CHI È QUELLO CHE AVETE ODIATO DI PIÚ?

Inutile pensarci troppo o troppo poco, nello sport si odia, magari il bello è anche questo. Nella mia carriera di sportivo attivo ho odiato di tutto, dal mediano del Pellezzano al terzino sinistro del Vietri sul Mare, ma nella mia carriera di sportivo passivo ne ho odiati molti di più, da Indurain, che non faceva vincere mai il Giro a Chiappucci, a Dunga, che gridava dopo la finale di USA ’94.
Ma quello che avrei bruciato in piazza, mentre io stesso appiccavo il fuoco sorridendo e accogliendo felicitazioni, è Stéphane Guivarc’h. Mi stava sui coglioni da sempre in pratica, anche perché era di uno scarso incredibile. Ma il momento in cui stavo tirando una sedia contro la tv per cercare la contundenza a distanza chilometrica è stato quando ha spaccato lo zigomo a Cannavaro nei quarti di finale di Francia ’98. Fabio Cannavaro, il guaglione che avrei trovato uscendo di casa, sfondato da quel mezzo centravanti (si nota che mi sto trattenendo? Vorrei scrivere tante di quelle male parole. Almeno un “Chitemmuorto” lo merita ancora) e quello (oltretutto biondino, mamma mia, da spezzargli le ginocchia al primo sguardo proprio) che si lamentava pure, dicendo magari che noi italiani eravamo bravi solo a sceneggiare.
Io se incontro Stéphane Guivarc’h per strada gli do un “papetto” che lo rivolto. E ora vammi a denunciare!

65 anni fa. Francia-Italia 1-3 – Le immagini

L’11 aprile 1954 eravamo poca cosa, stavamo ricostruendo dopo Superga ed eravamo ai prossimi Mondiali in Svizzera anche perché dovevamo affrontare solo l’Egitto.

Ci allena il tandem ‘34-‘38 Schiavio-Piola e continuiamo a far esordire gente.

L’Inter in Serie A va forte e vengono fatti esordire Guido Vincenzi, Giovanni Giacomazzi e Giorgio Ghezzi, tutti della squadra di Foni. La Francia è una squadra della media borghesia, che va come noi in Svizzera, avendo superato un girone con Irlanda e Lussemburgo.

C’erano già Kopa, Piantoni, Armand Penverne in difesa, ma erano tutti giovani e senza grande nerbo.

Segna Piantoni con un bel tiro di sinistro, pareggia Pandolfini di testa, senza capire come ci riesce, vinciamo grazie ad un doppio Carlo Galli. Il centravanti della Roma è alla seconda partita in Nazionale.

La passione per il calcio ai tempi dei campionati finiti già ad aprile

In Inghilterra il campionato è finito e lo ha vinto il Manchester City.
In Germania il campionato è finito e lo ha vinto il Bayern Monaco.
In Olanda il campionato è finito e lo ha vinto il PSV.
In Francia il campionato è finito e lo ha vinto il PSG.
In Spagna il campionato è praticamente finito e lo vincerà il Barcellona che ha 11 punti sulla seconda.
In Italia solo un Napoli e un Sarri straordinari ci danno ancora un campionato che però domenica può terminare.

Non ho altro da aggiungere a questo lamento. Ripeto da tempo che se togli la competizione serrata al calcio è più divertente vedere una gara di torte in faccia.

Quanto e dove giocano quelli dell’Under 20? Matematica e incazzatura.

Dopo Italia-Svezia ne ho sentite tante sui giovani: devono giocare, devono giocare se meritano, dovrebbero esserci stranieri migliori per insegnare ai nostri giovani e tanto altro. Non avendo una mia idea chiara, mi sono affidato alla matematica (niente di che, per carità, solo delle moltiplicazioni).
I giovani migliori l’anno scorso hanno disputato i Mondiali Under 20. Ho preso per la Francia i calciatori che hanno giocato Italia-Francia (ottavi) e per Italia e Inghilterra i titolari che si sono sfidati in semifinali e ho moltiplicato x3 il numero delle presenze che i singoli calciatori hanno nella prime serie, x2 il numero delle presenze in seconda serie e x1 quelle in terza serie.

I risultati sono:

ITALIA: 256

INGHILTERRA: 324
FRANCIA: 432

Quindi i calciatori italiani, terzi al Mondiale, hanno fino ad oggi giocato meno e in categorie inferiori rispetto ai colleghi inglesi e francesi.
Al di là di tutto, io mi fermerei alla matematica. Incazzandomi.