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Linea Bianca – Secondo numero 2010 in libreria

Torna in libreria il secondo numero del 2010 di Linea Bianca, il trimestrale di scienza e cultura sportiva della Limina Edizioni, diretto da Roberto Beccantini.

Il meglio della letteratura sportiva italiana, questa volta è alle prese con Calciopoli e tutte le altre farse all’italiana che hanno accompagnato, come filo grigio dalla tonalità a volte evidente, le magagne e gli eroismi di facciata del calcio-industria italiano.

I nomi e le storie come sempre sono da acquisto senza calcoli: Castellani, Bolognini, John Foot, De Benedetti, Zara, Calzaretta, Ferrato, Cordolcini e Olivari (in mezzo a questi ci sono anch’io….mah) per la prima parte tematica, l’intermezzo di Dipollina poi accompagna verso lo Zibaldone, con pezzi di Beccantini, Mura, Ghedini, Culicchia, Pastorin.

Nel secondo numero, c’è anche un’appendice ciclistica che vede impegnati Ormezzano, Bacci, Porreca e altri.

Insomma, se siete arrivati per qualsiasi motivo su questa pagine, anche solo per farmi schizzare in alto la percentuale di rimbalzo, sappiate che Linea Bianca non è perdibile.

Linea Bianca di nuovo in libreria – La migliore letteratura italiana a confronto.

Se c’è davvero qualcuno che mi legge, vuol dire che ne ha bisogno. Se c’è qualcuno che capita per caso su questo blog, vuol dire che il caso ci indica le strade migliori. Se c’è qualcuno che legge, attraverso le vie del web che sono riuscite a superare per infinitezza quelle del Signore (Giordano Bruno ne sarebbe felice), queste parole, vuol dire che deve allargare il suo desiderio di conoscere. Per tutti questi tipi umani leggere il nono numero di Linea Bianca, trimestrale di scienza e cultura sportiva edito da Limina, di ritorno dopo alcuni anni, è un obbligo.

Nelle mani delicate del Direttore Roberto Beccantini, il meglio della letteratura sportiva italiana ci scrive dell’Africa che aspetta il suo primo Mondiale e del Brasile che ha ancora da attendere.

Scrivo a botta calda, con la rivista appena scartocciata, per cui più che una recensione, mi limito ad una presentazione da primo appuntamento. Nella parte de “La nostra Africa”, firme come quella di John Foot (autore di “Calcio. A History of Italian Footbal”l, premiato alla 45esima edizione del Premio Selezione Bancarella Sport), Luca Ferrato (calcio e società analizzati senza essere mai banale), Furio Zara (“Bidoni” e non solo), Alec Cordolcini (chissà che pezzo per il paese dei boeri), Nicola Calzaretta (le sue storie sul Guerin Sportivo creano dipendenza) parleranno della nostra prossima Africa, vista in tv e vissuta per un mese intensamente.

Anche per questa nuova edizione, l’Intervallo è affidato ad Antonio Dipollina, che in base al titolo ci dovrebbe parlare della moda scommesse, ma siamo sicuri che si allargherà, certo che si allargherà.

Seconda parte: Brasile. Il moloch Pastorin c’è, insieme a Bruno Barba e Maurizio Ruggeri.

Infine Zibaldone, per lasciare andare gli estri dove vogliono: Luigi Garlando ci seduce con Meazza, Andrea Maietti ci stuzzica con la bycicleta di Pelé, Giorgio Porrà ci incuriosisce con l’altro Vieri, che dovrebbe essere Bob, Matteo Marani ci istiga con il fast foot. Il piatto è prelibato e già stracolmo, ma un bel po’ di spazio in testa dobbiamo conservarlo per Luigi Bolognini (“La squadra spezzata” è uno dei migliori romanzi sportivi e non degli ultimi anni), Massimiliano Castellani (le sue inchieste sulle malattie nel calcio scavano in una realtà che non si vuole conoscere), Gianni Mura (con due articoli sullo Zambia, che ci distrugge alle Olimpiadi e muore su un aereo con il sogno del Mondiale, usciti su Repubblica) e Rino Tommasi che ripropone il suo cartellino.

