopo anni di astio però, la rivalità tra i due Paesi è ancora molto sentita e questa è la cosiddetta partita da non perdere. Giocata allo “Stadio Nazionale” di Manama, di fronte a 20mila spettatori, come tutti i derby è stata molto nervosa e continuamente spezzettata nel ritmo. Il goal vittoria per il Bahrain è stato segnato su moscia punizione da Fouzi Aaish, centrocampista originario del Marocco e mente del Muharraq Club, polisportiva che ha vinto nel basket, nel volley, e soprattutto nel calcio con 30 titoli nazionali. Il team è attualmente detentore dell’AFC Cup vinta battendo in semifinale l’Al Nahda, campione dell’Oman League nel 2007, e in finale i forti libanesi del Safa, che possono schierare l’ottimo centravanti di manovra della nazionale Khodor Salame e l’eterno Mohammad Kassas.

Sempre nella stessa zona ma sulla terraferma, altra partita delicata è stata quella tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, anche queste due nazioni vicine ma sempre sul chi va là per questioni territoriali e di confine. La partita è stata molto spettacolare con le due squadre alla ricerca di una vittoria che servisse a scalare posizioni nel girone di qualificazione ai Mondiali. Il primo tempo finisce con il goal “alla Quagliarella” (botta di destro all’incrocio da 35 metri proprio quando uno non se lo aspetta) di Ismaeil Matar per il 2-1 a favore degli Emirati (grande tecnica per questa mezzapunta dell’Al Wahda di Abu Dhabi che il presidente Saeed bin Zayed Al Nahyan ha affermato di non voler vendere nemmeno per un giacimento di petrolio… forse perché ne ha già fin troppi), ma la reazione dell’Arabia Saudita è veemente e all’85 il risultato è ribaltato grazie alla rete di Naif Hazazi su errore in uscita del portiere Majed Naser (Hazazi, centravanti del 1989 che arriverà in Europa, è stato autore anche del goal del pareggio quattro giorni prima a Teheran contro l’Iran sconfitto poi 2-1 con goal di Al Harbi).

Parlando di derby, non si può omettere quello che ad oggi è uno dei derby fra nazionali più sentiti e appassionanti del mondo, la sfida tra le due Coree. Nel rumore assordante del “World Cup Stadium” di Seoul (niente a che fare con la rigorosa modulazione del volume di massa di Pyongyang), il sogno della Corea del Nord di resistere (grande gara del difensore centrale Pak Nam Chol, ma come non citare all’inizio del secondo tempo la parata “banksiana” del portiere della Corea del Sud Lee Woon-Jae) si è infranto all’85 per colpa di una punizione infida di Kim Chi Woo leggermente deviata dal numero 10 nordocoreano, Hong Yong Jo, capitano della nazionale e buon elemento dell’FC Rostov, autore del pareggio nella precedente gara tra queste due squadre che si sono affrontate anche nel primo girone di qualificazione.

Per finire altri due derby caldi: Repubblica Ceca-Slovacchia ha visto la vittoria della squadra di Weiss per 2-1 e Lesotho-Botswana (in entrambi i Paesi l’etnia predominante è quella bantu, con il gruppo degli Tswana radicati nella vecchia Beciuania e quello degli Ngoni nell’enclave al centro del Sudafrica) terminato 0-0.