Il corpo di Maradona si ricordava tutto

Di Maradona mi hanno fatto sempre impressione tante cose, ma una in particolare mi ha sconvolto. Dopo il gol del secolo contro l’Inghilterra, disse ai giornalisti: “Ho segnato perché ho ricordato le parole di Lalo dopo essere tornato dall’Inghilterra nel 1980. Mi disse che se in futuro mi fosse capitata un’altra azione simile a quella in cui mi sono ritrovato di fronte a Clemence, avrei dovuto dribblare anche il portiere”.
L’azione è questa:

Sei anni dopo Maradona si ritrova nella stessa situazione, incredibilmente contro la stessa squadra e il suo corpo, non si sa come, si ricorda di quelle parole, facendo questo:

La stessa cosa è successa anche con il Napoli. In un Fiorentina-Napoli 1985, in una giornata di tregenda, segnò questo gol in controtempo a Giovanni Galli:

Il portiere della Viola negli spogliatoi dirà che Maradona lo aveva fregato perché lo aveva anticipato, rubandogli un tempo di gioco, sballandogli il ritmo e riuscendo così a non fargli caricare bene la gamba destra per darsi lo slancio.
Dopo un anno e mezzo, all’Estadio Cuauhtémoc di Puebla, accade questo:

Essere un campione di quel livello vuole dire anche avere una memoria atletica fuori dal comune. Il corpo di Diego ricordava i punti deboli degli avversari o rielaborava strategie vincenti se determinati contesti e condizioni si ripetevano. Quella memoria atletica non è solo di Maradona, ma è di sicuro dei più grandi.

La Serie A nei giorni della nevicata del 1985

Nonostante oggi faccia quasi caldo, non so perché ho pensato alla nevicata del 1985, ricordando il sottoscritto a 5 anni che camminava fra muri di neve più alti di me. Non ricordo molto altro e mi è venuta la voglia di vedere come si è giocato in Serie A quel la domenica, come erano messi i campi e le mise dei calciatori. Ecco un viaggio gelato di 34 anni fa.
Procedo in ordine di schedina.

ASCOLI-INTER 1-1

Al “Del Duca” si intuisce come il vento come raffiche di mitra disinitegrava cumuli di neve, per citare il poeta. Nella melma, due gioielli brillantissimi. Altobelli in mezza rovesciata, Iachini, a 20 anni, in sforbiciata. Forse entrambi vollero risarcire Rummenigge a cui Roth aveva annullato “la sforbiciata” contro i Rangers nel novembre dell’anno prima.

ATALANTA SAMPDORIA 0-0

Non sono riuscito a trovare il video della partita. Se sapete dove trovarlo, postatelo nei commenti. Ho visto i tabellini, la cosa più emozionante devono essere state le sostituzioni. Un certo Donadoni da il cambio a Stromberg per l’Atalanta, mentre per la Samp Vialli sostituisce Mancini.

AVELLINO-VERONA 2-1

Questa è un vero romanzo. Il freddo di Avellino lo conosco, con qualche lago in più ti sembra di stare in Minnesota. C’è davvero di tutto: Bagnoli con paltò pesante e coppola felpata, Angelillo che suda per lo sbalzo termico, la segatura in area di rigore, Garella che para coi piedi, Biazzo in gran forma, Angelo Colombo in gol da 35 metri. Un film.

FIORENTINA-NAPOLI 0-1

Basterebbe dire gol e pelliccia di Maradona per chiudere il discorso. Ma da aggiungere c’è Socrates con la faccia nella neve e “Giaguaro” Castellini in presa plastica. Dopo un anno e mezzo Maradona segnerà a Galli nella stessa maniera e grazie allo stesso controtempo. La memoria atletica di Diego lo ha fatto il migliore di sempre.

JUVENTUS-LAZIO 1-0

Si giocò il 30 gennaio. Non vale.

MILAN-COMO 0-2

La neve e il gelo si palesa sotto i nostri occhi minuto dopo minuto. Matteoli pattinava sempre in maniera meravigliosa e il “ragazzotto” Pasquale Bruno fa 0-2. Al Milan erano tutti mogi ma un anno e un mese dopo arriverà Berlusconi.