In mezzo a questi ho la ventura di aver scritto anche io due pezzi, sulla prima volta delle due Coree al Mondiale (prima volta anche che due nazionali sono al Mondiale mentre sono ancora in guerra, perché la Guerra di Corea è ancora in stand by, dopo l’armistizio di Panmunjeom del 27 luglio 1953) e, a nome della Biblioteca e Museo del calcio Andrea Fortunato, sui 32 libri da leggere per ogni nazionale che va a in Sudafrica.

In allegato anche il documentario “L’incontro” sullo spareggio Bologna-Inter che assegnò lo scudetto 1963-64

Leggiamoci Linea Bianca e poi ne parliamo.

II Premio Andrea Fortunato e il grande Mura

Sono qui a giustificare la mia assenza di qualche giorno dal blog. Ho organizzato, da addetto stampa dell’Associazione “Fioravante Polito” e della Biblioteca e Museo del calcio “Andrea Fortunato”, il II Premio Andrea Fortunato.

In sisntesi, bella giornata a bordo di MSC Fantasia e molte belle persone che hanno deciso di fare qualcosa per la salute di chi inizia a fare sport.

Questi i premiati di questa seconda edizione:

Claudio Ranieri
Pierluigi Collina
Edio Costantini
Card. Tarcisio Bertone
Francesco Moriero
Bepi Pillon
Prof. Sante Tura
Fabrizio Ravanelli
Gianni Mura

Il grande Mura è buon ultimo perché, rimandandovi al sito dell’Associazione, http://www.asfioravantepolito.it/ per ulteriori informazioni, durante la sua premiazione ha detto: “Meglio un giorn di Pillon che un anno di Mourinho”. A voi le riflessioni.

Letteratura e ciclismo in festa per i 100 anni del Giro d’Italia

“…l’epica non abbandona la rosea, e ne è nuovo conclamato interprete il direttore Emilio Colombo. Di lui Indro Montanelli dirà che, se non è stato lui a inventare il Giro, “non c’è dubbio che fu Colombo ad appassionarcene tutta l’Italia tramutandolo in una specie di Chanson de Geste come Omero fece con le avventure di Ulisse”. Colombo diviene direttore il 17 gennaio 1922, dopo un anno gli viene affiancato un comitato di direzione, dal ‘24 al ‘36 è di nuovo da solo al timone della Gazzetta. Milanese, ex arbitro di calcio, era diventato redattore al debutto del Giro. Ne diviene, dopo l’uscita di scena di Costamagna, uno dei principali cantori. “Che fosse una penna d’alta classe, non direi”, chiosava Montanelli. E tradizione vuole che le sue cinque colonne di reportage dal Giro fossero il frutto di sapienti “smarrimenti” delle cartelle inviate in tipografia, al ritmo di una sì, una no.

Aneddoti come quello sopra riportato (da “Un secolo di passioni. Giro d’Italia 1909-2009 a cura di Pier Bergonzi ed Elio Trifari. Rizzoli Editore), curiosità e vicende umane di ogni tipo contrappuntano la storia del Giro d’Italia, che quest’anno ha felicemente compiuto 100 anni. Sono altrettanti presupposti del convegno, aperto al pubblico e gratuito, dal titolo dal titolo “Il Giro d’Italia tra letteratura e giornalismo” in programma domani a Bologna, presso la Biblioteca dell’Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater, piazza Galvani 1 (inizio alle 9.30).

La giornata di studi, promossa dal Comitato Nazionale per i 100 anni del Giro d’Italia, dalla Fondazione Corriere della Sera, dalla Gazzetta dello Sport e dalla Scuola di Giornalismo Ilaria Alpi dell’Università di Bologna, si concentra sulla narrazione del Giro interpretato da sapienti cantori, vuoi scrittori vuoi giornalisti.

Il convegno, curato dal professor Angelo Varni, vedrà gli interventi di Ezio Raimondi, Andrea Battistini, Aldo Grasso, Alberto Malfitano, Claudio Gregori, Alberto Preti, Mario Proli, nonché due tavole rotonde, una al mattino dedicata a La voce dei giornali (vi partecipano Claudio Santini, Giuseppe Savini, Mirko d’Adamo e Francesca Canale Cana), la seconda pomeridiana riservata a Le parole della corsa: tra finzione e realtà, cui partecipano Alfredo Martini, Gianni Mura e Paolo Tomaselli.