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Il Barcellona e la fine del tempo lineare

La Spagna ha terminato il suo ciclo, come molti affermano combinando gli insuccessi iberici con il tramonto di Fuentes?
Orribile giornalismo, indegno anche dei tempi melmosi che stiamo vivendo (melmosi per eterodirezione dell’opinione pubblica anche se è semplice colpo di coda, le nuove tecnologie crowdsourcing diffuse stanno creando la società del merito e della trasparenza).
La Spagna e soprattutto il Barcellona hanno mostrato un nuovo modello di gioco, superando la logica di Sacchi, ultima frontiera prima della nuova rivoluzione.
Guardiola ha guardato Sacchi partendo dal concetto base del gioco del Milan: il pressing. Ma lo ha evoluto portandolo da passivo ad attivo. Il Milan di Sacchi pressava per recuperare palla e imbastire manovre d’attacco, per il Barcellona di Guardiola il pressing era la prima fase di attacco alla squadra avversaria, senza un lasso di tempo, anche minimo come per il Milan, tra il recupero palla e l’attacco degli spazi.
Il pressing era già manovra d’attacco e l’intera squadra doveva muoversi come se avesse il controllo del pallone. Un concetto che potrebbe chiamare in causa le dimensioni temporali se solo lo analizzassimo in ottica sci-fi. 
Mentre il Milan tra il presente della fase di pressing e il futuro dell’azione di attacco inseriva un tempo (che nella pratica è occupazione spaziale del campo) di attesa, una sorta di valvola di controllo per realizzare il proprio attacco, il Barcellona ha eliminato questa valvola spazio-temporale e nell’attimo presente del pressing spalancava già le porte al futuro dell’azione di attacco, creando dimensioni temporali differenti in relazione al tipo e alla qualità di recupero della palla.
Il pressing di un Mascherano non aveva solo lo scopo di togliere la palla agli avversari ma di innescare una giocata già presente e non solo futuribile nel momento dell’attacco al pallone.
Le dimensioni temporali di gioco con il Barcellona si sono accavallate, disintegrando il tempo lineare di difesa, pressing e attacco, già accorciato al massimo dal Milan di Sacchi, creando da un atto presente di pressing tanti futuri possibili già in divenire.
E non mi venite a parlare di Fuentes.