 

ROMA-TORINO 1-0

Anche a Roma spianate di neve dietro le porte anche se il sole ammorbidiva un po’ tutto. Pruzzo segna ma non corre sotto la curva, peccato, sarebbe stato un highlight anche oggi, tipo cosacco del Don che parte all’attacco.

UDINESE-CREMONESE 2-0

Pensi che a Udine sarebbe stato tipo Vladivostok e invece tutto sembra regolare. Campo che tiene, poca neve ai bordi del campo, partita traquilla. Segna Selvaggi campione del mondo e Carnevale. Peccato non avere immagini delle panchine perché si sfidarono Vinicio e Mondonico.

Quella volta che il vecchio campione… La tecnica profetica di Guido Gratton.

Qualche settimana fa vi ho chiesto quale campione “in fasce” avevate avuto l’occasione di ammirare quando non era ancora conosciuto. Legandomi a questa richiesta, con ancora maggiore nostalgia, adesso mi piacerebbe chiedervi di quella volta che avete invece ammirato il vecchio campione, magari dopo la fine della sua carriera e che effetto vi ha fatto.
Per esperienza personale vi potrei parlare di quella volta che servii un assist a Claudio Desolati (il quale sbagliò miseramente), ma mi piace raccontarvi di Guido Gratton, grande centrocampista della Fiorentina scudettata del 1955-56.
La sua prima esperienza da allenatore fu alla Salernitana e mio padre giocava nella Beretti, allenandosi con la prima squadra. Mi racconta spesso della sua “tecnica profetica”, ovvero la capacità di indicare dove avrebbe tirato, dando anche la percentuale di possibilità che aveva il portiere di prendere il tiro, realizzando poi perfettamente quello che aveva promesso. Un tempo la tecnica di tiro era davvero tutto.

Qual è la vostra esperienza con un vecchio campione?

Non ricordo nessun gol di Bernardeschi. Discorso sulla memorabilità contemporanea

baggio-bernardeschi10Tanti, ovviamente meglio di me, hanno parlato della memoria e memorabilità contemporanea nell’epoca degli hard disk esterni. Ho letto delle cose e un po’ ragionato, ma ieri sera mi è venuto un’insight che mi ci ha fatto pensare. L’insight è: non ricordo nessun gol di Bernardeschi.
La frase sembra abbastanza folle ma vuol dire parecchio. Quando ero piccolo giocava con la maglia viola Roberto Baggio. Mi ricordo un sacco di gol di Baggio con la Fiorentina, e non perché era uno dei miei calciatori preferiti o perché li ho rivisti poi, ma solo perché li ho visti una ed una sola volta a 90° Minuto o in diretta i mercoledì di Coppa e quelle immagini si sono fissate nella mia testa.
Bernardeschi sta segnando parecchio sia in campionato che in Europa League ma non ricordo nessuno dei suoi gol. Eppure ogni volta vengono riproposti in continuazione su tutte le reti e in tante trasmissioni che di calcio dicono poco.
Questa differenza mi fa riflettere appunto sulla memorabilità contemporanea: oggi che possiamo tenere fuori dal nostro cervello tantissimo, perché quando vogliamo, basta scrivere su youtube “gol Bernardeschi” e ne becchiamo quanti ne vogliamo, tratteniamo per utilità e per loro abbondanza pochi contenuti, ma, quello che mi fa paura, tratteniamo anche quasi nessuna delle emozioni che quei contenuti portano con sé.
Per continuare il paragone, i gol di Baggio li ricordo con la gioia di chi scopre il campione, di Bernardeschi, se me lo chiedi, non saprei bene come definirlo e soprattutto non provo l’emozione della scoperta che ho provato con Baggio. Eppure di Bernardeschi ho visto tante sue partite e tante sue azioni, ma non dovendo più per forza trattenerne il ricordo al fine di non perderlo, cancello con grande velocità tutto quello che riguarda Bernardeschi e quello che Bernardeschi mi ha trasmesso da un punto di vista emozionale.
Di questo passo la RAM interna al nostro cervello avrà un processo di reset sempre più veloce e rischiamo di non ricordare assolutamente nulla di cui facciamo esperienza, memorizzando il mondo solo attraverso keywords da attivare nel momento del bisogno per farci dare dai tanti strumenti tecnologici di cui ci circonderemo il contenuto desiderato.