Alla Francia il mondiale di Pallamano

Domenica, come ultimo atto dello stupendo mondiale di pallamano giocato in Croazia, la Francia è riuscita nell’impresa di battere la squadra padrona di casa di fronte ai 15000 tifosi allibiti di Zagabria. Contro una Croazia con tutti gli effettivi rispetto ai Giochi olimpici, la squadra transalpina, vincitrice proprio a Pechino 2008, ha vinto nettamente nel gioco e nel punteggio (24-19). Il migliore dei francesi come statistiche è stato Daniel Narcisse, capace di 6 realizzazioni in altrettanti tentativi, ma la vera sorpresa della finale è stata l’ala sinistra Michael Guigou, una spina nel fianco della difesa slava. Prove di grande spessore difensivo sono state quelle di Luc Abalo e Guillame Gille, mentre il naturalizzato croato Karabatic ha di nuovo sofferto molto la sfida contro i suoi ex-connazionali (nella partita del secondo girone la Croazia vinse contri i francesi 22-19 grazie a un grande Igor Vori, in finale poco assistito e perfettamente controllato Cedric Sorhaindo). Nella Croazia pessima prova di Ivano Balic, il quale dall’infortunio olimpico in poi non ha più trovato la forma, mentre una grande prova come sempre è stata quella di Ivan Cupic, che a Pechino mancava per infortunio. La Francia ha giocato su ritmi che nessuno riesce a mantenere, non soffrendo mai la difesa fisica dei croati. I francesi bissano così dopo solo cinque mesi la straordinaria vittoria olimpica, in un Mondiale dal grande tasso atletico che ha messo in luce giocatori di grande livello. Il terzo posto lo ha ottenuto la Polonia, che scende di un gradino rispetto al 2007 ma, riconfermando un impianto di gioco molto semplice e fatto di scambi lenti e macchinosi, mette in mostra atleti di potenza eccezionale come Karol Bielecki e Tomasz Tluczynski. La Danimarca, che ha fatto fuori la Germania, nulla ha potuto, accontentandosi del quarto gradino. Delusione della competizione proprio la Germania, quinto posto finale, che nel secondo girone di qualificazione alle semifinali ha perso contro la Norvegia e la Danimarca, riuscendo a pareggiare (35-35) solo contro la Serbia. Pessimo Glandorf per tutto il torneo, soltanto Torsten Jansen ha giocato ai suoi livelli. Altra delusione la Spagna, bronzo in Cina e solo tredicesima in Croazia. Dopo le vittorie facili contro Kuwait e Cuba, tre scoppole pesanti contro Svezia, Croazia e Corea del Sud l’hanno estromessa dal secondo girone dei quarti. Ci si aspettava un Alberto Rocas sui livelli di agosto, ma lui insieme alla squadra hanno giocato una pallamano scialba e sempre fuori ritmo. Squadra invece in vera e propria caduta libera è la Russia, eliminata già nel primo girone dalla Macedonia e quindicesimo posto finale dopo la sconfitta con la Romania. Timur Dibirov da solo non è riuscito a mantenere a galla la sua squadra. Nota molto positiva invece l’Ungheria, sesto posto finale, che ha mostrato un gioco duro ma ficcante insieme a giocatori di grande fama internazionale come Laszlo Nagy e giovani interessanti come Tamas Ivancsik. Buone prove anche per Norvegia e Slovacchia, che si sono sfidate nella finale per il nono e il decimo posto (vittoria norvegese 34-27), totalmente differenti per caratteristiche di gioco: atletismo e pochi schemi continuamente ripetuti per gli slovacchi di Peter Kukucka, gioco di potenza raffinata, l’unico in un certo modo accostabile a quello francese, lo stile norvegese. Bella figura anche per la Serbia che ha avuto un grande Mladen Bojinovic in tutto il torneo. Solita e solida Svezia e più che decenti Macedonia e Corea del Sud completano la lista delle migliori. Tra le altre, straordinarie prestazioni le ha ottenute l’Egitto che ha battuto anche la Russia e la Tunisia che al primo turno ha battuto la Macedonia grazie ad una prova magistrale del portiere Maroaune Magaiez. In Italia nessuna emittente ha trasmesso la competizione, nemmeno Eurosport. Per non ammalarsi di mourinhite, viva santo streaming.

Da dove viene l’armonia di Moutinho

Questi Europei sono smorti parecchio (ovviamente l’Italia si è distinta dando fin troppe emozioni). Però un calciatore tra i tanti che hanno smanicato qualcosa in Svizzera e Austria mi ha toccato gli occhi: Joao Moutinho del Portogallo.

Per fisico, armonia di tocco e leggerezza di pensiero somiglia ad un tale di Langoiran del ’52 che mise in crisi le regole del gioco il 21 giugno del 1982, in quella mestizia bollente di Valladolid.

L’Europa nel pallone


Da oggi è uscito il mio libro “L’Europa nel pallone. Stili, riti e tradizioni del calcio europeo”. L’editore è Zona.

In questo libro ho cercato di parlare di calcio in un modo diverso dal solito, legando le vicende del gioco e le faccende dei protagonisti ai fluidi socio-culturali delle diverse nazioni prese in esame.

Le scuole analizzate sono sette: italiana, russa-sovietica, balcanica, olandese, francese, iberica, tedesca.

Per ognuna di queste ho esaminato a fondo il loro gioco, quello che in campo fanno tecnicamente e dicono tatticamente, legandolo agli insight culturali influenti per quel tipo di gioco.

Questo in breve, ma nel libro c’è anche molto altro. Come, ad esempio, il profilo di una squadra ideale per ogni scuola calcistica.
Per l’Italia la formazione che ho scelto é: Zoff, Gentile, Facchetti, Tardelli, Baresi, Scirea, Domenghini, Antognoni, Meazza, Baggio, Riva.

Sarebbe molto interessante se ognuno di voi, leggendo quello che ho scritto nel libro, mi stilasse una sua formazione dei sogni, non soltanto per l’Italia.

Spero che il libro vi piaccia e sarei contento se ne parlassimo un po’ insieme in questo spazio.